<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594</id><updated>2012-02-01T17:31:08.114+01:00</updated><category term='pensieri'/><category term='preistoria'/><category term='manuali'/><category term='news'/><category term='monografie'/><category term='presentazione'/><category term='autobiografie'/><category term='giallo'/><category term='gotico'/><category term='saggi'/><category term='religione'/><category term='biologia marina'/><category term='romanzi'/><category term='interviste'/><category term='monologhi teatrali'/><category term='storia antica'/><category term='horror'/><category term='fantastico'/><category term='testi teatrali'/><category term='psicologia'/><category term='mitologia'/><category term='fantasy'/><category term='fantascienza'/><category term='antologie'/><category term='racconti'/><category term='filosofia'/><category term='narrativa di viaggio'/><category term='biografie'/><category term='avventura'/><category term='recensioni'/><category term='serie televisive'/><title type='text'>Le Cronache dell'Evoluzione</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>49</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-5495855168616114711</id><published>2011-04-22T12:28:00.002+02:00</published><updated>2011-04-22T12:30:26.760+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='serie televisive'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Game of Thrones - Ep. 1 "Winter Is Coming"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://torreditanabrus.files.wordpress.com/2011/04/game-of-thrones-winter-is-coming-200424.jpg?w=240&amp;amp;h=166" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="138" src="http://torreditanabrus.files.wordpress.com/2011/04/game-of-thrones-winter-is-coming-200424.jpg?w=240&amp;amp;h=166" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;E' la prima volta che recensisco qualcosa di diverso da un libro. Quando diedi nuova vita a questo blog con le recensioni, pensavo di dedicarmi anche a musica e film, ma poi non l'ho mai fatto.&lt;br /&gt;La visione di ieri sera però, a seguito anche di un piccolo confronto, mi ha scatenato alcune riflessioni che mi piacerebbe condividere con voi che leggete (migliaia di persone, presumo!).&lt;br /&gt;Dopo una trepidante attesa di mesi, è finalmente andato in onda il primo episodio di &lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Game_of_Thrones"&gt;Game of Thrones&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; (per chi non lo sapesse, la trasposizione televisiva delle &lt;i&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cronache_del_ghiaccio_e_del_fuoco"&gt;Cronache del ghiaccio e del fuoco&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; di &lt;a class="mw-redirect" href="http://it.wikipedia.org/wiki/George_R._R._Martin" title="George R. R. Martin"&gt;George R. R. Martin&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Da giorni i fan inondavano Facebook di commenti entusiasti (dal 17 aprile per la precisione) e io non vedevo l'ora di ritagliarmi un'oretta per piazzarmi davanti alla TV e godermi la puntata incurante dell'inglese (e forte dei sottotitoli).&lt;br /&gt;Il commento a caldo è stato "Beh, cavoli, è fatto proprio bene!". Ho provato un brivido di piacere nel vedere la Barriera, il Parco degli Dei, i personaggi descritti con tanta dovizia e, devo ammettere, presentati con le facce giuste.&lt;br /&gt;Invece le altre persone presenti alla visione non mi sono sembrate molto partecipi. In effetti mia madre e mia suocera potrebbero non aver apprezzato molto le scene gratuite di violenza e di sesso, ma vedere mio marito annoiato (se non schifato) mi ha portata a ripensare all'episodio con gli occhi di chi i libri non li ha letti e che si è trovato di fronte una sequela di scene un po' sconnesse e con dialoghi a dir poco minimali.&lt;br /&gt;Per cui stamattina sotto la doccia mi sono ritrovata a riflettere sul perché un prodotto tanto atteso e osannato potesse risultare non dico brutto ma, ancor peggio, di poco conto per un pubblico senza particolari aspettative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la maggiore obiettività di cui sono capace, posso affermare che il 1° episodio:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;è lento&lt;/li&gt;&lt;li&gt;manca di dettagli dell'ambientazione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;contiene scene truci, crude e di sesso sfrenato in sovrabbondanza rispetto al&amp;nbsp; romanzo&lt;/li&gt;&lt;li&gt;risulta eccessivamente frammentato&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Vediamo di sviscerare un po' questi punti (i primi due li ho trattati insieme).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i romanzi accusano una certa lentezza, soprattutto andando avanti, sia per l'affollamento sempre maggiore di personaggi sia per la passione maniacale di Martin per i dettagli visivi e narrativi.&lt;br /&gt;Eppure il primo libro me l'ero letto tutto d'un fiato, trovandolo appassionante e scorrevole, mentre questo primo episodio, della durata onesta di un'ora tonda, è sembrato infinito.&lt;br /&gt;Come mai, visto che la trasposizione è stata alquanto fedele?&lt;br /&gt;In realtà è proprio per questo motivo.&lt;br /&gt;Martin è molto bravo nell'utilizzare lo show-don't-tell, però lo riserva soltanto alle scene d'azione o maggiormente drammatiche. Ci sono lunghi capitoli in cui il racconto prende il sopravvento sul mostrato, per rendere il lettore partecipe di un'ambientazione a lui estranea e nella quale i personaggi giustamente si muovono e vivono senza farsi domande idiote del tipo "Mamma, ma la Barriera chi l'ha costruita?" "Caro piccolo Bran, terzo dei miei figli, la Barriera è stata eretta da Tizio e Caio e bla bla bla".&lt;br /&gt;La gente conosce il mondo in cui è nata, ma il lettore ha bisogno di alcune informazioni per sentirsi di più "a casa".&lt;br /&gt;Ecco, se questo in un romanzo può essere fatto più o meno magistralmente, e comunque concedendo allo scrittore la possibilità di spostarsi di tanto in tanto dal punto di vista di un personaggio per abbracciare il mondo dall'alto e potercelo descrivere nei dettagli, in un film la voce fuori campo sarebbe un'oscenità.&lt;br /&gt;Però, proprio per questo senso di fedeltà ai romanzi, gli ignari spettatori possono godersi azioni e dialoghi così com'erano in originale, ma rimangono a bocca asciutta sui particolari dell'ambientazione, proprio quelli che ai lettori appassionati avevano fatto venire i brividi, per il connubio intrigante di pseudo-storia medievale ed elementi fantasy centellinati fin dalle prime pagine e poi via via sempre più presenti.&lt;br /&gt;Che significato ha un albero bianco con le foglie rosse? Sembra fare solo scena.&lt;br /&gt;Chi è 'sto nanetto che compare in scena con una donna nuda addosso e un'erezione da competizione? Sarà mica un personaggio serio!&lt;br /&gt;E via discorrendo.&lt;br /&gt;Le scene si susseguono con dovizia di particolari ma senza un contesto che le giustifichi. I dialoghi sono frasi smozzicate con riferimenti continui a elementi che lo spettatore non ha in mano e, forse, non avrà ancora per molto tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci quindi al terzo punto. Si è insistito così tanto sul mostrare e basta che si è addirittura accentuata la presenza di scene crude e spettacolari. Se posso perdonare l'amplesso tra Jaime e Cersei (molto più soft nel romanzo) e la buffonata di Tyrion nel bordello, mi ritengo molto delusa per la superficialità con cui è stata trattata la scena della prima notte di nozze tra Daenerys e Khal Drogo, a mio avviso uno dei momenti più toccanti di tutti i romanzi (ma come si dice, de gustibus...).&lt;br /&gt;E' un peccato che abbiano ceduto alla tentazione di mancare di fedeltà ai romanzi proprio su questi argomenti, mostrando la chiara volontà di stupire e scandalizzare piuttosto che di mostrare un mondo già abbastanza crudo di suo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo si lega in parte al quarto punto. E' vero che nei romanzi si passa dal punto di vista di un personaggio a quello di un altro a ogni capitolo, però la lettura di un libro concede tutto il tempo necessario per entrare nell'ottica di un personaggio, di percepire e annusare l'ambiente in cui si muove, mentre in video è tutto più rapido e il risultato finale è una sequela frammentaria di scene, in cui si perde spesso e volentieri il filo del discorso.&lt;br /&gt;Anche se l'intreccio non è ancora così contorto, è difficile mettere insieme questi primi pezzi del puzzle. Non si capisce bene dove succede cosa e com'è organizzata la società, al di là del fatto che c'è un re e della gente che gli può rispondere solo sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, non sono delusa ma non sono neanche così impaziente di vedere i prossimi episodi. La mia curiosità sulla trasposizione è stata soddisfatta e ora come ora, se proprio sentissi la necessità di un riassunto in vista dei prossimi romanzi, penso che propenderei verso una rilettura dei libri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-5495855168616114711?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/5495855168616114711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=5495855168616114711' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5495855168616114711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5495855168616114711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2011/04/game-of-thrones-ep-1-winter-is-coming.html' title='Game of Thrones - Ep. 1 &quot;Winter Is Coming&quot;'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1766505420666869558</id><published>2010-12-31T17:51:00.000+01:00</published><updated>2010-12-31T17:51:47.253+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantascienza'/><title type='text'>Isaac Asimov - Neanche gli dei</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.mondourania.com/urania/u601-620/u608.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.mondourania.com/urania/u601-620/u608.jpg" width="134" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Devo fare pubblica ammenda: è il primo romanzo di Asimov che leggo, anzi, è la sua prima opera in assoluto su cui metto le mani.&lt;br /&gt;Devo dire che mi sento parecchio in difetto per essere approdata così tardi su un autore tanto blasonato, ma forse, come sempre, certi libri arrivano quando è il momento giusto per leggerli e apprezzarli a dovere. Sono quei libri che aprono alcune porte segrete dello spirito e danno accesso a luoghi straordinari in cui la mente si perde ammaliata.&lt;br /&gt;Non ho idea se "Neanche gli dei" sia uno dei migliori romanzi di Asimov, ma di sicuro è uno dei più belli che io abbia mai letto. E non perché sia scritto in modo particolarmente magistrale (Asimov è un ottimo narratore ma non al di sopra di tanti altri) o per la sorprendente originalità (anche se si respira &lt;i&gt;sense of wonder&lt;/i&gt; ad ogni pagina).&lt;br /&gt;Sono la profondità e l'umanità dei personaggi a renderlo un piccolo capolavoro nell'ambito del fantastico, aspetto così troppo spesso trascurati (e non sempre involontariamente). Decorare i personaggi con vizi e virtù li rende forse meno epici, ma decisamente più eroici.&lt;br /&gt;Il romanzo è suddiviso in tre capitoli, di cui il primo rappresenta il grande antefatto, mentre il terzo ha il ruolo di concludere la vicenda. Entrambi sono ambientati nel nostro mondo, mentre il secondo ci trasporta in un universo parallelo, legato al nostro per via della sconvolgente innovazione tecnologica che fa da motore a tutta la storia.&lt;br /&gt;E' proprio in questo capitolo centrale che il romanticismo e la bravura di Asimov la fanno da padroni. E' commovente, tenero, emozionante. Non importa quanto gli elementi siano estranei alla nostra visione del mondo, quanto Asimov si sia divertito a creare un mondo dove sembra tutto diverso. E' proprio in queste pagine che è più facile immedesimarsi, è l'alienità del contesto associata a sentimenti a noi noti che permette la magia e ci lascia a bocca aperta.&lt;br /&gt;Sfido chiunque (a parte i fisici accademici! ^^) a infilarsi più facilmente nei panni di un fisico accademico piuttosto che in quelli di un padre di famiglia apprensivo e preoccupato che tutti stiano bene. Se poi la famiglia ha una struttura sociale (e fisica) completamente differente da quella a cui siamo abituati, è solo più divertente, no? E ci insegna molto più di quello che ci saremmo aspettati da un romanzo fantastico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1766505420666869558?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1766505420666869558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1766505420666869558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1766505420666869558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1766505420666869558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/12/isaac-asimov-neanche-gli-dei.html' title='Isaac Asimov - Neanche gli dei'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-4097625192947607833</id><published>2010-11-01T17:11:00.001+01:00</published><updated>2010-11-01T17:18:22.386+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Ester Manzini - L'abbraccio delle ombre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.fantasymagazine.it/imgbank/ARTICOLI/labbracciodelleombre.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.fantasymagazine.it/imgbank/ARTICOLI/labbracciodelleombre.jpg" width="146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ci risiamo. Abbiamo un autore (un'autrice in questo caso) alle prime armi, tanta buona volontà, la sensazione di aver tirato fuori qualcosa di nuovo dal cassetto, accenni di un'originalità che soffocano dopo poche righe sommersi da cliché che, a quanto pare, è impossibile spazzare via dal fantasy.&lt;br /&gt;Abbiamo degli elfi (evviva...), elfi rinnegati per la precisione (wow...), che giustamente, vivendo sottoterra, hanno l'aspetto di essere albini (questo almeno ha un senso logico). Ma se ci siamo presi la briga di ridisegnare gli elfi del sottosuolo in una chiave diversa, perché mai andare a ripescare la società matriarcale in perfetto stile drow? Perché sprecare così questo piccolo sprazzo di novità?&lt;br /&gt;E la situazione non cambia proseguendo nella lettura di un romanzo che ha continuamente la pretesa di ribaltare le tematiche classiche del fantasy, non solo non riuscendo a svincolarsene, ma accentuandole come in quasi tutti i romanzi che mi sono capitati tra le mani negli ultimi mesi.&lt;br /&gt;Anche i protagonisti, antieroi dalla fedina penale macchiata, alla fine non si discostano dai mascalzoni intelligenti e simpatici a cui siamo ormai abituati da tempo. Come sa di già visto l'intreccio fra due fratelli che non sanno l'uno dell'esistenza dell'altro ma che il destino (sempre lui, questo guastafeste!) porrà sullo stesso percorso.&lt;br /&gt;E allo stesso modo abbiamo per antagonista il solito cattivone folle e senza scrupoli che gode solamente della disgrazia altrui e cammina nel mondo solo per smania di potere e sofferenza. Non si pretendono personaggi dal profilo psicologico complesso, ma quanto meno mossi da interessi personali quali l'egoismo o l'arrivismo. &lt;br /&gt;E poco conta se il romanzo è scritto in italiano corretto: lo stile è scorrevole ma non a sufficienza da rendere la narrazione fluida e piacevole, così come lo "show don't tell" piange sconsolato nell'angolo impolverato della qualità narrativa.&lt;br /&gt;Ma al di là di tutto c'è una cosa che mi manca profondamente leggendo questa serie di romanzi fantasy: il &lt;i&gt;sense of wonder&lt;/i&gt;. Non si viene colti di sorpresa da nessun colpo di scena, gli avvenimenti sono &lt;i&gt;telefonati&lt;/i&gt; e una pagina dopo l'altra si arranca apaticamente attraverso una storia che non coinvolge e non cattura nel mondo (poco) fantastico in cui si snoda. E' un vero peccato, perché il fantasy (soprattutto quello italiano) sta perdendo una schiera di affamati lettori che si stanno rassegnando a mangiare le lasagne invece della torta. Non che le lasagne non siano buone, ma noi avevamo voglia di torta...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-4097625192947607833?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/4097625192947607833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=4097625192947607833' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4097625192947607833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4097625192947607833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/11/ester-manzini-labbraccio-delle-ombre.html' title='Ester Manzini - L&apos;abbraccio delle ombre'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-5189970676887257848</id><published>2010-09-15T15:24:00.000+02:00</published><updated>2010-09-15T15:24:01.824+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='avventura'/><title type='text'>Robert L. Stevenson - La freccia nera</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.bol.it/img/La-freccia-nera/Robert-Louis-Stevenson/ea978880453444/BL/BL/01/PIB/" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.bol.it/img/La-freccia-nera/Robert-Louis-Stevenson/ea978880453444/BL/BL/01/PIB/" width="119" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Troppo spesso tendo purtroppo ad associare l'idea del romanzo d'avventura al racconto fantastico. Inoltre, per mia deformazione scolastica, sono portata a tenere a distanza i romanzi storici, perché da brava capra in materia mi sento sempre sopraffatta dalla presenza di nomi, date e relazioni a me ignoti. Questa volta, dietro spassionato consiglio (arrivato dopo aver aperto e richiuso alla seconda pagina l'ennesimo fantasy ribollente di banalità), ho messo da parte ogni remora e mi sono tuffata tra le pagine di questo testo.&lt;br /&gt;Complici le lunghe ore di inattività dovute alla cura del pupo, la lettura è stata intensiva e scorrevole, fin troppo. Perché mi tocca ammetterlo, è stato uno di quei libri che è finito troppo presto.&lt;br /&gt;Lo stile di Stevenson è talmente piacevole, curato, ironico, ritmato, che la narrazione è un flusso senza interruzione, una corrente che porta la mente con sé lungo corsi imprevedibili.&lt;br /&gt;La storia ricalca con qualche variazione sul tema quella di Robin Hood (anche se in rete non ho trovato alcun riferimento su un'ipotetica ispirazione) e possiede lo stesso sapore avventuroso del Robin di Costner come l'atmosfera giocosa da fiaba del film della Disney: insomma, il meglio dei due mondi, con l'indubbio vantaggio che Stevenson è arrivato un pelino prima! E, per quanto sembri sempre la stessa storia, non la si percepisce mai come banale. I colpi di scena non mancano e non si riesce a mollare la presa sul libro.&lt;br /&gt;Anche i personaggi e i rapporti interpersonali, per quanto possano apparire tali, non sono affatto archetipici. Gli equilibri mutano in continuazione e le convinzioni personali sono in perpetuo mutamento.&lt;br /&gt;Sarà sì un racconto d'avventura, ma di qualità più che elevata. Chissà perché al giorno d'oggi generi come questi vengono spesso relegati al livello del dilettantismo più disperato. Non credo che un genere debba essere meno ricercato soltanto perché destinato a un pubblico giovane o magari poco esigente. Non dovrebbe esistere una letteratura di serie A e una di serie B, in quanto l'autore (come mi sono trovata ad affermare già in passato) dovrebbe sempre e comunque portare rispetto ai propri lettori, non fosse altro che questi sborsano (non pochi) soldi per mettere le mani sul prodotto finale.&lt;br /&gt;E se per alcuni aspetti le colpe sono imputabili agli editori, la mediocrità dell'autore rimane sempre la discriminante principale.&lt;br /&gt;Quindi vi darò lo stesso consiglio che è stato dato a me: se avete voglia di avventura, ma soprattutto se volete leggere un romanzo che vi darà la giusta misura di come deve essere scritta una storia di avventura, leggetevelo e sappiatemi dire.&lt;br /&gt;E se avete problemi con la storia, testi come "La freccia nera" possono aiutarvi molto più di quanto possiate immaginare. Quanto meno la curiosità di andarvi a spulciare wikipedia per capirci qualcosa dovrebbe venirvi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-5189970676887257848?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/5189970676887257848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=5189970676887257848' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5189970676887257848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5189970676887257848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/09/robert-l-stevenson-la-freccia-nera.html' title='Robert L. Stevenson - La freccia nera'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-8271386164042819707</id><published>2010-09-07T19:48:00.000+02:00</published><updated>2010-09-07T19:48:00.396+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantascienza'/><title type='text'>George Orwell - 1984</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://circololetterario.files.wordpress.com/2010/03/1984-george-orwell.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://circololetterario.files.wordpress.com/2010/03/1984-george-orwell.jpg" width="128" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;NB: Pericolo spoiler!&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recensire un grande classico è sempre difficoltoso. Si rischia di cadere nella banalità del già detto o, per contro, di sparare a zero cedendo alla tentazione del giudizio contro corrente.&lt;br /&gt;Già accostarsi a un romanzo che viene presentato come un capolavoro mette in moto una serie di pregiudizi sulla sua qualità: ci si aspettano grandi cose ma allo stesso tempo si affronta la lettura con uno spirito critico acuito.&lt;br /&gt;Ecco uno dei pochi casi in cui il testo non solo ha mantenuto ogni promessa, ma l'ha addirittura superata.&lt;br /&gt;Non avevo mai letto nulla di Orwell e non so se gli altri suoi lavori siano scritti con altrettanta maestria, ma sono rimasta profondamente colpita dalla qualità non solo della storia (già preannunciata), ma anche dello stile e della cura del contesto.&lt;br /&gt;Nessun scivolone, nessuna caduta di stile. Già questo dovrebbe essere sufficiente per convincersi a leggerlo.&lt;br /&gt;La stessa cura concessa alla lingua è stata inoltre posta nel dipingere il mondo in cui si muove la vicenda. Angosciante, schiacciante, senza un barlume di speranza all'orizzonte.&lt;br /&gt;Nei giorni seguenti mi sono concessa un altro bellissimo classico, "La freccia nera" di Stevenson (di cui scriverò presto una recensione), e mentre mi godevo questa lettura leggera e scorrevole ho realizzato di quanto siamo abituati a seguire personaggi che, una disavventura dopo l'altra, hanno sempre una porta aperta in cui infilarsi, fosse anche quella della morte.&lt;br /&gt;Invece in "1984" ogni speranza viene disattesa, a ogni disillusione ne segue un'altra, fino allo spiazzante finale, dove, al posto di una fine per quanto orribile e ignominiosa, non rimane altro che una desolazione vuotata di tutto.&lt;br /&gt;Credo non ci si renda conto fino in fondo di quanto sia dolorosamente infame il mondo ricostruito da Orwell finché non lo mettiamo a confronto con gli altri contesti letterari a cui siamo abituati.&lt;br /&gt;Inoltre, da presunta scrittrice (diciamo che ci ho provato e nulla di più), so quanto sia impossibile resistere alla tentazione di lasciare sempre quella famigerata porta aperta ai propri protagonisti e posso solo lontanamente immaginare lo sforzo di dare vita a dei personaggi destinati all'annichilimento e all'umiliazione più profonda.&lt;br /&gt;Quando un autore arriva a sacrificare la propria creatura (cosa che, come King ci insegna in "On writing", è decisamente la più difficile per uno scrittore) per raggiungere uno scopo che sia ben oltre la mera narrazione, allora quell'obiettivo ha ricevuto tutta l'attenzione e il tributo che merita.&lt;br /&gt;Inutile aggiungere considerazioni sull'analisi estremamente acuta e spiazzante dell'influenza che una lingua può avere sulla società o sulle motivazioni puramente economiche alla base di molte delle guerre moderne. Sono sicura che su tali argomenti il web pulluli di discussioni ben più accurate della mia. &lt;br /&gt;Di certo, se il contesto volutamente portato agli estremi può rassicurare in qualche modo il lettore, che si illuderà (e ringrazierà) a ogni pagina di non vivere in una siffatta società, ci sono frasi, apparentemente innocue, che spazzeranno via qualunque senso di sicurezza.&lt;br /&gt;Un piccolo esempio? &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Il lavoro pesante, la cura della casa e dei bambini, le futili beghe coi vicini, il cinema, il calcio, la birra e soprattutto le scommesse, limitavano il loro orizzonte. Tenerli sotto controllo non era difficile.&lt;br /&gt;[...] un po' di patriottismo primitivo al quale poter fare appello tutte le volte in cui era necessario fargli accettare un prolungamento dell'orario di lavoro o diminuire le razioni di qualcosa. &lt;/blockquote&gt;&amp;nbsp;Ricorda qualcosa? Triste ma vero, come cantavano i Metallica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-8271386164042819707?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/8271386164042819707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=8271386164042819707' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8271386164042819707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8271386164042819707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/09/george-orwell-1984.html' title='George Orwell - 1984'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-852973086830956371</id><published>2010-08-25T19:41:00.001+02:00</published><updated>2010-08-25T19:46:44.826+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antologie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giallo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantastico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Neil Gaiman - Il cimitero senza lapidi e altre storie nere</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.alicenelpaesedeibambini.it/alice/rubriche/Recensioni/rec_sez/Rac_rom/img/Cimitero%20senza%20lapidi.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.alicenelpaesedeibambini.it/alice/rubriche/Recensioni/rec_sez/Rac_rom/img/Cimitero%20senza%20lapidi.JPG" width="131" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Qualche piccolo brivido, una manciata di risate e tante evocazioni di immagini lontane ma radicate nell'inconscio nutrito da favole e leggende.&lt;br /&gt;Ecco in breve che cosa aspettarsi da questa piccola antologia. Alcuni racconti passano quasi incolori e inconsistenti, ma altri racchiudono delle vere e proprie perle di divertimento e fantasia.&lt;br /&gt;Commenterò in breve ciascuno di essi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il cimitero senza lapidi.&lt;/b&gt; Un racconto che solo racconto non è. Ricco di spunti, lascia presagire sottotrame interessanti che qui non vengono sviluppate. Una favola col lieto fine solo a metà, che lascia il prurito sulle dita per la curiosità di leggere ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il ponte del troll.&lt;/b&gt; Una buona idea, dal sapore nostalgico di fiaba adulta, ma sviluppata mediocremente. Gaiman sa scrivere molto meglio di così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non chiedetelo a Jack.&lt;/b&gt; E' uno di quei racconti che chiamo "un quadro in lettere", di quelli che nascono da un'ispirazione, un'immagine, una sensazione, senza la pretesa di una trama che porti da qualche parte. A volte si ha solo voglia di scrivere ciò che si percepisce dando voce alla propria ispirazione. Inquietante al punto giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come vendere il Ponte di Ponti.&lt;/b&gt; Brillante e geniale. Chi può resistere in fondo al fascino di una truffa in grande stile?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ottobre sulla sedia.&lt;/b&gt; Sempre carina l'immagine dei mesi personificati radunati in una locanda o attorno al fuoco, divertente l'idea di questi dodici individui raccolti a raccontarsi storie spaventose come a un campo scout. La storiella di per sé non è male, ma non mi è rimasta particolarmente impressa (ho dovuto riaprire il libro per rinfrescarmi la memoria).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cavalleria.&lt;/b&gt; Una versione decisamente curiosa e innovativa della ricerca del Graal. Plauso per la fantasia di Gaiman!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il prezzo.&lt;/b&gt; Una storia tenera con una buona dose (credo) di autobiografia, forse la più inquietante di tutte, proprio per il suo contesto reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come parlare con le ragazze alle feste.&lt;/b&gt; Qui si sfocia nella fantascienza vera e propria. Il brano di suo non racconta quasi nulla, ma proprio l'ingenuità del protagonista, che fatica a cogliere il senso dei dialoghi allucinati che lo coinvolgono, lascia intravedere una realtà aliena discreta, che osserva il mondo con gli occhi del turista. Non mi ha entusiasmata, ma è un'altra prova discreta di originalità, che non guasta mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Avis Soleus.&lt;/b&gt; Divertente, scanzonato, assurdo. Forse il migliore della raccolta per quanto riguarda lo stile. Scorre veloce e quasi non ci si rende conto di stare leggendo una storia strampalata, che sembra senza capo né coda. Il bello è invece che un capo e una coda ce l'ha e Gaiman non ha avuto certo bisogno dei soliti manuali di istruzioni appioppati al lettore o finali farciti di spiegazioni esasperanti per dare un senso al suo racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il caso dei ventiquattro merli.&lt;/b&gt; Da uno spunto fantastico (il personaggio di Humpty Dumpty di "Alice nel paese delle meraviglie") un giallo coi fiocchi, in un'atmosfera surreale, da favola appunto. La narrazione in prima persona è semplicemente perfetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Istruzioni.&lt;/b&gt; Affascinante, ma non amo particolarmente questi esercizi di stile, se non all'interno di un contesto che vi dia un senso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-852973086830956371?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/852973086830956371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=852973086830956371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/852973086830956371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/852973086830956371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/08/neil-gaiman-il-cimitero-senza-lapidi-e.html' title='Neil Gaiman - Il cimitero senza lapidi e altre storie nere'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1410638315932210744</id><published>2010-07-29T14:11:00.000+02:00</published><updated>2010-08-01T14:43:21.379+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Luca Tiraboschi - Faccia di cuore</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/900/9788895049007g.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/900/9788895049007g.jpg" width="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Avrei voluto recensire questo libro appena letto, ma gli ultimi esami e la tesi mi hanno tenuta occupata la mente in modo incessante, mentre volevo sedermi tranquilla al pc e scrivere con calma. Alla fine il tempo trascorso mi ha permesso di riflettere sull'interpretazione immediatamente successiva alla lettura e sono contenta di poter mettere sul piatto un po' di riflessioni aggiuntive.&lt;br /&gt;Intanto la classificazione canonica mi impone di inserirlo nella categoria "horror", ma di fatto è una storia d'amore.&lt;br /&gt;Soltanto leggendo il romanzo si percepisce come l'orrore sia su un livello del tutto differente da quello che ci si aspetterebbe da una prima presentazione del libro.&lt;br /&gt;L'orrore fisico è sì presente, ma talmente irreale da risultare grottesco e poco tangibile. E' invece l'orrore del contesto a creare un disagio profondo nel lettore, quella sensazione di "tutto sbagliato" a cui si vorrebbe porre rimedio prima che sia troppo tardi. Si avverte la necessità di voler rimettere tutto a posto, un senso di urgenza verso una situazione che prima o poi dovrà precipitare per forza nel caos. E' l'impotenza di fronte a una storia che si svolge davanti ai nostri occhi in una direzione che odora sempre più di disastro.&lt;br /&gt;E il finale non ha nulla di liberatorio. Rimane l'amaro in bocca, la tristezza per qualcosa che non è andato per il verso giusto fin dall'inizio e che non ha avuto vere occasioni di cambiare il suo corso.&lt;br /&gt;Rimangono solo le riflessioni, tante e contrastanti.&lt;br /&gt;Ci sono due genitori e un figlio. Il motore di tutto è, nonostante gli evidenti abomini emotivi, l'amore. Chissà quante volte abbiamo avuto davanti agli occhi esempi di genitori che in nome dell'amore per i propri figli hanno agito in assoluta controtendenza a qualunque logica e a qualunque regola del buon senso. Chissà quante volte ci siamo trovati a deplorarli, a pensare a quelle povere creature destinate a scontrarsi con la dura realtà una volta che l'ala protettiva dei loro guardiani verrà, per forza di cose, a mancare.&lt;br /&gt;Inevitabilmente ci si guarda allo specchio e ci si fa un esame di coscienza. Quanto è giusto fregarsene delle convenzioni per seguire le proprie idee e la propria morale? Quanto stiamo danneggiando i nostri figli costringendoli a uno stile di vita per noi giusto ma lontano da quello "normale"?&lt;br /&gt;Ma soprattutto, se un bambino è felice, non potremmo osservarlo con occhio scevro da ogni stereotipo? Non potremmo godere del suo sorriso senza scandalizzarci di come questo obiettivo sia stato raggiunto?&lt;br /&gt;Io una risposta non l'ho ancora trovata. E già solo per questo ritengo che "Faccia di cuore" meriti molto di più di un'etichetta di "romanzo horror".&lt;br /&gt;Concludo con un commento sullo stile. L'autore tende a ribadire concetti espressi più volte lungo la narrazione, a volte con ripetizioni talmente evidenti e frasi così banali da risultare fastidioso. Da profana, posso immaginare si tratti di una scelta intenzionale, dando al romanzo quell'atmosfera da fiaba che rafforza ancor di più quel senso naturale di distacco che un adulto ha di fronte a una situazione del tutto surreale, ma dall'altro accentua il disagio di trovarsi di fronte a una delle tante fiabe moderne a cui la cronaca ci ha, purtroppo, abituati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1410638315932210744?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1410638315932210744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1410638315932210744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1410638315932210744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1410638315932210744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/07/luca-tiraboschi-faccia-di-cuore.html' title='Luca Tiraboschi - Faccia di cuore'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-7291667594423557726</id><published>2010-07-23T18:13:00.000+02:00</published><updated>2010-07-23T18:13:41.682+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><title type='text'>Intervista a Mark Menozzi</title><content type='html'>Dopo avervi deliziati (non provate a negarlo!) con la magnifica &lt;a href="http://noemimancini.blogspot.com/2010/06/marco-menozzi-king-il-re-nero.html"&gt;recensione de "Il Re Nero"&lt;/a&gt;, pubblico anche l'interista all'autore, anch'essa per il portale &lt;a href="http://www.dragonslair.it/"&gt;Dragons' Lair&lt;/a&gt;, ma ancora non pubblicata. Visto che non aggiorno il blog da eoni (martedì prossimo mi laureo, prometto di tornare a scriverci con una certa regolarità poi!), ho deciso di inserirla qua per allietare queste afose giornate estive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, un paio di premesse all'intervista.&lt;br /&gt;Prima premessa: ho apprezzato molto il lavoro di Marco e ritengo “Il Re Nero” un buon esempio di come in Italia ci sia ancora speranza per la letteratura fantasy.&lt;br /&gt;Seconda premessa: ho cercato di inserire in questa intervista domande più incentrate sul mondo di Valdar e sui giochi di ruolo, tralasciando domande più canoniche che di solito vengono poste agli autori emergenti e che i lettori di questo articolo potranno trovare ai seguenti link:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fantasymagazine.it/interviste/12328/arriva-il-re-nero-incontro-con-mark-menozzi/"&gt;Arriva il Re Nero. Incontro con Mark Menozzi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.houseofbooks.org/2010/05/14/intervista-con-mark-menozzi-the-king-il-re-nero/"&gt;Intervista con Mark Menozzi. The King. Il Re Nero&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Iniziamo!&lt;br /&gt;&lt;b&gt;1)&lt;/b&gt; Intanto, perché Mark e non Marco? Una scelta editoriale oppure una tua preferenza? Vale la stessa motivazione per il titolo?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; Diciamo che Mark è un tocco fantasy! Il titolo è nato spontaneamente mentre concepivo la storia. Non poteva esistere titolo più adatto.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;2)&lt;/b&gt; I titoli dei capitoli coi nomi dei protagonisti mi hanno subito fatto pensare a “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco” di Martin (e ho letto in una delle interviste di cui sopra che Martin stesso è fra i tuoi autori preferiti). Quanto hanno influito le tue letture sull'ideazione e la stesura de “Il Re Nero”?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; Indubbiamente Martin è con Tolkien e Gemmel uno dei miei autori prediletti, e il suo modo di presentare i capitoli seguendo ogni volta un personaggio mi piaceva molto, anche se poi nel Re Nero è leggermente diverso, e la visione è meno soggettiva. Io sono un fanatico della lettura e sono proprio le mie letture ad avermi influenzato. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;3)&lt;/b&gt; Dalla stessa intervista, emerge la tua amicizia e collaborazione con Pierdomenico Baccalario. Andando a curiosare sulla sua pagina su &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierdomenico_Baccalario"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt; ho notato un'opera dal titolo “Il popolo di Tarkaan”. Si tratta di un racconto correlato?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; Diciamo che è un piccolo omaggio che il mio carissimo amico Pierdominico mi ha voluto fare, ispirando uno dei protagonisti della sua opera a me.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;4)&lt;/b&gt; L'elemento su cui più si è puntato nella presentazione del romanzo è la presenza di un protagonista di colore. In effetti ci sono ben pochi predecessori, come “Il mago di Earthsea” di Ursula Le Guin o “Il campione eterno” di Michael Moorcock. Hai tratto ispirazione da qualche romanzo o personaggio particolare, oppure Manatasi è stato “un parto spontaneo”?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; Manatasi nacque durante una campagna di gioco di ruolo. Io avevo sviluppato la cultura dei Warantu, basandomi su sciamanesimo, leggende e culture africane (Zulu in particolare), e la cosa piacque. Quando mi chiesero di scrivere un romanzo di Valdar ho subito pensato che quelle idee potessero essere interessanti anche per i lettori.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;5)&lt;/b&gt; Credo che, ancor di più di Manatasi in senso stresso, il bello dell'ambientazione sia dovuto alla giusta commistione di elementi classici del fantasy con altre atmosfere, come quella sciamanica e africana. Da dove è originata questa componente? E' stato difficile inserirla in un mondo fantasy di fatto abbastanza canonico?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; Io sono un appassionato di mitologia e miti in generale. Quando concepii Valdar partì da una radice fantasy classica, norrena, ma innestandovi anche tradizioni del tutto diverse. Mi dissi che proprio come il nostro mondo aveva migliaia di miti diversissimi fra loro, anche Valdar, che è enorme, doveva essere così. Non ha molto senso che in una terra vasta come Valdar vi sia una cultura unitaria. Il Warantu e la sua tradizione segue questa mia decisione. Nel Re Nero non ho avuto molto “tempo” di far emergere le leggende e i miti di Valdar, spero di averne possibilità in futuro.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;6)&lt;/b&gt; Del mondo di Valdar è stato scritto che è il luogo in cui avete ambientato la vostra campagna di lunga data. Anche se D&amp;D non viene mai menzionato, posso supporre a ragione che si tratti di un'ambientazione personale per questo specifico gioco di ruolo? Se sì, e considerando il numero di anni da cui esiste, con quale edizione di D&amp;D ha visto la sua genesi? Altrimenti qual'è stata la sua genesi ludica?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; Valdar nacque come ambientazione per un gioco di ruolo realizzato da me e dai miei amici che si chiamava Estelmor. Nel corso degli anni fu adattata anche al Girsa, al RoleMaster, ad AD&amp;D, Harp e poi anche a D&amp;D d20 system.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;7)&lt;/b&gt; Le vicende narrate nel romanzo corrispondo a quelle della campagna? Se sì, in che misura? Se no, che rapporti hanno con ciò che è stato giocato attorno al tavolo?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; La campagna funge da base, e il dipanarsi della vicenda è piuttosto fedele, così come sono fedeli i personaggi che ne erano protagonisti. Ovviamente molte cose troppo da gioco sono state adattate, ma è stato inevitabile.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;8)&lt;/b&gt; Mi permetto una critica (con domanda allegata): ho notato che sono sfuggiti parecchi refusi e anche qualche errore grossolano, e questo purtroppo è un riscontro frequente nel fantasy italiano. L'editing di un romanzo di un esordiente rischia di essere relegato all'amico volenteroso di turno? C'è una figura di editor competente ma soprattutto presente a livello di piccola editoria?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; Io sinceramente ho visto di peggio in giro. In realtà l'editing è stato fatto da un professionista, ma personalmente non ho ancora la competenza per esprimere una critica. &lt;br /&gt;&lt;b&gt;9)&lt;/b&gt; Mentre molti si interrogano sul secondo episodio de “Il Re Nero” (che attendo con piacere), gira voce del progetto di un gioco di ruolo basato sul romanzo. Qualche notizia in più?&lt;br /&gt; &lt;b&gt;R:&lt;/b&gt; In effetti si sta lavorando su un'ambientazione di Valdar. Ma per ora non ho ancora elementi sufficienti per parlarne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio Marco per la sua disponibilità e gli rinnovo i complimenti per il romanzo, che ho letto con vero piacere!&lt;br /&gt;In attesa di ulteriori sviluppi, gli faccio un grosso in bocca al lupo per i progetti in corso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-7291667594423557726?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/7291667594423557726/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=7291667594423557726' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/7291667594423557726'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/7291667594423557726'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/07/intervista-mark-menozzi.html' title='Intervista a Mark Menozzi'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-2951321488718493203</id><published>2010-06-27T12:35:00.004+02:00</published><updated>2010-08-01T14:43:33.514+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Mark Menozzi – The King. Il Re Nero</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DMxVeiWRao8/S6vM1Eq1wqI/AAAAAAAABzM/pxO0KChe23w/s1600/ilrenero.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/_DMxVeiWRao8/S6vM1Eq1wqI/AAAAAAAABzM/pxO0KChe23w/s200/ilrenero.jpeg" width="128" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;In attesa che il portale &lt;a href="http://www.dragonslair.it/"&gt;Dragons' Lair&lt;/a&gt; pubblichi sia la recensione del romanzo che l'intervista all'autore, riporto entrambe sul mio blog, giusto per non dare l'idea che non stia facendo niente in questo periodo, con la scusa della tesi!&lt;br /&gt;----------------------------------------------&lt;br /&gt;Pensate al tipico libro fantasy di un autore italiano emergente, alla copertina brossurata con il drago &lt;span style="color: black;"&gt;dallo sguardo&lt;/span&gt; truce o l'elfo in posa “die hard”. Ebbene, “Il Re Nero” si presenta diverso già dal packaging: copertina rigida con decoro astratto, sovracoperta con un bel ritratto del protagonista, bordi delle pagine colorati, e comunque lo giri, tutto si presenta nero (per ovvi motivi!). Anche se potrà sembrare un dettaglio secondario, la cura estetica del prodotto rappresenta, a mio avviso, un valore aggiunto. I libri costano tanto, si sa, se almeno la confezione è piacevole e invitante, si percepisce un'attenzione nei confronti del cliente/lettore.&lt;br /&gt;Ma apriamolo questo libro e vediamo cosa ci racconta e in che modo (rimando alla scheda sul sito dell'editore per la scheda: &lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1298"&gt;http://www.fazieditore.it/scheda_Libro.aspx?l=1298&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;Intanto tiro un sospiro di sollievo già dalle prime righe, quando mi rendo conto che è scritto bene, non come scriverebbe un Baricco o un Martin, sia chiaro, ma lo stile è scorrevole e le pagine si sfogliano senza intoppi. Storco il naso di fronte ai parecchi refusi (ad esempio soggetti errati o scambiati), alle virgole di troppo che spezzano il ritmo, ad alcune ripetizioni notevoli (la parola “celato” che compare ben quattro volte a pagina 36!), a frasi decisamente poco chiare o errate ("Sirasa si guardava terreo in viso", pag. 475) e mi chiedo se il mondo dei piccoli editori si trovi costretto a fare a meno di un buon editor, relegando la revisione a qualche volonteroso collaboratore.&lt;br /&gt;Nonostante questo, come ho già accennato, il romanzo si lascia leggere ben volentieri e ci si addentra in un mondo che ricalca gli stilemi del fantasy classico (quello di Tolkien per intenderci), ma con quegli aggiustamenti e quelle aggiunte che rendono Valdar una realtà decisamente ricca e piena di sorprese.&lt;br /&gt;Se da una parte abbiamo i sempre superlativi elfi divisi nelle sempre presenti tre sotto-razze (e comincio a chiedermi se sia ormai un cliché veramente inevitabile) e le etnie umane che ricalcano quelle del mondo reale (gli Ardanar a est somigliano ai nostri orientali, i Warantu del sud agli africani, ecc), dall'altra abbiamo un popolo goblin straordinariamente dipinto, con una dignità che ben raramente gli viene attribuita. Nota di merito: l'autore ci ha risparmiato l'ennesimo nano burbero piazzato apposta in mezzo al gruppo per rivestire il ruolo della macchietta.&lt;br /&gt;A discolpa dei tanti archetipi classici, ormai venuti un po' a noia, c'è da dire che Valdar nasce come un mondo per un gioco di ruolo ed è quindi naturale che vi si trovino tanti elementi tipici del gioco stesso. Peraltro l'insieme risulta armonioso e per niente raffazzonato, a differenza di ambientazioni famose in cui ogni trovata viene data per buona fino a ottenere minestroni senza capo né coda.&lt;br /&gt;Ho apprezzato tantissimo i piccoli dettagli, le note di colore e lo studio accurato degli equilibri del mondo narrato.&lt;br /&gt;Per fare un esempio, viene citata a un certo punto la locanda “Covo dei Draghi”, quando fino a quel momento i draghi non sono mai stati menzionati. Si scopre poi che su Valdar gli Antichi Draghi sono ricordati come creature leggendarie proprie del folklore di quel mondo.&lt;br /&gt;Il ritmo diviene poi più lento nell'ultima parte. Mi chiedo come mai si sia corso tanto nei primi capitoli, buttando così tanta carne al fuoco, per poi rallentare in tal modo verso la fine. Man mano che ci si avvicina alle ultime pagine, si avverte la fastidiosa sensazione di tante parentesi che non verranno chiuse (e che la presenza di un seguito non giustifica del tutto).&lt;br /&gt;Vorrei dilungarmi ora su alcune osservazioni (soprattutto critiche) riguardanti lo stile.&lt;br /&gt;Per prima cosa: troppi, troppi, troppi flashback. L'autore ne abusa, nonostante l'utilizzo comunque dignitoso. E' vero che questa tecnica permette di introdurre nuove scene in modo rapido e d'effetto, ma il suo utilizzo non deve mai essere indiscriminato o rischia di perdere la sua efficacia se non di risultare fastidiosa.&lt;br /&gt;Una nota dolente sono poi i famigerati dialoghi in cui i personaggi si spiegano tra loro cose che sanno entrambi benissimo. E' una brutta pantomima che si ripete con triste cadenza nei romanzi degli esordienti (ma non solo!). Citando il blog Gamberi Fantasy (http://fantasy.gamberi.org/): &amp;laquo;&lt;b&gt;Personaggi che parlano al lettore invece di parlare tra di loro.&lt;/b&gt; Un errore classico: l’autore vuole informare il lettore su particolari che ritiene necessari per la storia e mette queste informazioni in bocca ai personaggi, che sia verosimile o no. È quello che i manuali inglesi chiamano: “As you know, Bob…”&amp;raquo; (&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/"&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;Manuali 2 – Dialoghi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: normal;"&gt;). A questo si aggiunge purtroppo &lt;/span&gt;l'immancabile spiegazione del cattivo di turno, che deve far comprendere a tutti i costi le proprie intenzioni ai malcapitati personaggi.&lt;br /&gt;Per finire, ecco un paio di frasi (pescate a titolo d'esempio) che non dovrebbero mai comparire in un testo (quanto meno in un testo che sta leggendo la sottoscritta!) e che denotano, più dei piccoli refusi, la mancanza di un vero editor:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il Varco squarciò il tessuto stesso della realtà (pag. 351) –  frase abusata e ormai priva di qualunque effetto  (fatevi un giretto su Google cercando “&lt;span style="color: navy;"&gt;&lt;span lang="zxx"&gt;&lt;u&gt;&lt;a href="http://www.google.com/search?hl=it&amp;amp;q="&gt;il  tessuto stesso della realtà&lt;/a&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;”)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lo sciamano, Sirasa, era pallido come un cencio (pag. 374) – come può un uomo dalla pelle nera diventare pallido  come un cencio? Al di là del significato della similitudine, come  si può immaginare una scena del genere? L'autore c'è riuscito  veramente o avrà scritto di getto senza stare a pensarci?&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Se posso essere sembrata estremamente critica nei confronti dello stile, è perché in realtà il romanzo mi ha entusiasmata e l'ho ritenuto meritevole di una recensione accurata e completa.&lt;br /&gt;Era da tanto tempo che non leggevo un fantasy capace di catturarmi e incantarmi in questo modo, portandomi a sfogliare gli ultimi capitoli in piena notte incapace di distaccarmi dallo svolgersi degli eventi. La trama è complessa e ben congegnata, i contenti studiati con cura e i personaggi, nonostante le osservazioni iniziali sui cliché, &lt;span style="color: black;"&gt;niente &lt;/span&gt;affatto banali. Ognuno di essi vive di una personalità chiara ma intrigante e gli stereotipi sfumano in personalità ben caratterizzate, capaci di sorprendere ed emozionare.&lt;br /&gt;Faccio quindi i miei complimenti all'autore e concludo con una nota: ho apprezzato moltissimo il glossario in fondo al libro, l'ho trovato decisamente un'ottima idea, ma attenzione perché il rischio di spoiler durante la lettura è elevato!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-2951321488718493203?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/2951321488718493203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=2951321488718493203' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2951321488718493203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2951321488718493203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/06/marco-menozzi-king-il-re-nero.html' title='Mark Menozzi – The King. Il Re Nero'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DMxVeiWRao8/S6vM1Eq1wqI/AAAAAAAABzM/pxO0KChe23w/s72-c/ilrenero.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-8567294547164027558</id><published>2010-03-24T17:38:00.001+01:00</published><updated>2010-03-24T17:42:40.010+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantastico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='preistoria'/><title type='text'>Roy Lewis - Il più grande uomo scimmia del Pleistocene</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.naufragio.it/il-tempo-di-leggere/ipgusdp.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.naufragio.it/il-tempo-di-leggere/ipgusdp.jpg" width="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Questo libro è, a tutti gli effetti, "uno dei più divertenti degli ultimi centocinquantamila anni", come giustamente esordisce Terry Pratchett nella sua presentazione.&lt;br /&gt;E' uno di quei romanzi che continuerò a consigliare a tutti, a costo di risultare insostenibile, ma è sul serio un esempio di ottima scrittura, umorismo inarrestabile e, come se non bastasse, una bella affrescata di quella che è stata l'evoluzione dell'uomo verso il suo ergersi a specie &lt;i&gt;intelligente&lt;/i&gt; al di sopra degli altri animali.&lt;br /&gt;Preparatevi a ridere e a rotolarvi nel letto con le lacrime agli occhi (sconsiglio vivamente la lettura a sedere, almeno a fidarsi dello stesso Pratchett!), ma anche a riflettere amaramente sui vantaggi del progresso, inevitabilmente associati ai compromessi più cinici.&lt;br /&gt;Non è la solita patriarcale in stile "si stava meglio prima", ma è un'analisi spietatamente semplice e lucida di quei meccanismi che ci hanno portato a essere ciò che siamo: esemplari di &lt;i&gt;Homo sapiens sapiens&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Lewis non si abbandona a nessuna morale di parte, ci lascia nero su bianco i suoi pro e contro sull'evoluzione dell'uomo. A noi rimane l'onore (e l'onere) del bilancio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'ultima nota. Per quanto si tratti a tutti gli effetti di un romanzo di fanta(prei)storia, con gli avvenimenti di migliaia di anni riassunti nel corso di un'unica generazione di individui, tutti gli elementi presentati non sono né campati per aria né inventati di sana pianta. Non si può certo considerare un testo divulgativo, ma tutto quello che leggerete è quanto più attinente possibile agli eventi ipotizzati dagli antropologi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-8567294547164027558?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/8567294547164027558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=8567294547164027558' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8567294547164027558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8567294547164027558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/03/roy-lewis-il-piu-grande-uomo-scimmia.html' title='Roy Lewis - Il più grande uomo scimmia del Pleistocene'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-8018053259807225534</id><published>2010-03-15T14:55:00.000+01:00</published><updated>2010-03-17T19:41:34.885+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><title type='text'>Jostein Gaarder - Il mondo di Sofia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788830412309" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788830412309" width="135" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Der Spiegel&lt;/i&gt;, come riporta la quarta di copertina de &lt;i&gt;Il mondo di Sofia&lt;/i&gt;, asserisce che "&lt;i&gt;Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder è un successo letterario mai visto dopo quello del Nome della Rosa di Umberto Eco&lt;/i&gt;".&lt;br /&gt;Se questo è vero mi devo essere perso gli ultimi vent'anni...&lt;br /&gt;Questo genere di lanci pubblicitari da retrocopertina mi fanno sempre sbuffare, tanto più quando il contenuto del libro è meritevole di attenzione al di la del marketing e dell'ingiustificata altisonanza di recensioni inattente o di parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' questo il caso de &lt;i&gt;Il mondo di Sofia&lt;/i&gt;, un romanzo caldamente consigliatomi dalla mia dolce metà (fu una delle sue letture adolescenziali) che ieri sera ho tirato a finire facendo notte fonda. Il volume ha una dimensione consistente, forse intimidatoria per il giovane pubblico a cui è rivolto, ma scorre senza intoppi, grazie a uno stile semplice e chiaro, forse un po' troppo concettuale per un ragazzo e un po' troppo infantile per un adulto.&lt;br /&gt;In effetti lo stile di Gaarder non è quello di un letterato; sembra invece che a scrivere sia un papà, o un bonario professore, che punta alla chiarezza prima che alla forma.&lt;br /&gt;Il campo in cui questo romanzo brilla è evidentemente quello dei contenuti: nella forma di un &lt;i&gt;quasi-psicogiallo&lt;/i&gt;, l'autore riesce a raccontare in pillole la storia dell'umano pensare. Per chi come me non ha frequentato il liceo (ho un diploma tecnico) è una specie di corso accelerato, ma non per questo frettoloso, di storia della filosofia. Ma ancor più, è un chiaro messaggio su cosa sia &lt;b&gt;di fatto&lt;/b&gt; la filosofia. Gaarder ci insegna che siamo tutti potenziali filosofi: il filosofo è colui che si pone un certo genere di domande, non chi studia le risposte date dai grandi uomini nei secoli. Filosofo è spesso il contadino ignorante che non smette mai di chiedersi il perchè della fioritura o il bambino che non da nulla per scontato e indaga cause e motivi, senza fermarsi al mondo dei fenomeni registrabili dai sensi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto di vista il libro è una lettura &lt;i&gt;autofiltrante&lt;/i&gt;: se siete il genere di persone che guardano la vita dipanarsi, magari godendone ogni istante, ma non vi siete mai posti domande dal sapore di &lt;i&gt;perchè..., da dove..., verso dove..., a che scopo...&lt;/i&gt;, allora probabilmente il libro potrà anche non annoiarvi ma sarà pressochè inutile. Se invece qualcosa non vi da pace e una sorta di fastidioso senso critico nei confronti di voi stessi e del mondo vi costringe a frullare di continuo i pensieri fino a farne poltiglia, allora &lt;i&gt;Il mondo di Sofia&lt;/i&gt; vi permetterà di scoprire che non siete soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ho detto che questo libro è anche un &lt;i&gt;quasi-psicogiallo&lt;/i&gt;: sì, Gaarder ha voluto immergere le lezioni di filosofia che il buon Albero Knox propina alla neoquindicenne Sofia Amundsen, in un'atmosfera onirica e particolare. Attorno ai due personaggi principali orbita un fitto mistero: chi è Hilde Møeller Knag? Sembrerebbe una coetanea di Sofia... sembrerebbe addirittura compiere gli anni lo stesso giorno, il 15 giugno. Ma perchè gli auguri di compleanno per Hilde arrivano fin dal mese di aprile Sofia, pur se le due non si conoscono?&lt;br /&gt;Il legame tra i protagonisti e Hilde diventa sempre più evidente e, nel contempo, più misterioso, finchè Gaarder non decide di farne il movente effettivo di tutto il libro.&lt;br /&gt;Dire di più sarebbe inutile e dannoso, ma sebbene la risoluzione di questo mistero sia ottimamente ritmata ed interessante, ieri notte ho chiuso la copertina chiedendomi se ce n'era davvero bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro non è &lt;i&gt;così magistrale&lt;/i&gt; da imporsi davvero come un must o un classico, pur se merita un posto nella libreria di ogni adolescente per l'ottimo contenuto sulla storia della filosofia. Almeno non più di libri come &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788830420946/guedj-denis/chioma-berenice.html"&gt;&lt;i&gt;La chioma di Berenice&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, di Denis Guedj, romanzo di altissima qualità.&lt;br /&gt;Forse Gaarder ha voluto appoggiare le sue lezioni su uno scheletro avventuroso proprio per renderle appetibili ed assimilabili ad un giovane. In questo caso temo che ad un certo punto l'azione prenda il sopravvento in modo troppo prepotente e che tenda a coprire l'importanza data alle lezioni di filosofia. L'istruzione di Sofia diventa un tema secondario e la concitazione degli eventi impone ad Alberto di tagliare corto, sintetizzando il pensiero dei grandi contemporanei in pastiglie difficili da digerire, pur se spiegate con estrema chiarezza.&lt;br /&gt;Ma il vero problema è che ho immaginato me stesso a quindici anni scorrere rapidamente le sempre più asettiche pagine sui sistemi di Kirkegaard o Hegel per capire il segreto di Hilde, di fatto ignorando l'importante messaggio istruttivo del libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un peccato. Un vero peccato.&lt;br /&gt;Per questo motivo, pur senza assolutamente bocciare questa piccola perla della divulgazione per ragazzi (e non solo) ritengo che le parole dello &lt;i&gt;Spiegel&lt;/i&gt; siano assolutamente fuorvianti. La letteratura contemporanea, e con essa i lettori, trarrebbe grande giovamento da un po' di obiettività editoriale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consigliatissimo quindi come regalo per un ragazzo un po' cerebrale o sensibile; ma se siete interessati a infarinarvi sulla storia della filosofia e trovare spunti di indagine per le vostre elucubrazioni sull'uomo e sull'universo, &lt;i&gt;Il mondo di Sofia&lt;/i&gt; è un ottimo trampolino anche per chi tra gli adulti non ha avuto modo di approcciare questa materia fondamentale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-8018053259807225534?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/8018053259807225534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=8018053259807225534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8018053259807225534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8018053259807225534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/03/jostein-gaarder-il-mondo-di-sofia.html' title='Jostein Gaarder - Il mondo di Sofia'/><author><name>Hiade Airik</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08310075474402597766</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_XaeP-s_w7Eo/Sy-WE4M9LyI/AAAAAAAAAs0/IzxFu2stKrQ/S220/2009.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-873640871106537238</id><published>2010-02-27T15:11:00.000+01:00</published><updated>2010-02-27T15:11:00.941+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Christian Antonini - Legame doppio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.asengard.it/images_libri/legamedoppio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.asengard.it/images_libri/legamedoppio.jpg" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Per maggiori dettagli sul libro, &lt;a href="http://www.asengard.it/catalogo_dettagli.php?id=1"&gt;questa&lt;/a&gt; è la pagina sul sito &lt;a href="http://asengard.it/"&gt;Asengard.it&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritengo doverose due premesse a questa recensione:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;considero "Legame doppio" un romanzo scritto mediocremente&lt;/li&gt;&lt;li&gt;erano anni che non piangevo tanto leggendo un libro.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Questi due punti sono una sorta di parafrasi del mio giudizio finale: una bella storia scritta poco bene.&lt;br /&gt;Non voglio però analizzare questi due aspetti separatamente, perché ritengo che siano strettamente correlati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto la storia non è una sola ma, come suggerisce il titolo, ben due. Si tratta di due vicende che presentano punti di contatto e che si sviluppano in due periodi storici differenti.&lt;br /&gt;Al di là dei legami narrativi però, si percepiscono due modi di raccontare che sembrano partoriti da due autori differenti.&lt;br /&gt;La parte moderna è lenta, didascalica, spesso noiosa. Il lettore stenta a sentirsi coinvolto, tanto da attendere con ansia uno sviluppo tragico della vicenda per potersi addentrare nella storia vera e propria.&lt;br /&gt;Le vicende del passato invece hanno tutto un altro sapore. Le descrizioni sono sì dettagliate ma funzionali alla comprensione del contesto, i personaggi sono più mobili, attivi ed emozionanti.&lt;br /&gt;Ma questa percezione non è dovuta a uno stile differente tra le diverse parti, quanto più al fatto che ritengo del tutto superfluo descrivere con minuzie di particolari oggetti e attività del giorno d'oggi.&lt;br /&gt;Se mi è utile (e gradito) venire a conoscenza di come vivevano negli anni '40 perché non ho memoria di quegli anni, dall'altra non mi serve sapere come si accende un PC e come viene visualizzata la finestra di una chat. Se non ho mai visto un monitor acceso e un PC funzionante, di sicuro non saranno delle descrizioni di questo tipo a darmi una mano a comprendere. Mia madre non ha mai imparato a usare il videoregistratore: credo sarebbe più felice di leggere una frase del tipo "inserì la videocassetta e fece partire il film" invece che sorbirsi un elenco di azioni tecniche che di fatto per lei non hanno alcun significato e che non aggiungono nulla alla narrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo, il romanzo è ricco di frasi ridondanti, che non fanno altro che rimarcare ciò che è stato espresso appena una riga prima. A volte ci si trova di fronte a ben tre frasi diverse finalizzate a esprimere lo stesso concetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i dialoghi sono affetti da questa sovrabbondanza di parole. La considero però una pecca minore, perché l'effetto di un dialogo realistico (al di là di quello che possono dire tanti &lt;i&gt;puristi&lt;/i&gt; della scrittura) ha comunque il suo perché. Questo non toglie che una sfoltita non avrebbe fatto male all'insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un esempio per chiarire il concetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pag. 69: "[...]Suono il citofono. Con un'occhiata nell'angolo in basso a destra del monitor, la ragazza colse l'ora: era in ritardo. Non avrebbe fatto in tempo a fare null'altro se non prepararsi. Corse con passo leggero fino alla porta di casa e sollevò la cornetta.&lt;br /&gt;- Sì?&lt;br /&gt;- Sono Bea, mi apri?&lt;br /&gt;- Sì, vieni.&lt;br /&gt;Premette il pulsante e si morse il labbro. Era realmente in ritardo. Ricapitolò rapidamente le cose che si era proposta di fare prima di uscire. Quindi scelse solo quelle davvero importanti. Per prima cosa, non sapendo fino a che ora sarebbe rimasta fuori, era opportuno sfamare il suo coinquilino. [...]"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguono altre 3 righe abbondanti esclusivamente dedicate al riempimento della ciotola del gatto.&lt;br /&gt;Insomma, servono davvero tutte queste parole per descrivere una situazione in cui ognuno di noi si è trovato almeno una volta in vita sua? Chi non è mai stato così in ritardo da dover ancora fare tutto prima di uscire di casa? Il dialogo serve veramente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, nonostante questo, il romanzo ha un suo ritmo, anche se non costante e a volte veramente mortificato dallo stile.&lt;br /&gt;Per tornare alle premesse iniziali, ho affermato di aver pianto e anche parecchio. Perché la storia è realmente buona, l'idea di fondo originale sviluppata bene e con coerenza. Si intravede il disegno ordinato di chi ha pensato alla struttura generale prima di cominciare a scrivere, non ci sono elementi fuori posto. E tutto questo contribuisce all'immersione del lettore e il suo coinvolgimento emotivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è da dire una cosa a discolpa di Christian. Sono più o meno le stesse critiche che mi sono trovata a fare al grande maestro Lovecraft. Certo, erano altri tempi e nel frattempo la narrativa ha avuto la sua evoluzione. Ma quando uno scrittore ha una buona storia da raccontare, il resto richiede solo un aggiustamento. Uno stile imperfetto è un difetto migliorabile, la mancanza di fantasia no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-873640871106537238?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/873640871106537238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=873640871106537238' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/873640871106537238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/873640871106537238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/02/christian-antonini-legame-doppio.html' title='Christian Antonini - Legame doppio'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-3188217200589312949</id><published>2010-02-16T00:48:00.001+01:00</published><updated>2010-03-17T19:41:58.396+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><title type='text'>Erri De Luca - In nome della Madre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.sbt.ti.ch/all/vetrina/50961.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.sbt.ti.ch/all/vetrina/50961.jpg" width="122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;i style="color: #666666;"&gt;Nota: questo libro è già stato recensito da Noemi &lt;a href="http://noemimancini.blogspot.com/2009/04/erri-de-luca-in-nome-della-madre.html"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di ritorno da un fine settimana di trasferta, eccomi a recensire questo libercolo (di fatto un racconto nemmeno tanto lungo pubblicato in solitaria) la cui lettura mi ha impegnato ieri sera, lasciandomi in bilico tra la commozione e la nausea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarò io o sarà la luna ma in questo periodo leggo libri sui quali non riesco a prendere una posizione precisa. &lt;i&gt;In nome della madre&lt;/i&gt; è un libro realmente commovente. Parla della gravidanza di Miriàm (Maria) di Nazareth senza parlare dell'avvento del Cristo. Raccontando la vicenda di colei che, almeno nella nostra cultura occidentale, è la madre per antonomasia, percorre il miracolo di ogni madre, di ogni nascita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo ammettere che, aspettando un figlio da poco, questo libro mi ha colpito allo stomaco. Il pregio più grande è quello di saper camminare a passi leggeri sui carboni ardenti della natività sacra - argomento sul quale s'è detto e scritto ormai tutto e il contrario di tutto - prendendosene quasi gioco in favore del più profondo mistero della natività umana, un mistero a cui tutti, prima o poi, ci troviamo di fronte.&lt;br /&gt;Un pregio eccezionale, davvero. Ma forse anche un grande difetto. Sarà per la mia refrattarietà al dogma cattolico, sarà per l'atteggiamento ipercritico e la prevenzione ormai cronica, ma la prima cosa che mi sono chiesto leggendo era se c'era davvero bisogno di scomodare la Madonna per dare a questo libro una ragione d'esistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse non è così e io m'inganno. E poi ce ne vorrebbero di più di persone in grado di vivere e raccontare la fede come De Luca, con immanenza e semplicità. Il dubbio però mi rimane ed è questo che nausea: perchè, tanto per cambiare, raccontare la storia di quella donna così speciale, il cui figlio è venuto apposta per svelarci che &lt;b&gt;tutti noi siamo ugualmente speciali&lt;/b&gt;?&lt;br /&gt;Non so. La figura di questa Mariàm spavalda, quasi arrogante nella sua ragione e nella sua fede, incosciente e forte di questa incoscienza è un tale cliché che ormai mi stomaca. Eppure De Luca ha saputo dare un senso anche a questo, dando una splendida definizione di "grazia"; la grazia della quale Mariàm (come tutti i bravi bambini sanno) è piena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altra cosa che mi lascia interdetto e un po' indispettito, per quanto ammirato, è scoprire di aver dovuto attendere che un uomo, non una donna, scrivesse qualcosa di simile. Prima di essere tacciato di sessismo o peggio: mia moglie è rimasta commossa ed incantata da quest'opera, decisamente più di quanto non lo sia stato io. Quindi non sto elogiando a spada tratta la sagacia dello scrittore &lt;i&gt;masculo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Invece, mi sono chiesto come mai non ho mai letto o ascoltato nulla di simile nell'opera di una donna. E forse proprio nelle ultime pagine, De Luca mi ha voluto dare una spiegazione tra le righe. Quante volte sentiamo dire che un uomo non può capire il mistero di una nuova vita? Certo, non può viverlo, come non può vivere nel petto, nella testa di un altro uomo, femmina o maschio che sia. Questa menomazione ce la portiamo dentro; a chi importa di più, a chi importa di meno.&lt;br /&gt;Ieri per la prima volta mi sono scoperto a pensare che in parte vi sia una sorta di gelosia intima e sprezzante in questo luogo comune tutto femminile; la stessa gelosia con la quale certe mogli si fanno beffe degli uomini incapaci di cucinare un piatto di pasta col pomodoro. Si lamentano di tutto il genere maschile, portando i loro viziati mariti ad esempio, facendo di tutta l'erba un fascio e dimenticando gli stuoli di grandi chef (uomini) che popolano le cucine di ogni dove. Atteggiamento identicamente maschile peraltro (solo su altri argomenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri io e mia moglie siamo rimasti abbracciati a leggere e condividere in silenzio questo mistero; ognuno a modo suo ma vicini e partecipi l'un dell'altra e -assieme- di nostro figlio. Ecco, mi duole un po' che questa splendida emozione ci sia stata regalata da un uomo... sa si esperienza posticcia, di ottima fiction.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, meglio che un libro ti lasci interdetto che indifferente. Quindi, complimenti a De Luca per questa piccola perla che ogni coppia dovrebbe leggere durante la prima attesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-3188217200589312949?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/3188217200589312949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=3188217200589312949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/3188217200589312949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/3188217200589312949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/02/erri-de-luca-in-nome-della-madre.html' title='Erri De Luca - In nome della Madre'/><author><name>Hiade Airik</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08310075474402597766</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_XaeP-s_w7Eo/Sy-WE4M9LyI/AAAAAAAAAs0/IzxFu2stKrQ/S220/2009.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-4864510343510267207</id><published>2010-02-14T16:27:00.001+01:00</published><updated>2010-02-18T19:26:13.962+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biologia marina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='saggi'/><title type='text'>Frank Schätzing - Il mondo d'acqua</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788842914914" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788842914914" width="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Innanzitutto grazie a Samirah per avermi invitato a scrivere in questo suo angolo di web, pur conscia della mia grafomania palesemente dolosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo in quarta con quello che a prima vista viene spacciato per il sequel di uno dei più interessanti best-seller dell'ultima decade: &lt;a href="http://noemimancini.blogspot.com/2009/11/frank-schatzing-il-quinto-giorno.html"&gt;&lt;i&gt;Il quinto giorno&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, romanzo di raro equilibrio, steso a valle di una massiccia documentazione.&lt;br /&gt;In realtà &lt;i&gt;Il mondo d'acqua&lt;/i&gt; è un saggio (quasi) di divulgazione scientifica (quasi) che cerca di raccontare ciò che l'autore ha scoperto nel corso delle sue ricerche, nella forma di un viaggio nel tempo a braccetto con l'evoluzione .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto è doverosa una premessa:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Schätzing ha studiato Scienze della comunicazione ed ha fondato una sua propria agenzia pubblicitaria, la INTEVI di Colonia. In seguito ha fondato l'etichetta discografica Sounds Fiction. All'inizio del 1990 è diventato uno scrittore, scrivendo numerose satire e racconti brevi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frank_Sch%C3%A4tzing"&gt;Frank Schätzing - Wikipedia&lt;/a&gt;)&lt;/blockquote&gt;Ecco dunque spiegati i &lt;i&gt;quasi&lt;/i&gt;; non siamo di fronte all'opera di un divulgatore scientifico ma di un prepartissimo creativo che ha cercato, cedendo alle lusinghe di un editore, di narrare il suo personale percorso formativo di scrittore e di appassionato, limitatamente alle indagini per &lt;i&gt;Il quinto giorno&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Il risultato purtroppo è di dubbia qualità. La lettura de &lt;i&gt;Il mondo d'acqua&lt;/i&gt; mi ha lasciato talmente stranito da rendermi difficile trovare un bandolo dal quale dipanare questa recensione. Di fatto si tratta di un libro &lt;i&gt;disordinato&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Ecco forse il più grave difetto di quest'opera: nonostante la scelta di dividere il libro in tre macrosezioni (&lt;i&gt;Ieri&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Oggi&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Domani&lt;/i&gt;) per dare una parvenza di ordine cronologico alla stesura, l'intento si perde ben presto nel nulla e ci si trova di fronte una serie di capitoli la cui successione pare sempre meno sensata con il procedere della lettura.&lt;br /&gt;Nemmeno i titoli aiutano a raccapezzarsi: la scelta di un approccio &lt;i&gt;morbido&lt;/i&gt; alla divulgazione (per essere eufemistici) doveva risultare palesemente fallimentare all'autore con una rapida scorsa all'indice: cosa ci si dovrebbe aspettare dalla successione dei capitoli di apertura?&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La stagione delle piogge&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Terra in vista&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La borsetta dell'evoluzione&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Una cellula fa carriera&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il sesso&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Palle di neve e materassini gonfiabili&lt;/li&gt;&lt;li&gt;All'armi!&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;... e via discorrendo, oppure da capitoli come &lt;i&gt;Una giornata in città&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;L'impero dei lampadari a bracci&lt;/i&gt;?&lt;br /&gt;Credo fosse nelle migliori intenzioni dell'autore rendere il libro comprensibile anche ai lettori più refrattari alle scienze, ma gli espedienti utilizzati per raggiungere lo scopo sono stati decisamente infruttuosi.&lt;br /&gt;In primis al rigore scientifico necessario ad una sana divulgazione, viene anteposta una sorta di ironia che sfocia spesso nella commedia di cattivo gusto (o forse solo di gusto teutonico, il che potrebbe essere la stessa cosa). La ricerca di figure umanizzate come quella di Miss Evoluzione - dipinta come una vezzosa biondina tutto pepe intenta a tirare fuori gli espedienti di adattamento dalla sua borsetta - o come Mr. Anfibius - uno degli anelli mancanti tra i mammiferi terrestri e quelli marini, più volte ripreso come fosse una figura propria e peculiare del processo evolutivo - lasciano decisamente il tempo che trovano.&lt;br /&gt;Idem si può dire di passaggi che sembrano scenette per bambini come quella in cui il Signor Pesce Pigiama e sua moglie (cito) &lt;i&gt;vanno a fare shopping nei negozi di plancton, &lt;/i&gt;[mentre]&lt;i&gt; il predatore li segue barcollando e nascondendosi nella scia della signora, così si avvicina a entrambi senza essere visto. &lt;/i&gt;[i predatori]&lt;i&gt; "Sono vermente disonesti!", avremmo voglia di commentare &lt;/i&gt;[...]&lt;i&gt;"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;A volte interi capitoli sono stesi in questo modo, come quello sulle barriere coralline. Carpire qualche informazione realmente utile in questi casi è veramente impossibile. Tanto più che con un'innocenza disarmante Schätzing farcisce le scene con nomi scientifici di organismi che poco dicono sulla loro natura. Sapere che il predatore di cui sopra è un &lt;i&gt;Phycorodus eques&lt;/i&gt; o un carangide ci serve a poco, salvo non aver voglia (e possibilità) di tenersi un terminale a portata di mano e consultare il web in cerca di informazioni ad ogni riga. Ma in questi casi, vi assicuro, l'unico desiderio è quello di finire in fretta il capitolo e saltare al successivo, nella speranza sia più interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già, perchè di fatto alcuni passi sono davvero appassionanti e chiari: quando si parla di geologia, di sismologia e dei fenomeni di onde anomale e tsunami, oppure nei capitoli sui cetacei, o ancora ove sia presente una disamina sugli effetti antropici, sul commercio e lo sfruttamento delle risorse alimentari e idrogeologiche, allora il libro si fa interessantissimo ed appassionante.&lt;br /&gt;Purtroppo anche solo consultare l'indice in cerca dei capitoli interessanti è una roulette russa per i motivi già esposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, libro bocciato? No, non del tutto. Ammetto d'aver tratto un'infinità di informazioni e di spunti di indagine durante la lettura. Ne sono uscito arricchito e sensibilizzato su alcuni temi che il buon Frank, con una partecipe preoccupazione ecologista ma anche con un maturo distacco e senza aperte ed infervorte accuse a destra e a manca, è riuscito a farmi prendere a cuore.&lt;br /&gt;Purtroppo sono stati troppi i momenti in cui ho soltanto desiderato che il libro finisse per potermi dedicare ad altro. La mole non incoraggia: oltre 500 pagine di altalenante seppur competente pseudodivulgazione sono dure da digerire in questa forma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se c'è da riconoscere un merito a Schätzing, è certamente quello di aver saputo mantenere una distanza ed una lucidità eccezionale su scottanti temi di ecologia e sviluppo sostenibile, nonchè di aver saputo tracciare senza teatrali allarmismi ma con poca pietà disastrosi scenari di catastrfi geologiche su ampia scala.&lt;br /&gt;Non è facile capire come i dinosauri possano essersi estinti a causa di un meteorite (se si esclude una qualche forma allergica, come proponeva il buon Guzzanti), finchè qualcuno non riesce a mostrarti una vivida immagine delle conseguenze di un simile schianto. Allora tutto diventa chiaro e si comincia davvero a tremare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, un libro per nulla carente nella sostanza ma decisamente poco riuscito nella forma. Consigliato &lt;b&gt;solo&lt;/b&gt; a coloro che adorano il mare sopra ogni altra cosa e cercano un punto di partenza per le proprie indagini personali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-4864510343510267207?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/4864510343510267207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=4864510343510267207' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4864510343510267207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4864510343510267207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2010/02/frank-schatzing-il-mondo-dacqua.html' title='Frank Schätzing - Il mondo d&apos;acqua'/><author><name>Hiade Airik</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08310075474402597766</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_XaeP-s_w7Eo/Sy-WE4M9LyI/AAAAAAAAAs0/IzxFu2stKrQ/S220/2009.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-86109842662329375</id><published>2009-12-27T20:46:00.000+01:00</published><updated>2009-12-27T20:46:24.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Mauro Saracino - La casa del demone</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.asengard.it/images_libri/lacasadeldemone.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.asengard.it/images_libri/lacasadeldemone.jpg" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Questa volta scriverò la mia recensione prendendo spunto da quella scritta da Alessandro Girola sul suo blog: &lt;a href="http://mcnab75.livejournal.com/73303.html"&gt;Recensione: La Casa del Demone (di Mauro Saracino)&lt;/a&gt;. Qui potete trovare la trama e un commento che voglio integrare e, in parte, controbattere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo ai pregi, sono in buona parte d'accordo con Alessandro.&lt;br /&gt;Lo stile di Mauro è molto piacevole. Il romanzo scorre veloce e diverte senza cadute di ritmo notevoli. Non c'è mai una frase di troppo, mai una descrizione non funzionale, buttata lì per allungare il brodo.&lt;br /&gt;Soltanto nella parte centrale ho accusato un calo di tono. Se fino a quel momento sembra quasi un racconto in prima persona, tanto il punto di vista è centrato sul protagonista, poi l'inserimento di altri personaggi e una maggiore complessità della trama portano il lettore a distaccarsi, a subire la parte dello spettatore passivo invece che quella del "compagno spirituale" del protagonista. E' soprattutto l'approfondimento dell'ambientazione a rendere pesante questa parte, che peraltro non fornisce tutte le spiegazioni necessarie a comprendere a fondo alcune dinamiche del contesto narrativo.&lt;br /&gt;La narrazione ricomincia poi a scorrere, anche se l'effetto iniziale è irrimediabilmente perduto a causa della compresenza di più personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un punto su cui invece ho trovato discordanze notevoli leggendo i commenti di vari lettori riguarda la trama. Ammetto di essere una scarsa lettrice di horror (con alle spalle pochi romanzi e racconti di King e poco altro), ma "La casa del demone" mi ha divertita tantissimo, ha saputo creare quel &lt;i&gt;sense of wonder&lt;/i&gt; di cui tanto si parla nella letteratura fantastica.&lt;br /&gt;Probabilmente la mia sorpresa deriva proprio dalla mia scarsa cultura del genere, ma in ogni caso alcune pagine mi hanno spaventata e inorridita a sufficienza per ritenere questo libro un ottimo prodotto dell'horror nostrano (nonostante l'ambientazione estera).&lt;br /&gt;I personaggi stessi sono stati una fonte di sorpresa. Il protagonista è eccezionale, il bestione rosso è altrettanto riuscito, così come il povero compagno di disavventure notturne, mentre altri mi sono sembrati un po' scialbi. Si potevano forse approfondire un po' senza per questo sacrificare il ritmo, anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo ai tanti flashback, mi è sembrato un buon espediente quello di alternare i capitoli, in modo da aggiungere piccoli tasselli man mano che risultavano necessari per comprendere appieno la storia. Ma ritengo anch'io che alcuni di questi capitoli siano troppo lunghi, con dettagli a tratti eccessivi mentre alcune informazioni basilari continuano a latitare. Se da una parte viene mantenuta viva la curiosità del lettore su ben due fronti, dall'altro si rischia di distoglierlo troppo da uno dal filo conduttore principale della storia, mentre i flashback dovrebbero essere funzionali ad arricchire l'altra parte senza farla passare in secondo piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi dispiace invece la "sequenza alla D&amp;amp;D". Una volta capito da che parte tirava il fumo, ho sfogliato le pagine stuzzicata dalla curiosità di scoprire cosa mi avrebbe riservato la stanza successiva! Ho terminato il libro alle 2 di notte dopo essere tornata dalla messa di mezzanotte di Natale. Non sarei mai potuta andare a letto senza sapere come andava a finire!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E una volta chiusa l'ultima pagina, sono rimasta letteralmente interdetta. Sospettavo un finale non consono, ma questo mi ha lasciata proprio senza parole e con un pelo di delusione. Per questo non ho potuto fare a meno di contattare l'autore per chiedergli se stesse veramente lavorando al secondo capitolo. Il fatto che sia già pronto e di prossima edizione mi può solo fare piacere. Non poteva mica finire così, eh!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, se non si fosse capito questo libro mi è piaciuto praticamente in toto. Vi ho trovato pochissimi difetti, molti dei quali appaiono in tutt'altra luce nell'ottica di una continuazione.&lt;br /&gt;Per cui, rimango in attesa e rinnovo i miei complimenti a Mauro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-86109842662329375?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/86109842662329375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=86109842662329375' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/86109842662329375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/86109842662329375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/12/mauro-saracino-la-casa-del-demone.html' title='Mauro Saracino - La casa del demone'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-6365815240710927071</id><published>2009-12-21T14:31:00.000+01:00</published><updated>2009-12-21T14:31:00.945+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Uberto Ceretoli - Il sigillo del vento</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.asengard.it/images_libri/ilsigillodelvento.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.asengard.it/images_libri/ilsigillodelvento.jpg" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Comincio subito col dire una cosa: questo libro non mi è piaciuto. Non mi ha annoiata e non ritengo una perdita di tempo le serate trascorse a leggerlo, se è questo che state pensando.&lt;br /&gt;Cercherò di spiegarvi perché lo ritengo un brutto libro e perché, allo stesso tempo, sono contenta di averlo letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una volta avrò un approccio abbastanza sistemico, perché vorrei riuscire a dare un panorama abbastanza ampio di un testo che ho analizzato sotto più punti di vista.&lt;br /&gt;Sia chiaro, non voglio lanciarmi in alcuna critica letteraria feroce in stile &lt;a href="http://fantasy.gamberi.org/"&gt;Gamberi Fantasy&lt;/a&gt;, anche perché non ne avrei le capacità ma soprattutto l'intenzione. Premetto che non ce l'ho con l'autore né tantomeno con la casa editrice. Questo lavoro di analisi è servito a me per comprendere alcuni concetti sulla scrittura (buona E cattiva) e riporto il tutto qui perché magari qualcuno potrà trarne qualcosa di utile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora cominciamo. Il primo impatto è un prologo dalle immagini poetiche e costruito con una similitudine dietro l'altra. La proprietà linguistica mi pareva buona, per cui ho ritenuto si trattasse di una scelta stilistica. Prima di arrivare alla fine della prima pagina, mi sono invece resa conto che l'autore ha fatto della similitudine un passe-partout. Ogni volta che deve descrivere qualcosa, ricorre a tale figura retorica. Mi sembra una brutta scelta: la similitudine ha un grande potere e va usata per colpire il lettore, non per costringerlo a continui paragoni mentali. Mi rendo conto che la tentazione di imbastire immagini di forte impatto sia sempre in agguato, ma bisogna saper rinunciare a una bella frase se è di troppo (sigh).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' seguita una breve (brevissima) fase entusiastica in cui i cliché tipici del fantasy sembravano essere stati reinterpretati in modo furbo e originale. Mi è bastato andare avanti di poche pagine per rendermi conto che non solo tutti gli archetipi erano presenti senza molte variazioni, ma che il libro stava prendendo una piega decisamente spiacevole.&lt;br /&gt;Di fatto, mi sono trovata a leggere la narrazione di una campagna di Dungeons and Dragons, cosa che non sarebbe male di per sé (ero in cerca di "becero fantasy" e D&amp;amp;D è il becero fantasy che mi piace!), ma quanto meno vorrei che fosse coerente e scritta bene.&lt;br /&gt;Invece, non solo ho trovato incoerenze e assurdità vere e proprie (se un uomo-giaguaro ritiene un'umana poco attraente per via della diversità, perché mai un nano dovrebbe ritenere un'elfa la creatura più bella dell'intero universo?), ma ogni cosa sembrava tratta pari pari da un manuale di gioco.&lt;br /&gt;Frasi come "incantesimo della palla di fuoco" e "lanciò su entrambi  un incantesimo di levitazione", nani che pensano solo a cibo, birra e a incazzarsi con tutto e tutti, elfi belli, bravi e potentissimi, donne tutte bellissime e sensuali, ragazzini che imparano a combattere in un solo giorno di addestramento (soltanto in un caso questo viene giustificato) e via dicendo, tutto questo è un'accozzaglia di cose già viste e ritrite messe assieme senza ragionamento.&lt;br /&gt;Molte frasi sono pressapochiste, le descrizioni sono costruite con una similitudine dietro l'altra e il lessico è generalista e poco incisivo, fatta eccezione per i campi in cui l'autore è esperto. In questi casi sciorina elenchi di termini specifici su armature e sistemi difensivi, per poi utilizzare parole del tutto generiche per tutto il resto. Stona talmente tanto che sarebbe stato meglio, a mio avviso, non scendere nel dettaglio neanche in quei contesti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo allo stile, ho trovato invece irritante il sentirmi spiegare ogni singola cosa. Ogni dialogo è composto da una battuta in discorso diretto e relativa spiegazione, come se io lettore fossi troppo stupido per capire lo stato d'animo del personaggio che sta parlando. Forse l'autore ha paura di non essere stato troppo chiaro? Ma si possono scrivere 600 pagine sempre col dubbio di non essere stati molto chiari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che mi fa incazzare, perché se non fosse chiaro mi sono veramente incazzata a leggere "Il sigillo del vento", è che ogni tanto emergono dei brani belli, spontanei, con un ritmo piacevole, infilati in mezzo a pagine intere di narrazione fastidiosa. Sì, fastidioso è il termine corretto. Perché le parole e il ritmo non assecondano assolutamente ciò che viene narrato. L'autore utilizza termini troppo leggeri per sentimenti profondi e laceranti ("il dispiacere di perdere per sempre i suoi figli") oppure estremi (come "odio") per contesti invece passeggeri. Vengono spese intere pagine per momenti di passaggio e dialoghi a volte inutili, mentre l'intero climax di una situazione dominante viene bruciato in mezza pagina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo, ogni tanto sono presenti degli spunti veramente interessanti, elementi carini e divertenti, passaggi nella storia per niente banali, eppure l'originalità viene velocemente sacrificata sotto il macigno della banalità. Non mi lamento dell'eroe dal passato oscuro che sente di volersi riscattare (non c'è niente di male a utilizzare un archetipo come base del proprio lavoro), ma delle frasi scontate, dei passaggi obbligati affinché la storia prosegua in una certa direzione, dei dialoghi senza senso che servono soltanto a propinare al lettore il monologo del cattivone che deve raccontare la propria filosofia di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, perché dopo tutto questo, dopo aver lanciato il libro sul pavimento arrivata all'ultima pagina, penso di non aver perso tempo a leggerlo?&lt;br /&gt;Perché questo libro mi ha insegnato molto. Mi ha fatto vedere che cosa non va anche nel mio modo di scrivere, così simile a quello di Ceretoli se ripenso ai miei racconti di neanche tanto tempo fa.&lt;br /&gt;Mi ha reso più vigile di fronte a facili scivolate di chi ancora non è un professionista e vorrebbe colmare le lacune con piccoli guizzi di bravura. Ma quanto la tecnica manca, bisogna solo mettersi a testa bassa e imparare, imparare, imparare (e per favore mandate a cagare la Strazzulla la prossima volta che si permette di fare &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Gw42MSWGsyU"&gt;certe affermazioni&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Per questo motivo mi voglio fidare dell'editore che mi ha garantito come il secondo libro della trilogia sia in effetti più maturo e curato.&lt;br /&gt;Ribadisco, se mi sono incazzata leggendo il libro, non è stato nei confronti dell'autore (che tra l'altro ha appena accettato la mia amicizia su facebook e quindi ora può insultarmi direttamente!) né con l'editore, ma soltanto perché mi ha frustrata leggere un romanzo scritto in quel modo.&lt;br /&gt;Non posso non considerare che "Il sigillo del vento" è il primo romanzo fantasy di Ceretoli come il primo romanzo della linea fantasy edita dalla Asengard. C'è sempre spazio per crescere e migliorarsi, per cui ho intenzione di leggere senza paranoia e pregiudizi il seguito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, da tutto questo sento emergere una nuova esigenza, ovvero il confronto diretto. Mi farebbe piacere poter parlare con Ceretoli e con altri autori italiani di scrittura. Ma non nei salotti chiusi dei forum dove bazzicano solo gli interessati. Mi piacerebbe un bel confronto aperto su "campo neutro".&lt;br /&gt;Chissà che NovAtlantis non servirà anche a questo. :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-6365815240710927071?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/6365815240710927071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=6365815240710927071' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6365815240710927071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6365815240710927071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/12/uberto-ceretoli-il-sigillo-del-vento.html' title='Uberto Ceretoli - Il sigillo del vento'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-2467792346321891235</id><published>2009-12-17T21:21:00.000+01:00</published><updated>2009-12-17T21:21:20.995+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autobiografie'/><title type='text'>Robert M. Pirsig - Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img2.webster.it/BIT/734/9788845907340g.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://img2.webster.it/BIT/734/9788845907340g.jpg" width="126" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ci sono libri talmente pregni di concetto da non poter essere trasposti in film, nonostante la storia sia in qualche modo raccontabile sullo schermo. O meglio, diciamo che un film lo si potrebbe anche fare, ma sarebbe un pallidissimo riflesso di ciò che il testo racconta.&lt;br /&gt;Questo romanzo mette insieme narrativa, autobiografia e discussione filosofica in un impasto talmente omogeneo da non poter distinguere dove finisce la competenza di un genere e ne inizia un'altra.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_M._Pirsig"&gt;Robert Pirsig&lt;/a&gt; racconta di un viaggio in motocicletta con suo figlio (ancora ragazzino) e una coppia di amici, ma racconta anche se stesso, il suo passato a volte ricordato a volte ricostruito, racconta la nascita di una filosofia, il percorso che questa segue dal primo germe inconsapevole alla forma complessa finale (ma mai definitiva).&lt;br /&gt;Devo ammetterlo: è uno dei libri più affascinanti che abbia mai letto e Pirsig è eccezionale sia come autore che come insegnante.&lt;br /&gt;Ha uno stile eccezionale, è capace di tenerti incollato una pagina dopo l'altra con la stessa abilità di un maestro dei thriller. E non ti rendi conto che ciò che desideri con tutte le tue forze è di seguire il filo dei suoi pensieri, srotolarlo insieme a lui per carpire piano piano il disegno segreto di quel qualcosa che sappiamo ma allo stesso tempo non sappiamo descrivere.&lt;br /&gt;E in tutto questo non fa che propinare una lezione di filosofia e storia delle filosofie in un modo talmente appetibile che nessuno si sentirà uno studente frustrato.&lt;br /&gt;La cosa sorprendente non è che presenta sia uno stile che un contenuto di buon livello: non c'è separazione fra le due cose! La qualità (parola che credo imparerete ad amare leggendo il romanzo) è insita nella forma, nel contenuto e nei concetti stessi. Tutto parla di qualità attraverso la qualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho intenzione di regalare questo libro a mio padre per Natale. Credo che apprezzerà. E' una persona molto cerebrale (a volte forse troppo!) e, cosa che non guasta, ha una bella passione per le moto.&lt;br /&gt;Stavo infatti quasi per dimenticare che oltretutto è una piacevolissima lettura per chi ha fatto almeno un giro in moto abbastanza lungo per fermarsi col culo piatto e le ossa doloranti. Ci sono sensazioni che salgono alla mente immediate e fresche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamolo: è uno di quei libri che mi sento di definire un capolavoro. Non un capolavoro letterario in sé, ma un'opera straordinaria per una lettrice come me. Il valore relativo spesso va ben oltre quello assoluto, come i piccoli regali fatti col cuore.&lt;br /&gt;Ecco, leggere questo libro è stato un piccolo ma stupendo regalo che mi sono fatta con tutto il cuore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-2467792346321891235?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/2467792346321891235/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=2467792346321891235' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2467792346321891235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2467792346321891235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/12/robert-m-pirsig-lo-zen-e-larte-della.html' title='Robert M. Pirsig - Lo Zen e l&apos;arte della manutenzione della motocicletta'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-6159640093685543625</id><published>2009-12-17T13:06:00.000+01:00</published><updated>2009-12-17T13:06:48.441+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><title type='text'>Piccolo riordino</title><content type='html'>Ho sistemato un po' i tag delle varie recensioni (non escludo un ulteriore rimaneggiamento per quanto riguarda i racconti), in modo da rendere più interessante la classificazione.&lt;br /&gt;Ovviamente mi sono dovuta scontrare con la difficoltà di attribuire un genere ad alcuni testi che un genere decisamente non hanno. Volevo però rendere possibile la navigazione del blog secondo "ispirazione letteraria", per cui ho cercato di scegliere dei tag i più appropriati possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni continuerò a inserire recensioni, mentre per i racconti ci sarà da aspettare, visto che per le mani ho soltanto racconti lunghi. :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-6159640093685543625?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/6159640093685543625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=6159640093685543625' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6159640093685543625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6159640093685543625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/12/piccolo-riordino.html' title='Piccolo riordino'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-3379051839773285721</id><published>2009-12-01T14:13:00.004+01:00</published><updated>2009-12-17T13:04:05.313+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='testi teatrali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>Andrzej Jawień e Karol Wojtyla - La bottega dell'orefice</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.itacalibri.it/System/12558/ISBN882091339_1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.itacalibri.it/System/12558/ISBN882091339_1.jpg" width="138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ecco un libro che è stato prima di tutto il regalo di una persona cara, che ha voluto comunicarci attraverso di esso l'affetto e l'emozione con cui ha vissuto il nostro matrimonio.&lt;br /&gt;Non sapevo assolutamente cosa aspettarmi, forse un saggio o un racconto breve, invece ecco che mi si presenta davanti una sceneggiatura teatrale.&lt;br /&gt;Incuriosita (e assolutamente ignorante in materia!), ho attraversato le pagine a passo leggero e spedito.&lt;br /&gt;Ci si rende subito conto che è uno di quei libri che puoi leggere tutto d'un fiato per non perdere l'empatia col testo, ma che puoi anche prendere a piene mani, una parola per volta, assaporandola e immergendoti in essa.&lt;br /&gt;Non mi sono trovata particolarmente vicina ai protagonisti né ho potuto condividere del tutto il punto di vista degli autori, ma ho percepito ugualmente le emozioni e le riflessioni che hanno voluto offrire col lavoro della loro penna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, è un testo che mi ha commossa ma a tratti annoiata, emozionata ma in fondo fatta sentire distante. Mi sono sentita un po' disorientata da questa miscela di sensazioni. Di solito un libro o mi prende completamente oppure mi lascia pressoché indifferente.&lt;br /&gt;Suppongo (ribadendo la mia ignoranza) che questo sia dovuto comunque al carattere forte e personale del testo, un'impronta che non lascia spazio a interpretazioni personali e non cede a compromessi col lettore tipici di quei libri che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;devono piacere a tutti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che mi riguarda, più che il piacere della lettura (relativo) ho apprezzato il coinvolgimento emotivo.&lt;br /&gt;Sarà che allora ero ancora felice di sposarmi! :p&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-3379051839773285721?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/3379051839773285721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=3379051839773285721' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/3379051839773285721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/3379051839773285721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/12/andrzej-jawien-e-karol-wojtyla-la.html' title='Andrzej Jawień e Karol Wojtyla - La bottega dell&apos;orefice'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-7958532032227183359</id><published>2009-11-17T12:12:00.004+01:00</published><updated>2009-12-17T13:02:50.423+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantascienza'/><title type='text'>Frank Schätzing - Il quinto giorno</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2007/02/CN0215.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.fininformatica.it/wp/wp-content/uploads/2007/02/CN0215.jpg" width="129" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Dopo i piccoli saggi e i brevi romanzi più o meno correlati al tema marino, non poteva mancare questo mattone di mille e rotte pagine, consigliato (leggi imposto) per settimane dal sempre attento marito.&lt;br /&gt;Ero fiduciosa di trovarmi di fronte a un capolavoro e non ne sono rimasta per nulla delusa.&lt;br /&gt;Questo non toglie che non vi abbia trovato i suoi difetti: un'ecatombe di personaggi degna del miglior Martin, alcuni capitoli decisamente lunghi e pesanti (per quanto interessanti e ben scritti), quella sensazione di fastidio per un libro che sembra non finire mai, esternazioni ambientaliste al limite del banale, ripetitive e tutte uguali da un personaggio all'altro.&lt;br /&gt;Ebbene sì, ci sono state sere in cui avrei voluto strappare via qualche decina di pagine per poter proseguire nella storia, invece di perdermi in deliziose ma assolutamente lentissime spiegazioni.&lt;br /&gt;Ma questo è il rovescio della medaglia del lavoro mastodontico che l'autore ha affrontato per creare un romanzo denso di trama e di contenuti.&lt;br /&gt;In realtà la mia parte scientifica si è crogiolata nelle dissertazioni più azzardate e nei collegamenti multidisciplinari inaspettati. Semplicemente la mia parte letteraria voleva arrivare al dunque!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quindi evidente come i difetti sopra citati siano in effetti "veniali" o forse più correttamente necessari all'insieme. Soltanto attraverso artifici narrativi come le domande di emeriti ignoranti in materia seguiti da accurate spiegazioni, o il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;trip mentale&lt;/span&gt; di una dei protagonisti verso la fine del libro, è stato possibile per l'autore approfondire argomenti che avrebbero invece supposto conoscenze pregresse da parte del lettore o, ancora peggio, pagine di anonime puntualizzazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma al di là di tutto, ho trovato in questo testo un insegnamento esemplare, uno stile che sento di invidiare e, soprattutto, una capacità di documentazione a me sconosciuta.&lt;br /&gt;Sono mesi che il pensiero di raccogliere una documentazione adeguata per i miei scritti mi perseguita e più leggo più mi rendo conto che non se ne può prescindere, a meno che non si voglia scrivere il solito libro colmo di lacune e pressapochismi. E non perché ognuno di noi deve per forza puntare a diventare l'autore da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;best seller&lt;/span&gt; internazionali, ma semplicemente perché è un rispetto dovuto al lettore, quello stesso lettore che pretendiamo legga (compri) i nostri libri rigettando i tanti romanzi superficiali (tirati via, mi permetto di dire) che affollano le nostre librerie.&lt;br /&gt;Lasciare la responsabilità dell'educazione dei lettori in mano agli editori non è solo ridicolo (e non aggiungo altro), ma soprattutto scorretto. Siamo noi scrittori (e mi metto dentro alla categoria per una botta di auto compiacimento) a dover imparare a scrivere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;bene&lt;/span&gt;, per mostrare a chi abbiamo intorno come leggere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;bene&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-7958532032227183359?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/7958532032227183359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=7958532032227183359' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/7958532032227183359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/7958532032227183359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/11/frank-schatzing-il-quinto-giorno.html' title='Frank Schätzing - Il quinto giorno'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-8365177619980768930</id><published>2009-11-13T15:10:00.006+01:00</published><updated>2009-12-17T13:02:14.597+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantascienza'/><title type='text'>L. Sprague de Camp - L'anello del tritone</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.fantascienza.com/catalogo/Cov/01/01286.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.fantascienza.com/catalogo/Cov/01/01286.jpg" width="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Come preannunciato, eccomi a recensire un libro anch'esso emerso dalla polvere del tempo. Mi era stato consigliato come libro fantasy ad ambientazione sottomarina, ma in realtà, nonostante i richiami al mito atlantideo, non c'entra niente! Ma poco male. ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo negli anni '50 e gli scrittori di fantascienza sono ormai a pieno regime. Si scrive di tutto e di più e la fantasia viene lasciata libera di scoprire scenari sempre più nuovi e sconvolgenti.&lt;br /&gt;Ed ecco che uno dei più irriverenti autori di fantascienza decide di prendere in mano materiale eterogeneo legato al mito di Atlantide, alla mitologia greca e a chissà quale altro bacino di leggende, per dar vita a un romanzo che, perdonatemi il termine, è una perfetta presa per il culo sia delle tante teorie stravaganti su Atlantide che delle storie fantasy più tipiche (e spesso più banali).&lt;br /&gt;In questo libro c'è veramente di tutto: dalla magia nera, alle amazzoni, alle divinità che mettono becco negli affari degli umani, alla maledetta profezia contro cui nessuno, nemmeno le divinità stesse, possono opporsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanzo è cosparso di riferimenti letterari e mitologici, spesso coi nomi lasciati tal quali o leggermente storpiati.&lt;br /&gt;Ci sono i canoni del fantasy più becero insieme a completi ribaltamenti dei più comuni cliché letterari del genere. I dialoghi a volte sono talmente beceri da far rabbrividire al pensiero che scrittori ben "più seri" abbiano prodotto risultati simili, in un contesto in cui l'ironia non era neanche accennata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che leggerò altri libri di de Camp, a parte forse i saggi, in quanto il romanzo, anche se scritto bene, non è niente di particolarmente entusiasmante. E' però carino, scorrevole, divertente, e magari può dare spunti interessanti per chi volesse mettere in piedi una bella avventura per un gioco di ruolo in stile Conan (io non ho detto niente eh!).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-8365177619980768930?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/8365177619980768930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=8365177619980768930' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8365177619980768930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8365177619980768930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/11/l-sprague-de-camp-lanello-del-tritone.html' title='L. Sprague de Camp - L&apos;anello del tritone'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-2130931396709442335</id><published>2009-11-12T12:46:00.005+01:00</published><updated>2009-12-17T13:01:37.526+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monografie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mitologia'/><title type='text'>L. Sprague de Camp - Il mito di Atlantide e i continenti scomparsi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.fantascienza.com/catalogo/Cov/EB/EB048.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.fantascienza.com/catalogo/Cov/EB/EB048.jpg" width="138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ci sono libri che rimangono dimenticati nelle librerie per anni, acquistati chissà quando in chissà quale mercatino dell'usato. Non so dove mio marito abbia recuperato questo libro, sta di fatto che quando il mio delirio su Atlantide è arrivato al culmine, me l'ha piazzato in mano e ha detto "Leggi questo e smetti di rompere i c******!".&lt;br /&gt;Sto scherzando ovviamente, ma di sicuro si è trattato di un ottimo input. Fantasticavo sul mito di Atlantide da un paio d'anni, da quando venni a conoscenza del contest "Archetipi", edito da &lt;a href="http://www.latelanera.com/"&gt;La Tela Nera&lt;/a&gt;, che ha dato origine a un'antologia intitolata appunto "&lt;a href="http://www.latelanera.com/editoria/novita/libro.asp?id=9788895733135"&gt;Archetipi&lt;/a&gt;" (che magari acquisterò, visto il mio interesse per l'argomento).&lt;br /&gt;Da lì è cominciata una serie di elucubrazioni sul mito di Atlantide, su come ricavarne un racconto originale e di stampo fantascientifico.&lt;br /&gt;Problema: ho una cultura quasi nulla sulla fantascienza (cosa che si può notare dal &lt;a href="http://noemimancini.blogspot.com/2009/03/rysern-linverno-di-giada.html"&gt;racconto&lt;/a&gt; inviato per il contest di "Sancuary").&lt;br /&gt;Ed ecco quindi la necessità di approfondire l'argomento, cominciando a documentarmi da un libro abbastanza generico, così come avevo fatto per i Vichinghi (altro progetto per ora accantonato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi dico il mio stupore nel trovarmi di fronte a un testo del genere, scritto da un perfetto cinico dell'argomento, ma assolutamente geniale e con una cultura smisurata, non solo sulla mitologia, ma anche su geologia, storia e quant'altro.&lt;br /&gt;Una mirabile ridicolizzazione delle teorie esoteriche, dei castelli di sabbia degli storici, delle strumentali interpretazioni di testi antichi.&lt;br /&gt;Insomma, un libro talmente irriverente e scorrevole da somigliare a un romanzo, col risultato finale di aver dato una scorsa approfondita alle teorie più importanti e/o astruse sul mito di Atlantide, con tanto di riflessioni scientifiche (o forse sarebbe meglio dire razionali) allegate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è piaciuto talmente tanto, che dietro consiglio di un utente del &lt;a href="http://www.dragonslair.it/forum"&gt;forum Dragons' Lair&lt;/a&gt;, mi sono connessa al sito delle biblioteche della zona per cercare uno dei romanzi di de Camp (dopo aver scoperto essere uno dei più ironici scrittori di fantascienza), "L'anello del tritone". Ma di questo vi parlerò nel prossimo post. ;-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-2130931396709442335?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/2130931396709442335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=2130931396709442335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2130931396709442335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2130931396709442335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/11/l-sprague-de-camp-il-mito-di-atlantide.html' title='L. Sprague de Camp - Il mito di Atlantide e i continenti scomparsi'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-4950687204954853631</id><published>2009-11-11T13:45:00.005+01:00</published><updated>2009-11-12T10:34:24.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='news'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Semplicemente... news</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_k0KGbSR2SO8/Svq0U8_BhdI/AAAAAAAAACA/ytBMRFcVSKA/s1600-h/logo-fb-pencil.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 47px; height: 57px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_k0KGbSR2SO8/Svq0U8_BhdI/AAAAAAAAACA/ytBMRFcVSKA/s200/logo-fb-pencil.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402828975045182930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Volevo intitolare questo post "A volte ritornano", ma mi suonava talmente tanto di già sentito che ho optato per un titolo più generico. ^^&lt;br /&gt;Da tanti mesi non scrivo su questo blog e il motivo per cui torno a riempirlo proprio oggi è il &lt;a href="http://gelostellato.blogspot.com/2009/11/news-from-fantastic-word.html"&gt;post di gelostellato&lt;/a&gt; sul suo blog, nel quale mi nominava per un progetto che al momento occupa tutti i miei pensieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dunque da qui!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto in questione si chiama &lt;a href="http://www.novatlantis.net/"&gt;NovAtlantis&lt;/a&gt;, è in corso di sviluppo in queste settimane e si spera di avere online la versione alpha (per i primi tester) entro la fine del mese.&lt;br /&gt;NovAtlantis è un po' social network e un po' tool di scrittura collaborativa. Vuole essere una sintesi della comunicazione rapida dei primi con gli strumenti per la gestione di progetti fra più utenti.&lt;br /&gt;Si occuperà dell'ambito del fantastico nel panorama italiano ed è indirizzato ai creativi, per fornire loro uno spazio adeguato in cui portare a termine i propri lavori, al pubblico interessato, che troverà materiale a tema in abbondanza organizzato in una rete di contenuti che ricalca le connessioni tra utenti dei più comuni SN, a editori e produttori, che avranno un comodo strumento per fare scouting.&lt;br /&gt;Abbiamo trascorso 3 giorni della fiera di Lucca C&amp;amp;G a parlare con piccole case editrici e altri rappresentanti del mondo ludico e narrativo fantasy, e i feedback sono stati tutti entusiastici, molto più di quanto ci saremmo aspettati.&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato a seguire gli sviluppi da vicino, è on line un &lt;a href="http://www.novatlantis.net/"&gt;blog degli sviluppatori&lt;/a&gt;, con la possibilità di sottoscrivere i FEED e di iscriversi alla newsletter a cadenza settimanale.&lt;br /&gt;E' inoltre presente una &lt;a href="http://www.facebook.com/pages/NovAtlantis/192117890406"&gt;pagina su Facebook&lt;/a&gt; e un &lt;a href="http://twitter.com/#search?q=%23NovAtlantis"&gt;canale su Twitter&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le altre due novità invece riguardano la produzione letteraria della sottoscritta, ormai ai minimi termini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' finalmente uscita l'antologia di autrici femminili dedicata ai Miti di Cthulhu, in cui è stato inserito anche un mio racconto.&lt;br /&gt;La raccolta si chiama "Le figlie di Cthulhu" ed è edita dalla Dagon Press.&lt;br /&gt;Sul blog di&lt;a href="http://studilovecraftiani.blogspot.com/"&gt; Studi Lovecraftiani&lt;/a&gt; potete leggere l'&lt;a href="http://studilovecraftiani.blogspot.com/2009/10/le-figlie-di-cthulhu-racconti.html"&gt;annuncio&lt;/a&gt; relativo al libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, ma non meno importante, ho partecipato a un piccolo contest "fatto in casa" per scrivere l'ultima parte di un racconto a puntate finalizzato a pubblicizzare l'ultimo supplemento di Sine Requie.&lt;br /&gt;Potete scaricare il file &lt;a href="http://www.serpentariumgames.com/downloads/Gioco%20delle%20news%20IV%20Reich.pdf"&gt;IV Reich: Il Gioco delle News&lt;/a&gt; dal sito della &lt;a href="http://www.serpentariumgames.com/index.htm"&gt;Serpentarium Game&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, sembra che non ho fatto nulla in questi mesi, invece ho trovato semplicemente altri modi per cazzeggiare! ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ogni modo, ho una discreta intenzione di tornare su queste pagine, non tanto per pubblicare racconti che non sto scrivendo, ma per recensire (o meglio commentare) alcuni libri che mi sono capitati sotto mano in questo periodo. La novità più grande è infatti la ripresa della mia vita di lettrice, prima che quella di scrittrice. Mi sento profondamente ignorante nel campo letterario e sto assorbendo ogni pagina con avidità.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe riuscire a commentare alcuni di questi libri con qualche interessato, chissà se arriverà qualcuno a lurkare questo blog nei prossimi giorni. ;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-4950687204954853631?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/4950687204954853631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=4950687204954853631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4950687204954853631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4950687204954853631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/11/semplicemente-news.html' title='Semplicemente... news'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_k0KGbSR2SO8/Svq0U8_BhdI/AAAAAAAAACA/ytBMRFcVSKA/s72-c/logo-fb-pencil.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-349935171771872552</id><published>2009-04-10T15:35:00.003+02:00</published><updated>2009-12-17T13:00:54.670+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='religione'/><title type='text'>Erri De Luca - In nome della Madre</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.sbt.ti.ch/all/vetrina/50961.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.sbt.ti.ch/all/vetrina/50961.jpg" width="122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;E' con ancora gli occhi lucidi dalla commozione che chiudo il libro e inizio a scrivere. Avevo iniziato a pensare come organizzare questa piccola recensione, ma voglio riversare le parole così come scaturiscono dai miei pensieri confusi ma lucidi.&lt;br /&gt;Penso che i libri, certi libri, arrivino nella nostra vita al momento giusto, quando si crea dentro di noi uno spazio creato appositamente per accoglierli e farli nostri, assimilarli e rielaborarli. E così è per questo piccolo romanzo/omaggio a Maria, un regalo di Natale che è rimasto fino ad ora sul comodino, a pochi giorni da Pasqua.&lt;br /&gt;Suona strano leggere il racconto di una gravidanza in prima persona scritto da un uomo, in effetti mi sono ritrovata più volte a pensare che una donna avrebbe descritto alcune emozioni in modo molto diverso. Ripensandoci, invece, credo che questa differenza di sentire appartenga a me nello specifico. Leggo di sensazioni riferite da tante donne, che sentono il rapporto col proprio figlio in modo elitario, un legame incondivisibile con chiunque altro, unico e privilegiato. Credo che non sarà così, non riesco a vivere questo pensiero come se fosse mio e mio soltanto, non mi appartiene e non è a mio uso e consumo. Non si può mascherare l'egoismo con la parola amore, non si può dire "mio" per qualcosa che non ci appartiene veramente, neanche la prima notte, neanche nel primo abbraccio, neanche prima quando si è un tutt'uno inscindibile. Forse il tempo e l'esperienza mi smentirà, non è una guerra d'opinione, è solo il mio sentire di "ora e qui".&lt;br /&gt;E forse queste riflessioni sono veramente sbuffi di vapore di poco conto, se ogni parola di questo breve libro è riuscita a commuovermi e farmi sognare. E' una poesia lasciata scorrere in una prosa semplice, dalla punteggiatura imprecisa, così come i pensieri si susseguono senza ordine, nonostante i nostri sforzi. Il testo sembra caotico e trascurato, eppure si avverte che nulla è lasciato al caso, che parole, virgole e pause sono esattamente lì dove dovrebbero essere.&lt;br /&gt;Ma al di là dei giudizi sulla forma, è un libro che non mi sentire di consigliare né sconsigliare a nessuno. Non lo si legge per passare il tempo o per farsi raccontare una bella storia. Quando l'ho aperto non mi aspettavo nulla, se non di guardarmi ancora una volta allo specchio, uno senza cornici e senza chiodi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-349935171771872552?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/349935171771872552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=349935171771872552' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/349935171771872552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/349935171771872552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/04/erri-de-luca-in-nome-della-madre.html' title='Erri De Luca - In nome della Madre'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-4665821437648589422</id><published>2009-04-02T09:27:00.002+02:00</published><updated>2009-12-17T12:57:57.242+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monografie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia antica'/><title type='text'>Frédéric Durand - I Vichinghi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.laterradierin.it/eireann/wp-content/uploads/2007/09/vic.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.laterradierin.it/eireann/wp-content/uploads/2007/09/vic.jpg" width="119" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Seguendo il filone di interesse per una cultura così lontana e così affascinante, ho letto l'ennesimo libro "documentario" sui Vichinghi.&lt;br /&gt;Nonostante abbia l'aspetto di un prontuario sintetico, si è prestato molto bene alla lettura, nonostante lo stile un po' troppo arzigogolato dell'autore.&lt;br /&gt;Ma se la forma non mi ha convinta del tutto, i contenuti sono andati incontro alla perfezione alle mie aspettative.&lt;br /&gt;Avevo bisogno di documentarmi in modo pratico su alcuni aspetti della cultura nordica, al di là del mito e delle leggende, e questo testo mi ha soddisfatta in pieno.&lt;br /&gt;Nella prima parte viene trattato l'aspetto prettamente storico, che mi aspettavo noioso e colmo soltanto di sterili nozioni, invece mi sono trovata a elaborare idee e immagini grazie a descrizioni sintetiche ma efficaci di una cultura sempre in movimento e in mutazione.&lt;br /&gt;Ancora più entusiasmante il resto del libro, riguardante prettamente lo stile di vita e la cultura. Ho scoperto dettagli che non mi sarei mai aspettata e mentre scorrevo le ultime pagine, sono riuscita finalmente a mettere ordine ad alcune idee.&lt;br /&gt;Insomma, consigliato a chi voglia una panoramica sintetica ma completa sull'argomento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-4665821437648589422?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/4665821437648589422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=4665821437648589422' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4665821437648589422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4665821437648589422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/04/frederic-durand-i-vichinghi.html' title='Frédéric Durand - I Vichinghi'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1887300145728881402</id><published>2009-03-06T11:14:00.004+01:00</published><updated>2009-03-06T11:21:53.026+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantascienza'/><title type='text'>Rysern – L'inverno di giada</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://images.elfwood.com/art/b/l/blackapple/elfeye.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 262px; height: 118px;" src="http://images.elfwood.com/art/b/l/blackapple/elfeye.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dalla finestra filtrava un alone di luce funerea, ultimi rimasugli di un crepuscolo grigio e afoso. Jorbel inarcò la schiena fradicia di sudore, staccandola dalla tela della poltrona, nell'illusione di trovare un po' di sollievo, ma scoprendo di avere la maglietta appiccicata alla pelle. Allungò un braccio e ne pizzicò un lembo, tirando per scollarsela di dosso. Sbuffò di insofferenza e si alzò per prendere una birra fresca, gettando nel lavandino quella rimasta nella lattina che teneva in mano, ormai sgasata e calda come piscio.&lt;br /&gt;Passando di fronte all'anta di vetro unto del mobiletto perennemente vuoto che avrebbe dovuto fungere da dispensa, si soffermò qualche secondo a osservare il riflesso del suo viso, stanco e privo di energia. Le borse sotto agli occhi sembravano sempre più pesanti e i capelli bianchi parevano moltiplicarsi di giorno in giorno. Era ormai convinto che allo scoccare del quarantesimo anno non gli sarebbe rimasto in testa un solo capello castano.&lt;br /&gt;Si rigettò sulla poltrona, cercando di focalizzarsi sullo stupido programma televisivo che, a giudicare dalla scenografia, doveva essere costato un bel po' di soldi. Sorrise osservando i draghi di vetroresina, le fiammate di luce multicolore, l'abito argenteo della presentatrice ricamato a piccole scaglie, che dava l'impressione di un manto draconico lavorato dalla più pregiata industria conciaria gnomica. Peccato che le industrie gnomiche non potessero permettersi il lusso di lavorare al di fuori delle loro tane infognate nei cunicoli sottostanti la città.&lt;br /&gt;Una smorfia di disgusto si sostituì all'espressione di insofferenza che il caldo aveva dipinto sul volto di Jorbel. Si ritrovò a riflettere ancora una volta sulle assurde limitazioni imposte a tutti, umani compresi, dalla cosiddetta civiltà di cui faceva parte. Le altre razze erano in possesso di conoscenze che avrebbero fatto compiere alla tecnologia aerospaziale un tale balzo in avanti da far impallidire i primi tentativi di viaggi interplanetari, ancora troppo difficoltosi e costosi. Se solo avesse potuto attingere direttamente alle risorse tecnologiche di nani, token, gnomi, sirdeni, ma soprattutto degli elfi, avrebbe potuto indirizzare la sua ricerca verso lidi un po' meno incerti delle azzardate ipotesi su cui si stava basando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un lampo lacerò la quiete della stanza ormai buia, costringendo Jorbel a ripararsi gli occhi con le mani. Non provò nemmeno l'impulso di allontanarsi; rimase semplicemente seduto, inchiodato alla poltrona come una grottesca e scomposta scultura. Riaprì le palpebre a fatica. Le dita ancora tremanti davanti al viso non gli permettevano di mettere a fuoco la scena che gli si era parata d'innanzi.&lt;br /&gt;Quattro elfi, tutti vestiti con un lungo cappotto grigio dal colletto rigido, quasi a farsi beffe della canicola, erano in piedi di fronte a lui, con gli occhi verdi come gelida acqua di laguna fissi sul suo viso contratto in una smorfia di stupore e spavento. Uno degli elfi si distingueva per una ciocca argentea che spiccava sulla lunga capigliatura corvina, incorniciando il lato sinistro del viso. Un particolare quasi insignificante ma che lo investiva in qualche modo di un'autorità intrinseca. Fu però un altro a rapire completamente l'attenzione di Jorbel, per l'oggetto sconosciuto che impugnava come fosse un'arma, puntata proprio contro di lui.&lt;br /&gt;Provò a balbettare qualche parola, mentre una calca inestricabile di sensazioni si faceva strada attraverso il suo corpo, strattonandolo tra lo stupore, la paura, fremiti di impazienza e l'atavico istinto di fuggire.&lt;br /&gt;Fu l'elfo dalla ciocca color argento a prendere la parola, intonando le sillabe una dietro l'altra come una meccanica cantilena. Pareva stesse recitando una filastrocca imparata a memoria in una lingua evidentemente diversa dalla propria, forse addirittura sconosciuta.&lt;br /&gt;- Il Dottor Jorbel Gullen?&lt;br /&gt;- Sì, sono... - deglutì - sono io.&lt;br /&gt;L'elfo parve soppesare la sua risposta, evidentemente cercando di capire il significato delle sue smozzicate parole. D'istinto, Jorbel mosse la testa su e giù, per rafforzare il concetto. L'elfo parve soddisfatto e diede un lieve colpetto sulla spalla del suo collega, che alzò leggermente il tiro dell'inquietante pistola.&lt;br /&gt;- N-no, no! Aspettate un attimo! Che significa? Che volete?&lt;br /&gt;Scosse le mani in un gesto tremante e sconnesso, mostrando i palmi in segno di resa. Balbettò qualche parola, poi trattenne il fiato quando i due elfi si guardarono esitanti negli occhi. Gli altri due erano rimasti immobili in silenzio e per Jorbel era come se non fossero mai esistiti, ma ecco che uno di loro fece un passo avanti. Il suo sguardo era quello di chi aveva afferrato la situazione e si accingeva a sbrogliare una matassa. Jorbel annuì fiducioso nella sua direzione, colmo di una speranza che non immaginava nemmeno lontanamente di possedere.&lt;br /&gt;Li sentì parlare sommessamente nel loro linguaggio fluido e musicale. Poteva solo intuire la severità dell'argomento, ma avrebbe potuto benissimo essere un poema che narrava di eventi favolosi e romantici, tanto le parole scivolavano leggere come veli di seta nell'aria. Quando l'elfo che pareva averlo graziato si rivolse a lui, Jorbel percepì lo sforzo e il disgusto che quell'essere stava sopportando pur di farsi comprendere. Si sentì profondamente in imbarazzo tanto gli sembrò rozza la propria lingua rispetto a quella elfica.&lt;br /&gt;- Dottor Gullen, forse c'è stato un malinteso.&lt;br /&gt;- Che genere di malinteso? - chiese con diffidente sottomissione.&lt;br /&gt;- Cosa sa lei del progetto “Rysern”?&lt;br /&gt;- Progetto “Rysern”? Non credo di averne mai sentito parlare...&lt;br /&gt;Jorbel rimase pensieroso, sinceramente concentrato su quella parola che non riusciva a evocargli nulla di significativo.&lt;br /&gt;- Dottor Gullen, ne è sicuro?&lt;br /&gt;Lo sguardo dell'elfo assunse un'espressione dubbiosa e la domanda suonò tremendamente retorica. Jorbel era certo che se avesse mentito, non solo se ne sarebbe accorto, ma probabilmente avrebbe revocato la grazia appena concessa.&lt;br /&gt;- Non ho veramente idea di che cosa stiate parlando - rispose col tono più arrendevole di cui era capace.&lt;br /&gt;- Allora forse ci siamo veramente sbagliati. In effetti, - aggiunse sornione - lei non ha l'espressione di chi sta lavorando a un progetto a danno della nostra razza.&lt;br /&gt;- Assolutamente no! Non potrei neanche lontanamente pensare a un tale progetto.&lt;br /&gt;Sollevato e fiducioso, tentò quindi di giocarsi la sua carta migliore:&lt;br /&gt;- Non avete idea di quanto ammiri voi elfi, sul serio! Ho sempre portato avanti i miei studi ispirandomi alla vostra tecnologia, così elegante e funzionale, e soprattutto...&lt;br /&gt;L'elfo lo bloccò con un gesto della mano:&lt;br /&gt;- Non importa dottor Gullen, abbiamo compreso, non serve che ci aduliate in questo modo.&lt;br /&gt;- No, no, mi state fraintendendo! Sul serio, ho sempre pensato a voi come gli unici ad aver raggiunto la sintesi armonica di scienza e arte, creando una forma di tecnologia che noi non ci sogniamo neanche lontanamente.&lt;br /&gt;L'elfo si mostrò sinceramente sorpreso e parve ammorbidirsi, sorridendo a Jorbel e rivolgendosi a lui con una nota di dolcezza nella voce. Per un istante Jorbel ebbe l'impressione che gli stesse parlando in elfico. Si avvicinò alla poltrona vuota di fianco a quella di Jorbel, si sedette e gli sorrise.&lt;br /&gt;- A questo punto, dottor Gullen, sono curioso. Su cosa sta lavorando?&lt;br /&gt;Jorbel non aspettava altro dal primo giorno in cui aveva messo piede nei laboratori della facoltà di ingegneria aerospaziale, ma mai avrebbe osato sperarlo veramente. Con la coda dell'occhio notò gli altri elfi che si accomodavano sulle sedie attorno al tavolo da pranzo e si vergognò dello squallore della sua abitazione. Dissimulando l'imbarazzo, si costrinse a fissare gli occhi verde giada dell'elfo che si era seduto accanto a lui.&lt;br /&gt;- A dire il vero sto studiando una nuova teoria per i viaggi interstellari.&lt;br /&gt;- Davvero? La vostra tecnologia è ancora indietro, arrivate a malapena ai pianeti più vicini e non con poche difficoltà. E ormai gran parte delle vostre teorie sono state accantonate o ritenute impraticabili allo stato attuale delle cose.&lt;br /&gt;- Ho elaborato un'ipotesi che a quanto pare ci permetterebbe di sorvolare sulla gran parte dei dilemmi teorici e degli impedimenti tecnici.&lt;br /&gt;- Dev'essere qualcosa di assolutamente nuovo allora. Su cosa si basa la vostra teoria dunque?&lt;br /&gt;- Sul semplice fatto che voi elfi viaggiate senza problemi nello spazio e, sospetto, nel tempo.&lt;br /&gt;L'elfo si irrigidì. Parve soppesare l'ultima frase in cui Jorbel pareva aver riversato tutta la sua soddisfazione per il risultato intellettuale a cui era giunto. Tornò a sorridere, rilassandosi appena sulla poltrona.&lt;br /&gt;- Ma dottor Gullen, noi abbiamo la magia.&lt;br /&gt;- Esattamente! Io voglio utilizzare la magia, esattamente come fate voi.&lt;br /&gt;Il sorriso che gli si stampò in faccia lasciava trasparire una determinazione che lasciò l'elfo senza parole. Vedendo che questi rimaneva con lo sguardo fisso su di lui, Jorbel pensò di aver detto una parola di troppo. Cercò quindi di giustificarsi:&lt;br /&gt;- In realtà, non intendevo dire esattamente come voi, ma piuttosto ispirarmi al modo in cui voi utilizzate la magia per ampliare le potenzialità della tecnologia, facendo, per così dire, chiudere un occhio alla natura e alle leggi della fisica.&lt;br /&gt;L'elfo non perse l'espressione interdetta, ma si mostrò comunque interessato al discorso del ricercatore.&lt;br /&gt;- Perdoni la mia domanda forse irrispettosa nei suoi confronti, ma in che modo pensa di poter attingere alla magia? Lei non è certo uno studioso di arti magiche, tanto meno mi sembra dotato di potere innato, cosa non frequente, ma nemmeno impossibile.&lt;br /&gt;- E' qui che viene il bello! - Jorbel sobbalzò sulla poltrona, quasi a voler spiccare un salto verso il cielo tanto agognato. - Credo di aver trovato un modo per utilizzare la magia senza conoscerla o possederla intrinsecamente. Vedete, ogni qualvolta si attinge a una fonte di potere, che sia esterna o congenita, soltanto una parte dell'energia viene sprigionata come effetto magico, mentre una quantità indefinita viene dispersa. Anche la magia, in sostanza, è sottoposta alla dura legge del rendimento, e per quanto si possa aver affinato la propria arte, sarà comunque impossibile sfruttare l'energia nella sua totalità. Se il calore non può però essere recuperato, se non in minima parte, è invece possibile farlo con l'energia magica. Ora, io credo di sapere come effettuare questo procedimento e i primi risultati sono senz'altro incoraggianti.&lt;br /&gt;Nella stanza calò un silenzio imbarazzato. L'elfo osservava Jorbel con uno sguardo gelido, nonostante il sorriso non fosse scomparso dal suo volto. Sembrava che stesse cercando di leggergli la mente, alla ricerca di una parvenza di veridicità nelle sue parole.&lt;br /&gt;- Io, ecco... mi rendo conto che possa suonare assurdo, ma vi posso assicurare che ci sono ampi margini di successo.&lt;br /&gt;- Mi perdoni dottor Gullen, ma non vedo proprio come sia possibile. Lei è convinto che noi elfi integriamo le conoscenze tecnologiche con quelle magiche, ma le assicuro che è in grave errore. Ciò che noi rendiamo possibile evadendo le leggi naturali è dovuto soltanto a un uso accurato e sapiente dell'arte magica. La nostra tecnologia non c'entra nulla. Sarà forse differente da quella di uso comune, ma non basterebbe di certo a raggiungere risultati tanto eclatanti.&lt;br /&gt;Jorbel parve disorientato. Erano mesi che lavorava a quel progetto, anni interi che vi ragionava sopra, e tutti i conti sembravano tornare, come anche i risultati dei primi esperimenti. Tentò qualche balbettante parola di riscossa, ma gli uscì dalla gola soltanto un verso soffocato, mentre il volto era ormai immerso in un torrido bagno di sudore.&lt;br /&gt;L'elfo venne in suo aiuto:&lt;br /&gt;- Per carità, non mi fraintenda, non sto dicendo che il suo lavoro è del tutto inutile, probabilmente parte della teoria potrebbe essere riciclabile, ma così com'è parrebbe posta su un presupposto del tutto errato. Mi piacerebbe molto rimanere qui per approfondire l'argomento, sono molto attratto dal metodo di lavoro che adottate nei vostri laboratori, ma suppongo che i miei compagni di viaggio stiano esaurendo la pazienza.&lt;br /&gt;Si voltò indietro, come a voler controllare di persona se fossero effettivamente contrariati per la lunga attesa. I loro volti glaciali e senza espressione sembravano il ritratto dell'inverno più spietato e forse durante le ere glaciali l'intero pianeta aveva assunto gli stessi riflessi freddi e scintillanti di quegli occhi, che risplendevano sulla loro pelle evanescente come gocce di giada incastonate su cammei d'avorio.&lt;br /&gt;Qualche breve parola risuonò tra loro e Jorbel ne carpì ancora una volta soltanto il suono, brevi stralci di un salmodiare dal sapore ancestrale.&lt;br /&gt;L'elfo si voltò nuovamente verso di lui, sempre sorridendo:&lt;br /&gt;- A quanto pare non avevo torto. Ma la discussione mi interessa oltremodo, per cui, se non le dispiace, rimarrei qui per portarla avanti, mentre i miei colleghi torneranno ai loro impegni.&lt;br /&gt;Gli occhi di Jorbel brillarono di soddisfazione, mentre gli altri tre elfi si alzavano lentamente e si avvicinavano al centro della stanza. Uno di loro, quello col ciuffo di capelli argentati, intonò un salmo dal tono decisamente più incisivo e un disco luminoso apparve di fronte a loro, simile a un fluttuante specchio di energia lattiginosa. Le creature accennarono un saluto, più diretto al loro compagno che a Jorbel, rimasto imbambolato, lo sguardo adorante, davanti a quel prodigio della razza elfica. Uno dopo l'altro entrarono nel disco, sparendo dalla stanza e chiudendo il portale dopo il passaggio del terzo viaggiatore.&lt;br /&gt;- E' spettacolare - sibilò Jorbel con un raschio in gola per l'emozione.&lt;br /&gt;- No, dottor Gullen, è semplicemente magia, proprio ciò di cui stavamo parlando prima. Mi vorrebbe veramente far credere di essere in grado di riprodurre un effetto simile soltanto incanalando l'energia magica in qualche astruso macchinario?&lt;br /&gt;La domanda dell'elfo, benché dal tono retorico, non era affatto beffarda o supponente. Sembrava sinceramente colpito dalle affermazioni di Jorbel, curioso e scettico allo stesso tempo.&lt;br /&gt;- A dire il vero, ora mi sento un po' confuso. Eppure sono convinto che se mi lasciasse spiegare, potrebbe vedere coi suoi occhi quanto la teoria non sia campata in aria.&lt;br /&gt;- Guardi, per quanto possa suonare poco ortodosso alle orecchie dei puristi, devo confessarle che se la struttura del progetto è veramente valida come sostiene, potrei indirizzarla meglio nelle sue ricerche, in modo da raddrizzare la rotta e giungere a un risultato concreto.&lt;br /&gt;Jorbel gongolava, non avrebbe mai potuto sperare in un tale aiuto. Si alzò di scatto, scusandosi per l'agitazione, recuperò alcuni fogli di malacopia e una matita da sopra il tavolo e tornò a sedersi al suo posto. Avvicinò il tavolino e si appoggiò sul ripiano di vetro ricoperto di impronte e polvere. Cominciò a vergare schemi con tratti brevi e nervosi, mentre la spiegazione fluiva sciolta e ordinata.&lt;br /&gt;Man mano che l'uomo esponeva la sua teoria l'elfo, sempre più ricettivo, si sporse sugli schemi, tanto che le teste dei due vennero a trovarsi a pochi centimetri l'una dall'altra. Quando Jorbel alzò lo sguardo per sincerarsi che il suo interlocutore lo stesse seguendo adeguatamente, si ritrovò a fissare il verde dei suoi occhi. Ne rimase talmente intimidito da riabbassare subito lo sguardo e continuare l'esposizione del progetto. Impiegò quasi un'ora per terminare la lunga discussione comprensiva di premesse e note aggiuntive, ma infine si sentì decisamente soddisfatto per il risultato. Anche l'elfo sembrava dello stesso parere, tanto i suoi occhi brillavano.&lt;br /&gt;- E' stupefacente dottor Gullen, veramente un ottimo lavoro. Voglio sperare che i disegni originali siano ben custoditi e lontani da sguardi indiscreti.&lt;br /&gt;- Non si preoccupi per questo, ho preso tutte le precauzioni del caso. Nessuno vi può accedere tranne il sottoscritto.&lt;br /&gt;L'elfo sorrise con slancio e disse qualche parola nella sua lingua, forse un apprezzamento sovrappensiero, ma quando i suoi tre compagni comparvero improvvisamente al centro della stanza, nel punto esatto dove Jorbel li aveva visti imboccare il portale, gli fu chiaro che non se ne erano mai andati.&lt;br /&gt;L'elfo di fianco a lui fece un lieve cenno del capo a quello armato, che alzò lo strumento sconosciuto in direzione dell'umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricerca fu lunga e infruttuosa. I quattro elfi avevano frugato ogni angolo della casa, tirandone fuori ogni sorta di appunti, libercoli e notazioni sul teletrasporto elfico e relative ipotesi di funzionamento. Erano arrivati al dottor Gullen durante la loro incessante indagine alla ricerca della scia di una fuga di notizie riguardo al progetto “Rysern” e si erano trovati di fronte un ricercatore che era riuscito a intuire il segreto della loro tecnologia. Gli elfi avevano sempre agito in modo da lasciar intendere che fosse soltanto la magia a permettere loro di utilizzare forme di teletrasporto anche su distanze enormi e mai si sarebbero aspettati che un umano avrebbe compreso la complessa integrazione con conoscenze scientifiche avanzate. Sapevano però che gli umani sarebbero giunti prima o poi a comprendere le dinamiche del viaggio interstellare e per questo avevano dato inizio a “Rysern”, l'Inverno di Giada, un progetto finalizzato a mantenere il livello tecnologico degli uomini sempre a un passo di distanza dalla scoperta definitiva o dalla realizzazione di un'ipotesi funzionante.&lt;br /&gt;Individuavano le piste da seguire grazie a elaborate divinazioni in cui emergevano i nomi di coloro che potevano compromettere la sicurezza delle comunità elfiche dislocate in luoghi troppo lontani perché le semplici astronavi umane potessero giungervi. Una volta che una pista era verificata, non rimaneva altro da fare che eliminare ogni possibilità di sviluppo. Fino a quel momento però si erano scontrati soltanto con teorie campate per aria o troppo complesse per vederle realizzate entro periodi ragionevolmente brevi. Inoltre la minaccia di morte era più che sufficiente per ricavare facili confessioni.&lt;br /&gt;Il dottor Gullen era stato una sorpresa. Stavano per lasciarlo nel suo salotto squallido, con ancora la bocca spalancata per lo stupore, quando si erano trovati di fronte a una delle teorie più azzardate ma più concrete che avessero mai ascoltato. Il rischio che i suoi studi andassero in porto era decisamente troppo elevato.&lt;br /&gt;Si avvicinarono al cadavere seduto sulla poltrona con la testa piegata da un lato e lo sguardo vitreo perso nel vuoto. L'elfo dal ciuffo argenteo gli posò una mano sulla fronte coperta di fredde perle di sudore e lasciò la vagare propria mente nei ricordi del morto. Non trovò alcun riferimento a disegni o scritti lasciati dal dottor Gullen e sollevò la mano dalla sua fronte con una smorfia di disappunto. Uno dei suoi compagni si caricò in spalla il cadavere e seguì gli altri nel portale luminoso che era stato aperto al centro della stanza. Uno dopo l'altro attraversarono la soglia di luce eburnea, lasciando dietro di sé un mucchio di fogli bianchi e una matita dalla punta consumata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipante al concorso "Sanctuary" per la &lt;a href="http://www.asengard.it/" target="_blank"&gt;Asengard Edizioni&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1887300145728881402?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1887300145728881402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1887300145728881402' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1887300145728881402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1887300145728881402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2009/03/rysern-linverno-di-giada.html' title='Rysern – L&apos;inverno di giada'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-4467700509095007067</id><published>2008-11-20T13:03:00.003+01:00</published><updated>2009-12-17T12:54:56.046+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa di viaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antologie'/><title type='text'>Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://rcslibri.corriere.it/bompiani/_minisiti/coelho/zahir/copertine/manuale.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://rcslibri.corriere.it/bompiani/_minisiti/coelho/zahir/copertine/manuale.gif" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ecco un altro libro che ha richiesto mesi di brevi letture e lunghe riflessioni per essere digerito.&lt;br /&gt;Ho cominciato a leggerlo durante le vacanze estive e l'ho terminato ieri sera, a volte andando indietro a rileggere alcune pagine.&lt;br /&gt;Devo dire che non ho una smisurata simpatia per Coelho, nonostante a suo tempo mi piacque tantissimo "L'Alchimista", perché trovo che il suo modo di scrivere sia finalizzato a complicare i concetti più semplici, portando il lettore in una condizione di inferiorità, facendolo quasi sentire stupido di fronte a rivelazioni tanto importanti ma altrettanto incomprensibili. Ma suppongo che il suo successo sia stato determinato anche da questo, senza nulla togliere al suo stile e alla sua bravura, che comunque non metto assolutamente in discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di cosa parla in sostanza questo libretto di 150 pagine?&lt;br /&gt;E' una raccolta di cosiddette perle di saggezza, in cui l'autore definisce, tramite immagini più o meno evocative, che cos'è un guerriero della luce, ovvero un individuo come tanti, come tutti in fondo, che porta avanti il suo cammino di scoperta personale con costanza e fiducia.&lt;br /&gt;La soggettività con cui ciascuno di noi può recepire i messaggi riportati in questo libro porta crea uno stato emotivo particolare, perché si ha veramente l'impressione che quelle parole siano state scritte per noi.&lt;br /&gt;Credo sia un po' come gli oroscopi, dove ognuno rivede qualcosa di sé e della propria vita, rielaborando i dettagli sulle proprie esperienze e aspettative.&lt;br /&gt;Pagina dopo pagina, si vanno a percuotere le corde personali del lettore tramite l'utilizzo di immagini appositamente specifiche ma lasciate indefinite nei particolari, permettendo un'immedesimazione quasi totale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo dire che mi piacerebbe avere dei feed-back a riguardo, se altri si sono riconosciuti appieno nel libro (confermando la mia ipotesi) oppure se è stata una pura casualità.&lt;br /&gt;Attendo commenti. &lt;img alt="" border="0" class="inlineimg" src="http://www.dragonslair.it/forum/images/smilies/icon_wink.gif" title="Wink" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-4467700509095007067?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/4467700509095007067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=4467700509095007067' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4467700509095007067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/4467700509095007067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/11/paulo-coelho-manuale-del-guerriero.html' title='Paulo Coelho - Manuale del guerriero della luce'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-2889004159539956296</id><published>2008-09-10T16:00:00.004+02:00</published><updated>2009-12-17T12:51:38.289+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantastico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biografie'/><title type='text'>Mikael Niemi - Musica rock da Vittula</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.feltrinellieditore.it/fs/cover/im/0/88-07-81876-0.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.feltrinellieditore.it/fs/cover/im/0/88-07-81876-0.gif" width="126" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ecco uno di quei libri che ti consigliano caldamente e che non hai mai sentito nominare (e che forse proprio per questo pensi che possa valerne la pena, visto che non è il classico "l'han letto tutti &lt;u&gt;quindi&lt;/u&gt; è bellissimo").&lt;br /&gt;Il romanzo si apre con una scena d'alta montagna, la scalata di una cima nepalese, tra freddo e ghiaccio e già la mia mente cade in fibrillazione: montagna e musica nello stesso libro, non posso che andare avanti fiondata nella lettura!&lt;br /&gt;Ed ecco dipanarsi una storia dove, quasi inutile dirlo, la maggior parte di noi riesce a identificarsi: le scoperte che portano dall'infanzia all'adolescenza, i dubbi e i colpi di testa, ma soprattutto... la musica!&lt;br /&gt;Non poteva arrivare un pungolo più pressante, in un momento di bilancio e di voglia di fare come questo, per tornare a pensare seriamente alla musica.&lt;br /&gt;E se un libro è in grado di raschiare l'animo riacutizzando desideri e passioni, non può altro che essere un libro bello, semplicemente bello.&lt;br /&gt;Se poi è anche scritto magistralmente, con alcune metafore che lasciano veramente a bocca aperta, vale sul serio la pena di leggerlo. E di ascoltarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-2889004159539956296?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/2889004159539956296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=2889004159539956296' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2889004159539956296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2889004159539956296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/09/mikael-niemi-musica-rock-da-vittula.html' title='Mikael Niemi - Musica rock da Vittula'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-8642598587866754247</id><published>2008-09-02T12:04:00.003+02:00</published><updated>2009-12-17T12:46:19.978+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monologhi teatrali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>Alessandro Baricco - Novecento. Un monologo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/alessandrobaricco/images/libri/Novecento_large.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://digilander.libero.it/alessandrobaricco/images/libri/Novecento_large.jpg" width="121" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ho letto il libro in una mattinata di mare, dopo aver visto un paio di volte &lt;i&gt;La leggenda del pianista sull'oceano&lt;/i&gt;, uno di quei film che capita di guardare per caso per poi innamorarsene perdutamente.&lt;br /&gt;Per quanto mi avessero già detto che il libro altro non è che il monologo che si snocciola lungo il film, è stato comunque sorprendente rivivere l'atmosfera, i suoni e le sensazioni attraverso le frasi brevi ed efficaci di Baricco. Il testo contiene il ritmo stesso della musica che riempie il film, tanto da dare l'impressione che gli spartiti siano nati come conseguenza diretta del ritmo narrativo.&lt;br /&gt;Non mi rimane che riguardare il film, per farmi trasportare un'altra volta dalle note convulse e commoventi del jazz.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-8642598587866754247?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/8642598587866754247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=8642598587866754247' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8642598587866754247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8642598587866754247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/09/alessandro-baricco-novecento-un.html' title='Alessandro Baricco - Novecento. Un monologo'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-6686496635384610202</id><published>2008-07-21T21:33:00.004+02:00</published><updated>2009-12-17T12:44:01.909+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manuali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mitologia'/><title type='text'>Snorri Sturluson - Edda</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://media.hoepli.it/hoepli/small/978/8845/9788845900952.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://media.hoepli.it/hoepli/small/978/8845/9788845900952.jpg" width="127" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ho approcciato questo testo di mitologia nordica dopo una rapida lettura di un volumetto della collana Atlanti di Mitologia riguardante appunto i "Miti del Nord".&lt;br /&gt;L'interesse motore di queste letture si snoda su vari piani, il primo fra tutti quello di ricerca letteraria, ma anche quello della necessità di un'ispirazione mirata e, non ultimo, di curiosità personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che mi sono trovata di fronte non corrispondeva assolutamente alle aspettative. Siamo abituati a immagini epiche e grandiose quando si fa riferimento alla mitologia scandinava, forse condizionati dal modo di vedere altri miti, come quelli greci, dove le divinità, seppur coi loro difetti, sono indubbiamente eleganti e trasudanti fascino.&lt;br /&gt;Le divinità nordiche sono tutt'altro che permeate da un alone di bellezza divina, tanto da risultare, in più di un'occasione, alquanto ridicole.&lt;br /&gt;Gesta epiche sono narrate con una semplicità disarmante, arricchite di particolari a volte insignificanti, altre volte addirittura contrastanti con il contesto in cui si trovano.&lt;br /&gt;Non posso nascondere una certa delusione durante l'approccio iniziale, delusione che però ha lasciato il posto a una curiosità sempre maggiore.&lt;br /&gt;Ho sentito difatti questo mondo molto distante, molto diverso dal mio modo di vivere la mitologia, e per questo ritengo possa nascondere un fascino che non mi si è ancora palesato, ma che non escludo possa risultare fonte di stupore e di una conoscenza con cui finora non sono entrata in contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto di cui invece ero già a conoscenza è il concetto di destino, di predestinazione. E' sconcertante, per una cultura abituata alla concezione di un destino costruito giorno per giorno, in dipendenza esclusiva della propria volontà, trovarsi di fronte a un tale fatalismo, a una rassegnazione da cui neanche gli dei possono sottrarsi.&lt;br /&gt;Ma è una rassegnazione che non comporta prostrazione, perché ogni cosa è vissuta in un ciclo senza fine, dove ciò che muore rinasce. Anzi, vita e morte sono condizioni contemporanee, perché ciò che rinascerà è come se fosse già vivo, e ciò che morirà può essere considerato già morto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'assenza di una precisa linea cronologica è un altro aspetto che mi ha spiazzata e incuriosita. Alcuni avvenimenti narrati in successione sembrano non possedere una precisa collocazione temporale all'interno dei miti, come se tutto accadesse in una realtà senza tempo, senza un prima e un dopo, come se l'unico elemento importante fosse la sua realizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affrontare una mitologia siffatta mi sta costringendo a demolire luoghi comuni e aspettative letterarie, ovvero gli stessi vincoli che importo anche in ciò che scrivo. Se durante questa ricerca mi renderò conto di aver imboccato la strada sbagliata per quanto concerne il materiale da cui volevo attingere, potrò comunque ricevere il beneficio di saper affrontare gli argomenti con meno schemi mentali e forse la capacità di interpretare visioni della realtà diverse dalla mia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-6686496635384610202?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/6686496635384610202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=6686496635384610202' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6686496635384610202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6686496635384610202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/07/snorri-sturluson-edda.html' title='Snorri Sturluson - Edda'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-8741242272832885044</id><published>2008-07-14T20:52:00.003+02:00</published><updated>2009-12-17T12:39:11.318+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monografie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><title type='text'>Henri Brunel - Il metodo del gatto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i19.ebayimg.com/01/c/05/61/35/ef_8.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://i19.ebayimg.com/01/c/05/61/35/ef_8.JPG" width="126" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sei mesi per terminare un libretto di neanche 150 pagine possono sembrare un'infinità, ma ci sono libri, apparentemente leggeri e disinvolti, che richiedono di essere affrontati a piccoli passi, assaporandoli lentamente per poter assimilare al meglio il loro contenuto.&lt;br /&gt;L'autore di questo volumetto è un insegnante di yoga amante dei gatti, che ha saputo trovare la via di spiegare il rilassamento attraverso l'osservazione attenta e ammirata di queste creature.&lt;br /&gt;Non si tratta di un libro sui gatti, ma di un libro che fa del gatto un termine di misura e di confronto, uno specchio in cui rifletterci e riflettere su noi stessi.&lt;br /&gt;E' incredibile come tante volte ci ritroviamo a constatare di come le affermazioni più banali possano comunque presentarsi come delle rivelazioni. Ma proprio la semplicità di talune esternazioni ci lascia disarmati nel momento in cui comprendiamo come tali verità siano sempre esistite dentro di noi, ma non siamo mai stati in grado di focalizzarle.&lt;br /&gt;E come se vi fosse una sorta di ritmo morbido e naturale nell'irregolarità con cui ho aperto e sfogliato questo libro, è stato ancora più stupefacente constatare di volta in volta alle risposte di cui necessitavo. Ma ancor di più, lo straordinario parallelismo con ciò che stavo vivendo.&lt;br /&gt;La prima parte "A tu per tu con il quotidiano" mi ha accompagnata mentre mi trovavo ad affrontare le piccole grandi difficoltà di ogni giorno, dall'esame universitario alla telefonata irritante.&lt;br /&gt;Ma ecco, quando le necessità del mio io sono mutato, quando le domande sono traslate su un piano differente, la seconda parte, "Il viaggio interiore", che ha posto gli accenti sugli ultimi strascichi di un percorso difficile ma estremamente gratificante.&lt;br /&gt;E' indubbio come riflettiamo le nostre esperienze e il nostro sentire in ogni cosa che viviamo, ma suppongo sia un pregio di ciò che ci viene offerto l'avere la capacità di fungere da specchio per noi stessi.&lt;br /&gt;Un libro che ci permette di focalizzare meglio ciò che sentiamo è comunque un buon libro, indipendentemente dall'utilità pratica del suo contenuto.&lt;br /&gt;Se poi siete degli amanti dello yoga e degli esercizi di rilassamento, troverete sicuramente degli ottimo spunti.&lt;br /&gt;Io ne ho tratto l'ispirazione per scrivere, seppur poche pagine, nate però con spontaneità e desiderio di comunicare le mie emozioni. La serenità e l'ironia con cui Brunel ha voluto comunicare le proprie mi ha permesso di sorridere delle mie paranoie e delle mie paure.&lt;br /&gt;Forse, fra i tanti tipi di rilassamento, quello della scrittura è il più sottinteso ma allo stesso tempo più esplicito fra quelli indicati dall'autore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-8741242272832885044?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/8741242272832885044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=8741242272832885044' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8741242272832885044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8741242272832885044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/07/henri-brunel-il-metodo-del-gatto.html' title='Henri Brunel - Il metodo del gatto'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-2330942142418828523</id><published>2008-06-13T11:02:00.002+02:00</published><updated>2008-06-13T11:04:48.824+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Estinzione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://wiki.rpg.net/images/9/9d/Midnight_logo_image.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://wiki.rpg.net/images/9/9d/Midnight_logo_image.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Killon arrancava nei cunicoli in preda a uno stato di eccitazione e paura. I suoni della battaglia gli giungevano vivi e ben distinti, per quanto fosse certo di essersi allontanato a sufficienza. L'agitazione lo faceva cadere ogni pochi metri, ma si sforzò di proseguire. Doveva uscire a tutti i costi dalle caverne del clan o sarebbe stata la fine.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Quando l'armata degli orchi aveva superato l'ingresso alle caverne, si era scatenato il caos tra i nani e ognuno era corso a prepararsi come meglio poteva alla battaglia. Il clangore del metallo e le voci allarmate avevano riempito il complesso di caverne, mescolandosi alle grida degli invasori. La sorpresa di quell'attacco notturno era stata però presto dimenticata per lasciare posto alla violenza dello scontro, al boato del ferro portatore di morte. Gli orchi lanciavano grida selvagge, che riempivano l'animo di orrore, mentre le loro lame fendevano e straziavano con instancabile brutalità.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Killon cadde ancora una volta, graffiandosi le mani nel tentativo di appoggiarsi alla parete del cunicolo. Il sudore aveva impregnato ogni centimetro della sua pelle e ogni appiglio pareva sfuggirgli come se lo respingesse. Le gambe stanche e doloranti, più per la tensione che per la fatica, continuavano a farlo avanzare, un metro dopo l'altro finché i rumori del combattimento rimasero coperti dal suo ansimare e dal battito del suo cuore.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Finalmente era riuscito a lasciarsi veramente alle spalle lo scontro o forse semplicemente la battaglia stava volgendo al termine. Era quasi sicuro dell'esito, ma non così tanto da fidarsi a tornare indietro. Sarebbe stato sufficiente che soltanto uno fosse rimasto vivo, che per lui sarebbe stata la fine. Si sentiva un codardo, ma non se ne vergognava. L'aveva fatto per la straziante richiesta d'aiuto del suo istinto di sopravvivenza che, a suo parere, giustificava ogni cosa, anche l'aver abbandonato i propri compagni al loro destino.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Un refolo d'aria fresca lo spinse ad accelerare il passo e a proseguire verso l'uscita ormai vicinissima. Il vento notturno gli sferzò il viso come uno schiaffo quando si affacciò sul costone roccioso che scendeva verso la valle sottostante. Camminò in fretta, nonostante la stanchezza, e quasi corse quando giunse ai piedi della montagna. Il silenzio fu una consolazione di ben poca durata, spezzato dal rumore di zoccoli in avvicinamento. Individuò alcune rocce ammassate di fianco a una vecchia quercia e corse a rifugiarsi dietro quel riparo improvvisato. Il trotto divenne passo e infine i cavalli si fermarono sbruffando.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il nuovo silenzio, molto meno rassicurante del precedente, lo angosciava. Imprecò mentalmente contro il suo cuore, che sembrava fare un rumore eccessivo, ma infine ogni illusione di passare inosservato venne meno e uno degli uomini appena giunti lo adocchiò da sopra le rocce.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Vieni fuori di lì, idiota.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Io... io...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Killon sgusciò dal suo nascondiglio come una lepre che sonda apprensiva il terreno circostante.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;L'ufficiale lo squadrava dall'alto al basso, con una vena di disprezzo per quell'essere che aveva tradito il suo popolo. Killon, dal canto suo, continuava a giustificarsi, ripetendo nella mente le parole che l'uomo gli aveva detto: “Prima o poi conquisteremo la fortezza, è solo una questione di tempo. Sta a te decidere se morire nell'inutile e lungo assedio, o se aprire le porte e salvarti.”&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Hai fatto un ottimo lavoro nano.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Vi... vi ringrazio - riuscì a malapena a balbettare, avvertendo uno strozzamento in gola quando una figura ammantata di nero avvicinò il suo cavallo per scrutarlo meglio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il mantello riportava piccole rune argentee lungo il bordo e sull'estremità anteriore del cappuccio si stagliava, bianco, il simbolo dell'oscuro Izrador, ormai tristemente conosciuto da ogni gente di Eredane.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il legato scese da cavallo con movimenti lenti e controllati, mentre il suo sguardo, adombrato dal cappuccio, rimaneva fisso sul nano tremante.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Un'ombra si mosse alle sue spalle e una belva dal pelo fulvo apparve al suo fianco. Il legato accarezzò il pelo dell'animale, che lo guardò intensamente per poi posare a sua volta gli occhi scintillanti su Killon.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Non saremmo mai riusciti a entrare senza il tuo aiuto - disse il legato con voce afona, quasi roca.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Come?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Lo stupore che si dipinse sul volto del nano fece sorridere il legato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- E dire che parlano dei nani come di una razza abile e sveglia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Killon si sentiva troppo stupido per potersi in qualche modo offendere e il rossore che sentì sul viso non fece che aumentare la sua frustrazione. Fece di nuovo appello al suo spirito di sopravvivenza per mettere da parte l'imbarazzo:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Il nostro patto può quindi considerarsi concluso?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Non ancora. Gli accordi erano la completa estinzione del clan Anbek.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Ma non è rimasto più nessuno...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Le parole gli morirono in gola, mentre a un gesto della mano dell'inquisitore uno dei soldati scattò verso di lui.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Estinzione” - 22 marzo 2008&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt; Partecipante al concorso Miglior racconto breve per 'Midnight' indetto da &lt;a href="http://zaxarius.altervista.org/index.php" target="_blank"&gt;Il 5° Clone&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-2330942142418828523?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/2330942142418828523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=2330942142418828523' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2330942142418828523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2330942142418828523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/06/estinzione.html' title='Estinzione'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-3080963520406740067</id><published>2008-04-14T13:35:00.003+02:00</published><updated>2008-04-18T13:34:17.600+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>L'uomo della nebbia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.comune.molinella.bo.it/files/immagini/images/image_2_28.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.comune.molinella.bo.it/files/immagini/images/image_2_28.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p style="text-indent: 0cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;I bambini di Sheldomville, come ogni sera, si infilarono sotto le coperte timorosi del buio, perché nelle ombre si nascondeva il temuto uomo della nebbia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Ogni genitore ricorreva alla terribile minaccia dell'uomo della nebbia per convincere il proprio bambino ad andare a letto senza fare capricci, facendo leva sulla suggestione che la bruma serale provocava nelle giovani menti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;In effetti Sheldomville veniva avvolta da un morbido abbraccio vaporoso al calar del sole, per poi liberarsene solo dopo l'alba, e la nebbia sembrava custodire i sonni dei popolani della valle di Arten come una coperta premurosa. Se gli adulti riuscivano a godersi il lato romantico di una tale atmosfera raccolti nelle proprie case per la cena, i bambini si affacciavano con gli occhi spalancati alle piccole finestre delle casupole, guardando l'intreccio dei fili argentei che, piano piano, si fondeva a creare un manto compatto e impenetrabile allo sguardo. Era fin troppo facile per loro riuscire a immaginare un evanescente omino senza volto che si aggirava nella coltre grigia e misteriosa, per poi insinuarsi attraverso le assi di legno e giungere fino al letto del dormiente, per dischiudere ai suoi occhi mondi terrificanti e traboccante di orrori innominabili.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Ma Jordy non aveva paura dell'uomo della nebbia e dei luoghi misteriosi di cui era messaggero. Fremeva di curiosità per quei mondi leggendari, in cui si muovevano mostri e razze da incubo. Ogni sera sperava di intravedere una piccola voluta di nebbia infilarsi nello spiraglio che si apriva nell'infisso della finestra, ma si era sempre risvegliato al mattino deluso e impaziente di veder calare di nuovo la notte. La sua fiducia era però incrollabile, perché lui aveva la prova dell'esistenza dell'uomo della nebbia e della magia di cui era portatore.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Difatti custodiva gelosamente da settimane una sfera di vetro, che aveva trovato una mattina in mezzo ai suoi giocattoli. Non aveva mai chiesto agli altri bambini di chi fosse, l'aveva semplicemente fatta sua. Aveva chiamato lo strano oggetto “palla magica” e il nome era decisamente appropriato. La sfera infatti era costituita da un rivestimento di vetro talmente sottile da sembrare quasi inesistente, mentre all'interno non si vedeva altro che un ammasso di nebbia grigia, che a volte sembrava vibrare di vita propria, lasciando intravedere il movimento di alcune volute che andavano a fondersi e morire nella massa circostante. Jordy si convinse subito che quell'oggetto meraviglioso doveva appartenere all'uomo della nebbia, un essere che viveva in mondi ammantati di magia. Non capiva la paura degli altri bambini e pensava che fossero semplicemente troppo codardi per esplorare quegli universi sconosciuti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Quella sera si infilò nel letto con la stessa speranza di poter dare una sbirciata ai mondi fantastici di cui ormai riusciva a immaginare ogni elemento e dettaglio, ogni creatura e sfumatura di colore. Quando fu sotto le coperte, si accorse che la finestra era rimasta socchiusa ma sentiva troppo freddo per alzarsi e chiuderla. Stava per chiudere gli occhi vinto dalla stanchezza, quando un fruscio attirò la sua attenzione e vide la luce lunare filtrare dalla fessura rimasta aperta e riflettersi su una voluta di fumo argenteo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Jordy trattenne il fiato e il cuore si mise a galoppargli nel petto, spinto dall'emozione improvvisa e inattesa. Il sottile filo nebuloso si ripiegò in forme sinuose e si espanse nella stanza, continuando ad assorbire il bagliore lunare come se la luce stessa desse forma e consistenza a quella sostanza impalpabile.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Infine, davanti agli occhi di Jordy si delineò la figura magra, quasi scheletrica, di un uomo dai tratti indefiniti. Sembrava indossare una sorta di tunica il cui orlo ondeggiava inquieto appena al di sopra del dorso dei piedi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Jordy scattò a sedere sul letto, la bocca spalancata in un moto di stupore e meraviglia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Sapevo che saresti venuto da me!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;L'uomo sorrise, silenzioso, e si avvicinò a Jordy.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Mi porterai nel tuo mondo?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Lui annuì e il suo sorriso si allargò. Poi allungò una mano verso la sfera che Jordy custodiva sotto al cuscino e la accarezzò con tenerezza, come una madre amorevole farebbe col proprio bambino.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Invitò Jordy a guardare con un gesto della mano, mentre dentro la sfera si agitava qualcosa. Il piccolo rimase stupefatto, perché il movimento della materia evanescente che già aveva visto in altre occasioni era accompagnato da riflessi luminosi che si alternavano a ombre sinuose.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;L'uomo avvicinò ancora di più la sfera verso il viso di Jordy e il bambino ne rimase come ipnotizzato. Il gioco di luci e ombre sembrava una danza esotica carica di promesse di meraviglie e per Jordy era come l'avverarsi di un sogno. Il desiderio divenne incontrastabile e Jordy allungò di scatto una mano per afferrare la sfera. Appena toccò la superficie, non avvertì il freddo contatto col vetro, ma le sue dita affondarono nella massa turbinante che ora aveva i riflessi dell'argento e dell'oro. Si lasciò attrarre e plasmare, mentre il suo corpo cominciava a farsi evanescente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;La sensazione fu esaltante e terrificante insieme. La massa nebbiosa avvolse Jordy fino a fondersi col suo corpo, accarezzandolo come una coperta ma allo stesso tempo penetrandolo come migliaia di aghi sottili. Jordy si ritrovò in un mondo senza linee e senza punti di riferimento. Era circondato da un nulla colmato soltato dalla nube argentea che gli volteggiava attorno, in un moto sempre più lento. Infine il turbinio si placò, lasciandolo nel silenzio e nell'immobilità. Provò a chiamare, ma nessun suono uscì dalla sua gola. Si mosse e avvertì semplicemente il suo corpo fluire nella materia fumosa, come una delle tante piccole volute che vi si agitano dentro. Il tempo perse ogni parvenza di regolarità e i secondi divennero anni e le ore semplici istanti tutti uguali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;L'uomo della nebbia accarezzò con amore la sua sfera e la ripose in una tasca nascosta della sua veste. Uscì dalla finestra, confondendosi con la bruma che circondava il piccolo paese. Si avvicinò alla casa dei Mothler e notò alcuni giocattoli abbandonati nel porticato antistante il piccolo edificio. Abbandonò la sfera tra una trottola e alcune corde colorate, poi sorrise e si allontanò leggero, come se non toccasse il terreno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Ora doveva solo attendere un nuovo invito.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“L'uomo della nebbia” - 7-8 marzo 2008&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt; Racconto partecipante alla prima fase della V edizione del concorso "La fossa" indetto sul forum di &lt;a href="http://www.scheletri.com/index.htm" target="_blank"&gt;Scheletri.com&lt;/a&gt;; classificatosi per la seconda fase (ancora in corso).&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Pubblicato anche su  &lt;a href="http://lnx.dittaferrara.it/epress"&gt;http://lnx.dittaferrara.it/epress&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-3080963520406740067?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/3080963520406740067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=3080963520406740067' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/3080963520406740067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/3080963520406740067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/04/luomo-della-nebbia.html' title='L&apos;uomo della nebbia'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-657671799666551049</id><published>2008-04-09T12:54:00.005+02:00</published><updated>2008-04-09T13:10:37.223+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>La verità del silenzio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.axiommedia.org/dsmfilmfest/romania/places_romania/door_fairy_tale.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://www.axiommedia.org/dsmfilmfest/romania/places_romania/door_fairy_tale.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p style="text-indent: 0.0cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;Reldan, l'uomo che si è occupato di me sin dall'infanzia, sta morendo in un letto davanti ai miei occhi. Il petto vecchio e stanco si solleva a fatica e gli occhi si aprono sempre più raramente. Ascolto i suoi rantoli agonici con tristezza e curiosità al tempo stesso, perché sono i primi e gli ultimi suoni che sento emettere da quest'uomo, che per tutta la sua vita non ha mai parlato. Mentre gli tengo la mano, prego perché il trapasso sia per lui il più possibile indolore, ma sento che il suo respiro affannato gli provoca una sofferenza che non potrà mai descrivere.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - La... la strada...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Sussulto, mentre il cuore sembra paralizzarsi. Reldan ha parlato veramente o è stata la mia immaginazione?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - La strada è ancora aperta...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Il tempo sembra cristallizzarsi attorno a me, mentre ascolto le parole che mai sarebbero dovute uscire da quella gola offesa. Ora sembro io il muto, mentre le labbra di Reldan si muovono tremanti, cercando di comporre suoni comprensibili. Lo guardo e riesco solo a pensare che non può essere vero, che forse mi sono appisolato al capezzale di colui che è stato come un padre silenzioso per tutti questi anni e che sto sognando ciò che ho desiderato per tutta la vita. Ma la bocca del vecchio si apre ancora una volta, sussurrando:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - La porta, la strada... puoi tornare a casa...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Inebetito dalle sue parole, mi rendo conto soltanto ora che sta parlando con me e di qualcosa di cui avevo smesso di pormi domande tanto tempo fa. Quante volte gli avevo chiesto da dove venissi, chi fossero i miei veri genitori o anche solo dove mi avesse trovato. Mi guardavo allo specchio, osservando i miei capelli neri e gli occhi grigi, così diverso nella fisionomia dalle persone che conoscevo, e desideravo sapere qualcosa, un qualunque dettaglio, sulle mie origini, ma lui non aveva mai potuto rispondere alle mie domande. Si limitava a sorridermi e a indicarmi i libri della grande biblioteca impolverata, come a dire che soltanto lì avrei trovato le mie risposte.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Ma fra i tanti tomi, alcuni talmente antichi da pensare che fossero stati creati col mondo stesso, non avevo trovato nulla che potesse indicarmi la mia origine. Se solo Reldan avesse saputo scrivere, forse avrebbe potuto dirmi di più. Invece non poté mai neanche scarabocchiare su un pezzo di carta qualcosa che potesse dirmi del mio passato e della mia origine. E né i servitori che mi sono stati sempre accanto, né il tutore che mi diede un'istruzione erano a conoscenza del mio passato o del luogo in cui Reldan mi aveva trovato. Sembrava che soltanto lui avesse le risposte e, per una beffa del destino, non poteva comunicarmele. E per questo, un giorno, smisi di porre domande.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Ora però quest'uomo che credevo muto sta parlando. E se fosse sempre stato in grado anche di leggere e scrivere? Come ha potuto ingannarmi per tutti questi anni? Nella mente si accavallano così tante domande che l'unica cosa di cui sono certo è il dubbio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Reldan spalanca gli occhi e gira la testa di scatto verso di me. Il movimento è talmente repentino che salto sulla sedia spaventato, come se vedessi un fantasma. O meglio, è come se vedessi uno sconosciuto, una persona di cui credevo sapere tutto e che invece si presenta a me in una veste completamente nuova proprio ora che sta esalando il suo ultimo respiro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Credo di doverti chiedere scusa, ragazzo mio, per gli anni di silenzio a cui ti ho condannato. Ma soprattuto per non aver mai dato soddisfazione alle tue domande. Quanto vuoto devi sentire dentro per ciò che eri e non conosci.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Provo a parlare ma la lingua sembra paralizzata. I ruoli sembrano essersi invertiti e lo lascio continuare. Ora prego perché il suo trapasso sia il più lontano possibile, che il tempo fermi per qualche istante la sua corsa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Forse sarei dovuto arrivare alla tomba silenzioso così come mi hai sempre conosciuto, ma che gli Inferi mi accolgano se ti lascio in questo mondo senza dirti che hai una casa e che esiste ancora la strada per tornarci.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Prende un ampio respiro e l'aria sembra non voler uscire dai polmoni. Diventa cianotico in volto e temo che mi abbandoni proprio ora. Invaso da un senso di rabbia che non credevo potesse esistere nel mio animo, la voce mi esplode in gola:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - No! Non puoi morire ora! Devi parlare!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Reldan riprende a respirare, sempre più faticosamente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Capisco il tuo rancore, ma credimi se ti dico che l'ho fatto per proteggerti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Il mio sguardo si sta infiammando, non so se per il furore o per le lacrime. Continuo a chiedermi come l'uomo che tanto mi ha amato sia stato anche in grado di farmi crescere in un'eterna menzogna.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - E se non ti ho mai rivolto la parola, è stato per non mentirti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La sua affermazione mi fulmina. E' vero, non ha mai proferito falsità. Ma il silenzio non è stato ugualmente una bugia perpetrata negli anni, più insidiosa di qualunque parola potesse mai dirmi?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Cerco di mantenere la calma, agognando infine la verità. So che non può mentire ancora.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - C'è però una cosa su cui non ti ho mai ingannato: i libri. In essi sono custodite le tracce che ti riporteranno a casa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La mia voce esce roca, come se le mie corde vocali lottassero contro il groppo che mi ha annodato la gola:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Non ho mai trovato nulla in quei libri. Sono solo trattati di storia e raccolte di novelle.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - E che altro sarebbe la storia se non il nostro passato e le novelle ciò che viene rivelato sulle nostre vite?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Ora penso che sia pazzo. Forse l'agonia lo sta facendo sragionare. Ma voglio lasciarlo parlare, voglio ascoltare la sua voce infame fino alla fine.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Se ben ricordi, c'è stato un libro che hai amato sin da quando il signor Gorian ti ha insegnato a leggere. Lo portavi sempre con te e non ti stancavi mai di leggere le storie di fate e folletti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Erano solo favole.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - La tua vita è una favola. Il mondo da cui provieni è per i più soltanto un luogo esiliato nelle fantasie dei bambini. Ma a volte si aprono porte che portano in questa realtà cose che gli uomini non vogliono vedere e accettare. Quando richiusero il varco, cancellarono ogni segno potesse ricordare loro che esistevano altre realtà, fantastiche e spaventose allo stesso tempo. Ma non riuscirono a eliminare anche te. Lottai per portarti via dalle loro mani assassine e ti tenni con me, avvolgendo me stesso nel silenzio per non doverti mentire, consapevole che la verità avrebbe portato a conseguenze disastrose. Sapevo che se ti avessi detto tutto al momento sbagliato, quando era ancora troppo presto perché tu comprendessi, sarebbe stata la rovina. La tua è una razza romantica e sognatrice, ma anche capace di vendette violente e di gesti inconsulti. Ma ora sei grande, ragazzo mio, e puoi affrontare la conoscenza senza lasciartene possedere. So che sceglierai con giudizio, sia che tu decida di rimanere in questo esilio o di cercare la strada per tornare a casa.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Gli occhi di Reldan si richiudono lentamente, un rantolo è l'ultimo suono che sento, prima che il silenzio ricada tra noi, così com'era sempre stato. Il volto di Reldan diviene sfumato mentre le lacrime di rabbia e tristezza mi riempiono gli occhi. Come un automa mi alzo, gli accarezzo il volto e vado in cerca del libro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Lo trovo in uno scaffale basso della biblioteca, con un angolo preso in prestito da un ragno per la sua casa. Sfratto l'inquilino e lo prendo con delicatezza, come se fosse un'antica reliquia. Avevo dimenticato il disegno del portale fiorito sulla copertina, che mi aveva affascinato per la sua somiglianza col portone del roseto, quello che dava sulla brughiera e che non veniva ormai utilizzato da nessuno. Non avevo mai attraversato quel portone, non più accessibile da anni a causa dei rovi che vi erano cresciuti attorno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Mi ritrovai a ridere come uno sciocco, pervaso da una sensazione insieme di felicità e di smarrimento. Tornai al capezzale di Reldan e salutai un'ultima volta l'uomo che, nella sua prigione di silenzio, aveva sempre evitato di mentirmi, permettendomi ora di credere alle sue uniche parole, le sole mai pronunciate al mio cospetto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; “La verità del silenzio” - 21 gennaio 2008&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Racconto partecipante al 10° Concorso di Narrativa e Poesia indetto dal &lt;a href="http://195.62.166.21/lagosanto/common/Main.do?MVPD=0" target="_blank"&gt;Comune di Lagosanto (FE)&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-657671799666551049?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/657671799666551049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=657671799666551049' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/657671799666551049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/657671799666551049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/04/la-verit-del-silenzio.html' title='La verità del silenzio'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-5049426235260492151</id><published>2008-04-03T14:01:00.004+02:00</published><updated>2008-04-03T14:15:28.639+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gotico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Il decimo cerchio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://marginalia.richardbowers.co.uk/images/8.1_900.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px;" src="http://marginalia.richardbowers.co.uk/images/8.1_900.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Elia era un demone. Di questo era certo. &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;La prima volta che aveva incontrato le ombre aveva pensato che sarebbe morto, col cuore imbizzarrito e i polmoni che sembravano lottare contro un peso invisibile che voleva schiacciarli. Invece non solo era sopravvissuto, ma aveva compreso che esse non avevano intenzione di ucciderlo, bensì di aprirgli una porta. Aveva sbirciato appena oltre la soglia dell'Abisso ed era rimasto terrorizzato da quell'oscurità densa come l'inchiostro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Le notti seguenti aveva cercato il conforto di una piccola luce da camera per tenere lontane le ombre, ma le percepiva comunque attorno a sé e sapeva che, non appena avesse abbassato la guardia, gli sarebbero state di nuovo addosso, ghermendo il suo collo con dita sottili e implacabili.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Ogni volta, quando sentiva che la vita stava per abbandonare il suo corpo, Elia affondava il viso nella massa oscura che lo circondava e respirava l'acre odore che risaliva dall'Abisso. Non vi era niente oltre quella soglia, soltanto altra oscurità.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Lentamente, notte dopo notte, cominciò a comprendere ciò che le ombre volevano da lui. Sentiva il loro richiamo, come quello di una madre angosciata che cerca di ricondurre a sé il proprio figlio. Poteva udire, al di là della soglia, la voce calda e rassicurante di un padre che lo attendeva a braccia aperte. Gradualmente la notte divenne il momento in cui rifugiarsi, mentre i giorni non erano diventati altro che un susseguirsi di ore svuotate di ogni senso, un'attesa estenuante verso il rifugio del silenzio e della veglia. La vista degli esseri umani diveniva di giorno in giorno più irritante, gli parevano soltanto piccole sagome senza vigore che cercavano di non lasciarsi sopraffare dalla vita stessa. Lui non poteva appartenere a quella stirpe di menti apatiche, di esseri che non comprendevano la bellezza della notte e non cercavano i tesori in essa racchiusi. I suoi sentimenti erano ben più vivi e violenti, i suoi desideri impronunciabili, la sua rabbia incontenibile.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia infine comprese che se le ombre lo chiamavano con tale insistenza era perché lui apparteneva a loro, da esse era stato generato e da esse derivava la sua più intima natura. Fu in una notte di novembre, nel letto mezzo disfatto, che Elia decise di oltrepassare la soglia, di raggiungere i suoi simili, esseri che lo avrebbero accolto in un mondo che potesse finalmente sentire suo. Allargò le braccia perché le ombre potessero avvolgerlo interamente ed esse si insinuarono tra le pieghe del pigiama, sfiorandogli la pelle, e poi su verso il suo viso, lambendolo con un tocco delicato e gelido al tempo stesso. Si spinsero nelle narici, nella bocca, giù per la gola, in spirali sempre più frenetiche. Elia sentì il respiro farsi sempre più lieve, mentre il torace si alzava e si abbassava appena. E fu dall'altra parte.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Le ombre si dissiparono, lasciando Elia in un paesaggio a lui sconosciuto, ma in qualche modo familiare. Alberi contorti e dal tronco annerito crescevano come seguendo le linee disegnate da un geometra folle, privo di senso dell'armonia. I rami piegavano verso il basso, come a voler fuggire dal cielo nero, privo di stelle. Sotto ai piedi Elia avvertì lo scricchiolare di sterpaglie secche, ma quando abbassò lo sguardo vide che i fili d'erba somigliavano più a lunghe e sottili ossa carbonizzate che a steli. L'orrore tentò di insinuarsi dentro Elia, ma in fondo lui era un demone dell'Abisso e quella era casa sua. I demoni si nutrivano dell'orrore, per cui doveva soltanto avere fiducia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Nessuna luce illuminava i suoi passi, ma Elia percepiva lo spazio attorno a sé e gli oggetti che l'occupavano, perché ogni cosa era composta di ombra e lui era in comunicazione con l'oscurità stessa. Allo stesso modo avvertì la presenza di una figura che si stava avvicinando a lui. Una sagoma enorme, più alta di qualsiasi essere umano, gli si stagliò davanti. La sua pelle nera e spessa come cuoio ricopriva un corpo possente e completamente nudo. Sul suo volto ferino scintillavano due occhi neri come petrolio e una criniera corvina gli scendeva dall'apice della testa lungo la schiena.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Benvenuto a casa, figlio mio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia non avrebbe potuto chiedere di più. Si lanciò ad abbracciare la creatura che gli stava dinnanzi, ma il demone nero lo scostò da sé.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Non è ancora certo che tu sia della mia stirpe. Vieni, voglio farti vedere gli uomini che sono giunti sin qui. Se dimostrerai indifferenza di fronte a tutti loro, allora potrai elevarti sopra la loro razza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia non attendeva altro. Seguì la sua guida nell'oscurità, attraverso una porta di pietra grigia, sormontata da un architrave riportante una scritta che non fu in grado di leggere a causa del buio. Si chiese se avrebbe dovuto compiere quel viaggio continuando a sforzare la vista nel tentativo di vedere qualcosa. Non scorgeva sagome, ma udiva lamenti attorno a sé, che lo infastidivano e lo spingevano ad accelerare il passo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Infine, l'Abisso si spalancò davanti ai suoi occhi, in tutta la sua magnificenza. Elia passò tronfio davanti a creature crudeli e spaventose, attraversò senza cedimenti orde di uomini nudi e sofferenti, si compiacque della propria insensibilità nei confronti delle debolezze umane, che lo avrebbero portato a strisciare nel fango o sfracellarsi contro le rocce sballottato dai venti infernali. Passò oltre la città di Dite, con le sue alte torri, fu portato a cavallo di centauro oltre il fiume di sangue ribollente, camminò in silenzio nel bosco degli alberi contorti e feriti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;I piedi di Elia calpestarono infine il ghiaccio. Solo allora si rese conto di essere scalzo, con indosso il pigiama stropicciato e sudato. Rabbrividendo, seguì il demone nero sopra il grande lago ghiacciato, lasciandosi alle spalle il caotico brulichio dei cerchi superiori. Era arrivato all'ultimo e finalmente il suo mentore e guida avrebbe compreso che lui era diverso, perché lui apparteneva a quel mondo e non ne aveva paura.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Ma al centro del lago, nel punto più profondo e desolato, non c'era ciò che Elia si sarebbe aspettato. Nel ghiaccio si apriva invece una fessura, larga appena perché un uomo potesse passarci attraverso. Elia osservò la sua guida con aria interrogativa e il demone gli concesse una spiegazione:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- E' l'ingresso per l'ultimo cerchio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- L'ultimo cerchio?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Sì, il decimo. Qui pervengono coloro che, invece di dissacrare il proprio corpo, lo ignorano. Coloro che non umiliano l'anima col peccato, ma la rifiutano.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il demone nero invitò con un gesto della mano Elia ad attraversare la fenditura nel ghiaccio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Tu non vieni con me?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- No, il decimo cerchio non è per noi creature infernali. E' solo per gli uomini, perché solo loro possono rinunciare alla propria natura. Noi demoni condividiamo le passioni umane, perché originate dalla stessa fonte, ma non possiamo rifiutare qualcosa che non abbiamo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia non era sicuro di aver compreso appieno le parole del demone nero, ma non volle mostrare titubanza, per cui annuì e mosse un passo verso la spaccatura che sembrava una cicatrice scura sulla superficie luccicante del lago ghiacciato. Ma non appena il suo piede le fu sopra, Elia sentì che il suo corpo veniva risucchiato verso il basso. Il ghiaccio non offriva appigli e le sue unghie scivolarono con uno stridio senza riuscire a frenare la sua caduta. La fessura lo inghiottì come una bocca affamata a digiuno da un tempo immemorabile ed Elia si ritrovò in un'oscurità più profonda di quella a cui si era abituato nelle sue notti insonni. Sembrava che un'unica ombra sterminata riempisse ogni cosa, plasmandosi  per formare lo spazio e il tempo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Quando urtò contro quello che doveva essere il fondo, Elia ebbe l'impressione di essere precipitato per un'eternità contratta in pochi istanti. Non provò dolore all'urto, ma lo spaventò il non aver udito il rumore dell'impatto. Si alzò in piedi tremante, mentre attorno a sé cominciavano a divenire visibili le pareti di un profondo crepaccio. Guardando in alto non si distingueva dove terminavano e delimitavano una sorta di corridoio infinito che non sembrava provenire da nessun luogo particolare né tanto meno condurre da nessuna parte. Il sentiero grigio che si snodava sul fondo del crepaccio spariva dietro larghe curve, per cui Elia aveva sia di fronte che dietro lo stesso paesaggio. Indeciso sulla direzione da prendere, si incamminò dalla parte verso la quale si era rialzato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Per istinto si avvicinò alla parete di destra, sfiorandola con la mano e traendo conforto dalla sensazione di avere un punto di riferimento da seguire. La roccia era liscia, del colore del catrame, senza alcun appiglio visibile. Pensare di scalarla era pura follia, ma Elia non voleva risalire, voleva soltanto percorrere il fondo del crepaccio per vedere dove portava.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Camminò senza sosta per ore, seguendo le svolte dolci del percorso, e gli occhi di Elia si erano ormai adattati all'oscurità. In realtà sembrava che l'ombra stessa avesse deciso di farsi meno densa, come un velo attraverso il quale intravedere il mondo, ma soltanto in una lugubre tonalità di grigio. Lo sguardo non poteva però spaziare mai troppo lontano, perché ogni curva determinava lo spazio che gli era possibile sondare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia cominciò ad avvertire la stanchezza, un esaurimento dello spirito prima che un indebolimento dei muscoli. Sospirò, desiderando che quel percorso giungesse al termine e osservò di nuovo in alto, in quel cielo nero senza stelle, chiedendosi come mai non avesse ancora incontrato nessuno. La solitudine si riversò nel suo animo come una piena improvvisa ed Elia sentì che non aveva la forza per sopportarla. Gridò ma nessun suono si propagò nell'ombra che riempiva ogni spazio. Allora si sedette e pianse. La disperazione sgorgò sotto forma di lacrime scure, mentre i singhiozzi continuavano a svanire nel silenzio demoniaco che uccideva ogni suono.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Aveva visto le miserie umane e ne aveva provato solo disprezzo, aveva udito i lamenti dei dannati e ne era stato infastidito. Ma ora era lui a soffrire, a rimpiangere la luce.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Sai perché ti senti straziato?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;La voce del demone nero gli fece alzare lo sguardo, ma non era l'infernale creatura a sovrastarlo, bensì un uomo, dall'età indefinibile e dai lineamenti anonimi. Elia lo guardò spaventato, come se quella visione fosse più terribile della fiera infernale.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- E' forse un'illusione?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Un'illusione dici? Trovi di somigliare di più alla creatura che ti ha accolto in questo luogo o a quella che si trova ora davanti a te?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia osservò le proprie mani, macchiate delle lacrime nere.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Non importa se ho l'aspetto di un uomo. Io appartengo alle ombre!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Tu credi che la tua sia rabbia, disprezzo per il genere umano che ti è inferiore. Ma ti dico questo: è solo disperazione. Non accetti gli uomini perché non accetti te stesso e ti consumi nell'ombra perché sei troppo debole per alzare il viso alla luce.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Tu menti! Le ombre mi chiamavano!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Era solo l'eco dei tuoi pensieri. Stavi chiamando te stesso, cercandoti nell'Abisso in cui ti sei perduto. Ora, vuoi rimanere qui, nella desolazione di chi ha rinunciato a essere, o vuoi tornare nella tua piccola e triste stanza, affrontare la notte e tornare a essere un uomo al sorgere del sole?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Ho forse scelta?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Certo. Pensi che tutti coloro che hai visto quaggiù non l'abbiano avuta?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia si alzò e osservò la parete di roccia alle sue spalle. Solo ora intravide alcuni appigli, piccoli e malsicuri, che prima non aveva notato, o forse non c'erano mai stati.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;- Sarà una risalita difficile. Pensi di farcela, uomo?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Elia non rispose, ma con la mano destra afferrò un appiglio a un paio di metri da terra. Appoggiò il piede sinistro su una sporgenza più in basso e contrasse i muscoli. La prima spinta fu faticosa, dolorosa, per il suo corpo sfinito. Riappoggiò il piede a terra, ansimando.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;L'uomo rise alle sue spalle ed Elia sentì la vergogna che si spandeva sul suo viso, come una fiamma alimentata dai frammenti di orgoglio sparsi nella sua anima. Avrebbe voluto rinunciare, ma doveva per forza andarsene da quel luogo. E l'unica via d'uscita era in alto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Riprese la scalata e tentò di ignorare il dolore. Gli spasmi ai muscoli rischiarono di farlo rovinare a terra, ma la mano sinistra trovò un appiglio un po' più in alto e i piedi la seguirono. Un centimetro alla volta, il fondo si allontanava ed Elia lo avvertiva, anche senza guardare in basso, sentiva che l'ombra si faceva meno densa, lasciando che il fruscio del suo corpo sulla roccia si propagasse. Il suono, dapprima impercettibile, lo confortò e si scoprì felice di risentire anche il battito del suo cuore, accelerato dallo sforzo fisico, ma pulsante, vivo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il cielo cominciò a sbiadire e l'orlo del baratro divenne finalmente visibile. Non era così distante come si sarebbe aspettato ed Elia affrontò l'ultima parte della scalata con entusiasmo. Scavalcò infine il bordo e si sedette con la gambe penzoloni, ansimando e ridendo. Elia scrutò nelle profondità del baratro e si stupì di non vedere più il fondo, che aveva toccato coi suoi stessi piedi. Si alzò e si allontanò dal bordo, ma sapeva che il baratro sarebbe stato sempre lì, pronto a trascinarlo giù ogni volta che avesse di nuovo accolto le ombre dentro di sé. Ma il suo cuore batteva e non era un cuore da demone.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Il decimo cerchio” - 18 gennaio 2008&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Partecipante al concorso "Scrivo dunque sono!" indetto dal Caffè Storico Letterario &lt;a href="http://www.giubberosse.it/home.asp"&gt;Giubbe Rosse&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-5049426235260492151?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/5049426235260492151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=5049426235260492151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5049426235260492151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5049426235260492151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/04/il-decimo-cerchio.html' title='Il decimo cerchio'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-5156801066059008208</id><published>2008-03-27T17:39:00.005+01:00</published><updated>2008-03-29T13:52:03.074+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Il volo del drago</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ottovolante.org/giocar2007/scaffalelibri/draghi/draghi4.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 290px; height: 218px;" src="http://www.ottovolante.org/giocar2007/scaffalelibri/draghi/draghi4.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Nelle fredde caverne scavate nel ghiaccio antartico, gli ultimi draghi riposavano, nell'attesa di uscire di nuovo per la caccia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Il giovane Tharios osservò le scaglie blu petrolio dei propri compagni e un'ondata di malinconia lo travolse. Nianerys, la vecchia draghessa che ora giaceva avvolta dal freddo della morte e del ghiaccio eterno, gli aveva narrato di un tempo lontano in cui i draghi splendevano dei colori del sole e potevano solcare i cieli alla luce del giorno, liberi di osservare il mondo, sicuri che nessun essere vivente avrebbe mai osato contrastarli. Ma quei tempi erano passati da così tanto tempo che anche lei, con la sua vita millenaria, ricordava a malapena le leggende narrate dai più anziani.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios non aveva mai visto il sole. I lunghi, immensi corridoi che portavano verso l'esterno erano stati scavati dai primi draghi che si erano dovuti rifugiare nel ghiaccio e correvano appena al di sopra del terreno sormontato dall'ammasso incalcolabile di gelida materia. Il percorso, che richiedeva intere giornate di cammino, terminava in alcuni sbocchi sottomarini, attraverso i quali i draghi entravano e uscivano durante i giorni della caccia, senza mai emergere dalla superficie del mare. Ogni tanto i draghi sentivano il bisogno di tornare a guardare il cielo e attendevano la notte per sollevare il maestoso capo al di sopra dell'acqua. In quei rari momenti, i loro sguardi erano catturati dal manto stellato, che rievocava in loro una nostalgia profonda di quando potevano dispiegare le ali sotto di esso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La prima volta in cui Tharios partecipò all'emersione, il cielo limpido sopra la sua testa lo impressionò quasi quanto la sensazione di leggerezza che aveva provato durante la sua prima uscita in mare. Tharios osservò a lungo la miriade di punti luminosi, che gli spiegarono essere stelle, frammenti di luce che i draghi più antichi avevano sparso nel cielo oscuro per indicare la via durante le antiche migrazioni. Poi però il giovane drago fu attratto da un ammasso di stelle particolarmente fitto, che creava una sorta di nube luminosa, con al centro una chiazza rossastra che sembrava una fiamma accesa tra le stelle stesse. Ma quando chiese spiegazioni, gli risposero che era semplicemente un ammasso più fitto di stelle, niente di più, e che il rosso era semplicemente ciò che restava dell'antico fuoco da cui i draghi avevano estratto la luce.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios continuò a fissare quella nube celeste ammaliato, come se quella luce rossastra pretendesse la sua attenzione. Rimase affascinato a tal punto da indurlo a tentare di spiccare il volo, cosa per cui venne ripreso duramente e punito col divieto di uscire a caccia la volta successiva. Questo fu sufficiente per far sì che non tentasse più l'impresa, ma la punizione non fu in grado di cancellare dalla sua mente i racconti della vecchia Nianerys. Fu lei infatti a spiegargli che in realtà la nube non era affatto una semplice ammasso di stelle, ma era bensì una porta, da cui gli antichi draghi, i progenitori di tutta la loro razza, erano giunti. Per questo, prima che i draghi fossero costretti a nascondersi, veniva chiamata il Varco.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Perché non hanno voluto dirmelo? - chiese il giovane Tharios.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Perché il dolore del ricordo è troppo grande e così i draghi preferiscono dimenticare, mentendo persino a se stessi. Potresti vivere un'intera vita, piccolo mio, pensando a una via che non puoi più percorrere? Guardando un'esistenza trascorsa a nascondersi in queste caverne ghiacciate, mentre la mente torna a epoche in cui eravamo liberi di volare nel cielo? No, meglio dimenticare, meglio non pensare a...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - A cosa?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Alla speranza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - La speranza? Vuoi dire che il Varco è aperto?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Io non l'ho detto - fu la risposta sussurrata di Nianerys.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Per Tharios quelle parole ebbero l'effetto di un uragano emotivo. La sua insofferenza crebbe a tal punto che non poté più trattenersi. Cominciò a fare domande sul Varco, ottenendo risposte prima indifferenti, poi sempre più infastidite, fino alla furia degli anziani, che minacciarono di tenerlo recluso fino all'età adulta. La prospettiva di altri cento anni rinchiuso in quella prigione di ghiaccio lo fece quasi impazzire, portandolo alla paranoia e all'ossessione.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La vecchia Nianerys fu ritenuta colpevole di avergli insinuato simili pensieri assurdi e fu emarginata dal gruppo. Morì in silenzio, sotto lo sguardo gelido dei suoi compagni. Tharios tentò più e più volte di farle visita, ma gli fu sempre impedito. Quando gli comunicarono la morte della vecchia draghessa, esplose nell'ira più incontrollabile. I suoi artigli scalfivano il ghiaccio al suo passaggio e mostrava i denti affilati a chiunque gli si parasse davanti. Voleva vedere Nianerys un'ultima volta, voleva prometterle che non avrebbe dimenticato le sue parole. Ma gli anziani lo osteggiarono e più cercavano di calmarlo, dicendogli di dimenticare, più la sua furia cresceva. Infine, Tharios si incamminò verso l'imboccatura del tunnel principale, gridando che se ne sarebbe andato da loro e dalla loro falsità. Cercarono di fermarlo, ma suo padre intimò agli altri draghi di lasciare che il figlio prendesse la via verso l'uscita.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Lasciatelo passare. Quando sarà abbastanza stanco e spaventato, vedrete che tornerà indietro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Ma i cunicoli sono intricati... potrebbe perdersi! - obiettò un drago anziano.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Peggio per lui, imparerà più in fretta l'obbedienza, ammesso che non sia troppo tardi...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios sapeva che il drago anziano aveva ragione. I cunicoli percorrevano chilometri e chilometri nel ghiaccio, incrociandosi con quelli di vecchie dimore ormai abbandonate. Sapeva che il rischio di non vedere l'uscita era altissimo, come quello di non riuscire a tornare indietro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Ma la morsa che sentiva attorno a sé era ormai intollerabile. Avrebbe preferito morire arrancando, piuttosto che spegnersi nel silenzio e nell'indifferenza come Nianerys.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Si incamminò frustando la coda, senza voltarsi indietro. I suoi passi furono affrettati, furiosi, finché la loro eco divenne l'unico suono attorno a Tharios. Ascoltava i rimbombi ritmici, cercando di riportare il cuore alla stessa regolarità, ma quando finalmente l'ira si dissipò, l'ansia era ad attenderlo dietro l'ennesima svolta del cunicolo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Non sapeva di quanto si fosse allontanato, come non aveva idea di quale direzione avesse effettivamente preso. Si fermò, nell'insulsa speranza di riuscire a orientarsi, e solo allora si accorse che c'era un altro suono cadenzato, fino a quel momento coperto dai suoi passi. Tharios capì immediatamente di essere stato seguito.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Probabilmente non era suo padre, troppo orgoglioso per inseguirlo e per pregarlo di tornare indietro. Poteva essere un anziano del branco o qualche draghessa preoccupata, ma rimase stupefatto quando, da dietro l'angolo, vide spuntare il muso delicato di Lyarna, la figlia di Goranar. Poco più di un cucciolo, la piccola draghessa si fece avanti timidamente, abbassando il capo in segno di saluto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Lyarna, ma cosa fai?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Vengo con te.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Ma sei impazzita?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Forse quanto lo sei tu.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Io... la strada che sto percorrendo è lunga, ci vorranno giorni prima di raggiungere il mare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Se continui per questo percorso, al mare non ci arriverai mai - replicò Lyarna, con un sorrisetto malizioso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Come? - Tharios scosse la testa, cercando di nascondere l'imbarazzo per essersi perso. - Cosa ti fa pensare che io mi sia smarrito?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Ricordo esattamente la strada che abbiamo percorso per andare a caccia. Le ultime due volte c'ero anch'io, in caso tu non te ne fossi accorto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios si sentì avvampare. In effetti, non aveva badato alla piccola draghessa, troppo eccitato alla prospettiva di tornare a nuotare nel mare... e di rivedere il cielo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Ho sentito quello che hai detto e non credo affatto che le parole di Nianerys fossero i vaneggiamenti di una vecchia draghessa morente. Voglio venire con te, Tharios, e voglio passare il Varco.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; L'uscita era alle loro spalle, a decine di metri di profondità sotto la superficie del mare. Avevano atteso la notte per emergere, tormentandosi minuto dopo minuto, impazienti di dare inizio al nuovo viaggio dopo i giorni trascorsi nei cunicoli ghiacciati. Lyarna non si era mai sbagliata, ma spesso agli incroci si erano dovuti fermare perché lei ricordasse con esattezza la direzione da prendere.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Ma ora erano fuori e il cielo li dominava, cosparso di migliaia di scintille ammalianti. I due giovani draghi rimasero per un tempo indefinito a osservare la volta celeste, avvertendo un richiamo atavico che si risvegliava dentro di loro. Le membrane delle ali vibrarono, disseminando gocce gelide nell'aria circostante mentre si sollevavano al di sopra della superficie. I loro corpi fremettero di eccitazione, mentre avvertivano il calore sprigionato dai muscoli in movimento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Le ali sbatterono, prima timidamente, poi con maggior decisione. Uno, due colpi, che frustarono l'aria della notte. Infine le masse scure si sollevarono dall'acqua, innalzando onde irregolari che si infransero tutt'attorno, in due anelli di frammenti diamantini.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Erano sospesi a un paio di metri dal mare scuro, con le ali che si muovevano sempre più sicure, e l'ebrezza li avvolse improvvisa e violenta. Si sentirono come eterei, privi di peso, e si lanciarono verso l'alto gridando e ridendo, felici di essere semplicemente liberi. Fu come liberarsi di un peso, un macigno che premeva loro addosso da quando erano nati, fatto di buio e di silenzio. Ora potevano lasciare che i loro corpi si muovessero in ogni direzione, non più costretti ai percorsi obbligati dei cunicoli e alle nicchie nel ghiaccio, che, per quanto ampie, impedivano comunque di aprire le ali e di librarsi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La felicità si mutò in stupore, quando videro la distesa bianca sotto di loro. Un immenso territorio coperto di ghiaccio si estendeva oltre il limite dell'orizzonte e i viaggi di giorni per andare a caccia sembrarono loro un niente, rispetto a quanto ci sarebbe voluto per percorrere tutta quella pianura. Ma compresero anche che volando avrebbero potuto sorvolarla in pochissimo tempo. Il solo pensiero diede nuova spinta alle loro ali e i draghi volarono sempre più in alto, verso quelle luci affascinanti e misteriose, che sembravano divenire sempre più nitide man mano che si allontanavano dal livello del mare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La macchia rossa ora era più brillante. Aveva l'aspetto di uno sbuffo di gas colorato, dentro cui brillavano altre piccole luci bianche, stelle che non si distinguevano da terra.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Volarono ancora più in alto, ridacchiando e azzardando progetti sempre più ambiziosi su quello che avrebbero fatto una volta attraversato il Varco. Poi, però, le loro voci andarono spegnendosi a poco a poco, mentre le luci si facevano sempre più splendenti. Si resero conto di essere stanchi. Le loro ali non erano mai state abituate al movimento, se non per qualche fremito al risveglio, e ora che l'eccitazione iniziale si stava affievolendo, la fatica del volo cominciava a farsi sentire.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Tharios, pensi che ci vorrà molto per giungere al Varco?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - A dire il vero, non lo so, ma se altri draghi prima di noi hanno fatto questo viaggio, di sicuro non potrà essere così lontano.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Ma forse quei draghi erano abituati a volare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios si sentì improvvisamente stupido. Era stata tale la foga, tanta la speranza, che non aveva mai pensato alle difficoltà di una simile impresa. Non sapeva quanto fossero forti o preparati i draghi che avevano riempito quella distanza millenni prima, ma di sicuro non doveva trattarsi di giovani draghi inesperti, come erano loro. Ma ormai erano partiti, tornare indietro significava rientrare nella tana con la coda tra le gambe e supplicare il perdono per la loro colossale marachella. Dopodiché, ogni altro tentativo sarebbe rimasto un semplice vaneggiamento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Su, vedrai che non sarà poi così lontano. Non siamo abituati al volo, ma le nostre ali sono forti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Le sue parole non furono sufficienti a risollevare Lyarna, che pareva sempre più dubbiosa e, soprattutto, stanca.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Quando fu passata circa un'altra ora, la draghessa non ne poté più e sbottò:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Basta Tharios! Io non ce la faccio più!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - E cosa vorresti fare? - ansimò il suo giovane amico - Tornare indietro?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Sì, esattamente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Ma sei pazza? Dopo non avresti più l'occasione di andartene. Rinunceresti così alla libertà?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Ma quale libertà? Siamo stati degli sciocchi. Dovevamo dar retta agli anziani. Evidentemente i draghi che passarono il Varco erano molto più potenti di noi. O forse, più semplicemente, non esiste nessun Varco...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - No, non puoi credere a questo! Non puoi farti tormentare dai dubbi proprio ora!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Dubbi o non dubbi, le mie ali ormai si muovono a stento. Voglio tornare giù, prima che sia troppo tardi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - No, Lyarna, ti prego...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Ma le parole di Tharios furono rivolte al nulla. Lyarna ripiegò e cominciò la lunga discesa verso il basso, con le ali tese nel tentativo di sfruttare le correnti, troppo stremata per continuare a muoverle. Ben presto il suo corpo blu petrolio fu inghiottito dall'oscurità della notte che ancora ricopriva le terre e i mari, ma da oriente una sottile lama di luce cominciava a farsi strada nel mondo addormentato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios non poté fare a meno di distogliere i suoi pensieri da Lyarna, catturato dalla luce. Aveva sempre cercato di immaginarla, ma ora che stava comparendo di fronte ai suoi occhi, essa si mostrava ben più splendida di quanto lui avesse mai potuto credere. Strinse le palpebre, mentre la linea rosata si allargava, espandendo il suo chiarore verso l'alto. Tharios pensò che quello dovesse essere il giorno, ma si sentì miseramente stupido quando cominciò a comprendere che quello era solo l'annuncio, l'araldo dorato di uno splendore sconosciuto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; I battiti delle ali erano lenti e regolari, sufficienti a tenerlo librato in volo, mentre i suoi sensi erano totalmente rapiti da quello spettacolo divino. Tharios pensò che soltanto gli antichi draghi avessero potuto dare origine a un miracolo di tale bellezza e si convinse che la luce stessa fosse stata portata nel mondo dai suoi antichi predecessori.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; A un certo punto, non poté attendere oltre. Diede una sferzata decisa con le ali e ricominciò a salire, incurante della stanchezza e dell'indolenzimento. Più saliva e più la luce diveniva sfolgorante. Guardò in su e si rese conto che il Varco, come le altre stelle, erano ormai svaniti, a parte le luci più lontane a occidente. Ma non importava, perché ora aveva una guida ancora più sicura. Sapeva che doveva soltanto salire, sempre più in alto, in modo da vedere il sole per intero.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La sfera infuocata era ormai del tutto visibile e il cielo stava assumendo una sfumatura azzurra che affascinò Tharios. Osservò le sue scaglie, del colore della notte, e provò pena per Lyarna e per tutti gli altri draghi rimasti giù, perché non avrebbero mai visto altro se non l'oscurità.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Poi arrivò il dolore. Intenso, bruciante, come se lo stessero scorticando vivo. Tharios non aveva mai conosciuto il fuoco, ma ne aveva sentito parlare dalla vecchia Nianerys, quando le narrava degli antichi draghi capaci di emettere fiamme dalle fauci, e comprese in quell'istante di cosa doveva trattarsi. Sentì un rumore sfrigolante provenire dal suo stesso corpo e si osservò incredulo. Le scaglie che lo ricoprivano stavano fumando, rilasciando sbuffi di vapore caldo che si disperdevano nell'aria del mattino. Tharios fu colto dal panico ma riuscì a rimanere in fluttuazione, dopo un movimento convulso in cui rischiò di precipitare. Il bruciore era sempre più forte e sicuramente sarebbe stato ben presto intollerabile. Gridò di dolore e di paura, incapace di comprendere come il sole, dono e meraviglia, potesse essere così terrificante.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Avrebbe continuato a urlare, se l'aria non gli avesse irritato la gola, costringendolo a tossire. Tharios fu messo di fronte alla propria disperazione e l'esistenza del Varco divenne solo un pensiero lontano, un qualcosa che in quel momento non aveva più significato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Non lo avrebbe mai raggiunto, in fondo. Perché stava morendo, ed era la rovente luce del giorno che lo stava uccidendo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; L'aria era satura di un odore sconosciuto. Aprì gli occhi a fatica, accecato dalla luce diffusa che lo circondava.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Si sta svegliando - bisbigliò una voce poco distante.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios si sforzò di tenere gli occhi aperti, sbattendo le palpebre per mettere a fuoco ciò che lo circondava. Distinse delle sagome di fianco a lui, dalla forma nota e allo stesso tempo sconosciuta. La luce si riflesse sui loro corpi, dando vita a riflessi dorati e rossastri. Il suo cuore accelerò all'improvviso, quando si rese conto che si trattava di draghi. Cercò di alzarsi, ma cadde rovinosamente a terra, ma non così velocemente da non notare il colore delle sue scaglie. Erano nelle tonalità più calde dei rossi e degli arancioni, con screziature dorate che le rendevano ancora più brillanti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Cosa mi è successo? Dove mi trovo?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Quante domande, figliolo. Non pensavo che foste diventati così irrequieti, a stare laggiù.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La voce che aveva parlato era fiera e profonda, e Tharios identificò il drago come un anziano, sicuramente più vecchio di suo padre.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Laggiù?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Sì, sulla Terra. Il luogo dove un tempo alcuni dei draghi presero dimora. Ma poi divenne talmente complicato convivere con quelle creature.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; A Tharios girò la testa. Non aveva idea di cosa il vecchio drago stesse parlando, né quali fossero le creature a cui si stava riferendo. Si limitò quindi a fissarlo sbalordito.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Non dirmi... non dirmi che non sai niente di niente?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios scosse la testa, con uno sguardo che rifletteva tutto il suo smarrimento.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Accidenti. Ma cosa siete diventati? Bestie ignoranti?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Kraef, non essere così duro col giovane. Non vedi com'è spaventato?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Una voce femminile si intromise nel discorso e una draghessa dal portamento maestoso si avvicinò al vecchio drago. Anche lei doveva avere centinaia, se non migliaia di anni. Solo in quel momento Tharios si guardò attorno e vide decine di altri draghi, degli stessi colori sgargianti. Alcuni lo stavano osservando, ma tanti altri si libravano in un cielo chiaro, di pura luce.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Piccolo mio - continuò la draghessa - qui siamo a Pentar, sede della Fiamma, origine della luce e del fuoco. Qui siamo stati generati e da qui siamo partiti per visitare gli altri mondi, attraverso i Varchi che si aprono al limitare di Pentar. I tuoi progenitori si allontanarono da qui millenni or sono, come tanti altri draghi antichi che varcarono le soglie dei cieli per poter giungere in altri luoghi, per conoscerli e abitarli. In alcuni di essi i draghi hanno prosperato, in altri trovarono solo terre morte, in alcuni si insediarono per poi venirne cacciati da altre creature più forti... o più furbe. Come sulla Terra, da dove provieni tu.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Io non ho mai visto altre creature.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Perché vi siete rifugiati nei ghiacci eterni che coprono alcune terre circondate dall'oceano. Alcuni si rifiutarono di vivere un'esistenza priva del calore del sole e tornarono a Pentar, ma altri si intestardirono e decisero di rimanere laggiù. Quello che doveva essere un rifugio momentaneo, divenne una dimora permanente e la paura che i draghi della Terra provavano nei confronti delle creature a due zampe divenne infine un terrore leggendario. Gli uomini, così si chiamano quelle creature tra loro, sono piccoli e deboli, ma il loro intelletto permette loro di affrontare e spesso uccidere un essere maestoso come un drago.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Com'è possibile?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Chiedilo a chi si trovò costretto a fuggire nel ghiaccio - si intromise Kraef brusco.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Kraef, è troppo piccolo per ricordare. Sono passati millenni da quando alcuni uomini divennero un pericolo per i draghi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Bah, pericolo. Potevano ben combatterli col fuoco!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Lo sguardo della draghessa lo fulminò e Kraef si trovò a giustificarsi:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - No, hai ragione, non potevano, non più...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Che significa? - chiese Tharios sempre più impaziente.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - I draghi hanno il potere del fuoco, piccolo mio, ma soltanto finché restano a contatto con la Fiamma. Coloro che scelsero di allontanarsi da Pentar persero col tempo la capacità di generare il fuoco dai propri corpi. Gli uomini capirono infine che un drago senza fuoco non era più un nemico temibile e cercarono in ogni occasione di ucciderci, terrorizzati dalle nostre dimensioni. Certo, avremmo potuto contrastarli, ma che senso aveva continuare a combattere e a versare sangue? Così molti di noi decisero di tornare indietro, ma non così alcuni dei draghi più orgogliosi. Siccome erano rimasti in pochi, decisero di rifugiarsi temporaneamente nel continente ghiacciato, per poi tornare alla carica quando i tempi fossero stati migliori. Inutile dire che questi non sono mai giunti...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios rimase in silenzio, poi gli cadde nuovamente lo sguardo sulle sue nuove scaglie.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Perché le mie scaglie sono diventate come le vostre? Erano scure, di un blu nero come la notte...&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La draghessa si mostrò sorpresa e fu Kraef a prendere la parola.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Noi siamo figli della Fiamma. Lontani da essa ci spegniamo, come fuochi non più alimentati.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios comprese infine. L'oscurità a cui si erano condannati aveva affievolito la luce di cui i draghi vivevano. E, inesorabile, l'avrebbe infine spenta. Questo pensiero lo angosciò.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Devo tornare. Devo avvertire gli altri di lasciare subito la Terra. Oh... -  la consapevolezza gli piombò addosso come un'onda gelida dell'oceano. Se gli altri draghi erano tornati indietro poche centinaia di anni prima, i più anziani del gruppo, come anche suo padre, dovevano per forza conoscere la verità. Continuavano a negare non perché non gli credessero, ma perché ormai, anche se mangiavano e respiravano ancora, erano già spenti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La voce di Kraef si eresse autoritaria, ma carica di dolore:&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - E' il loro orgoglio a frenarli. Non ammetteranno mai di essersi sbagliati e non accetteranno mai di lasciare da perdenti quel mondo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; Tharios ripensò a Lyarna e a tutti gli altri che erano rimasti nel gelo e nell'oscurità. Il suo cuore si riempì di pena per loro, ma un calore piacevole lavò via la sua tristezza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Vieni piccolo - lo invitò la draghessa. - Per loro non puoi fare più nulla, ma hai salvato te stesso. Ora la Fiamma può espandersi anche in te e, se lo vorrai, potrai essere un portatore di luce.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Un portatore di luce?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; - Sì, per tutti coloro che non ricordano più la via per tornare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; La draghessa guardò in alto e Tharios distinse nel cielo migliaia di nubi rosse come il fuoco.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; “Il volo del drago” - 9 gennaio 2008&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;Partecipante alla prima edizione dello Zampaconcorso indetto da Zampanera Editore (&lt;a href="http://www.zampaneraeditore.it/index.htm"&gt;http://www.zampaneraeditore.it/index.htm&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-5156801066059008208?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/5156801066059008208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=5156801066059008208' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5156801066059008208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5156801066059008208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/03/il-volo-del-drago-nelle-fredde-caverne.html' title='Il volo del drago'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-5977788201402517058</id><published>2008-03-23T18:03:00.003+01:00</published><updated>2009-12-17T12:35:48.134+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Neil Gaiman - Nessun dove</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.fantasyitalia.it/files/news/NessunDoveTIF.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.fantasyitalia.it/files/news/NessunDoveTIF.gif" width="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Sono passati alcuni giorni da quando ho terminato di leggere questo libro divertente e scorrevole come un torrente di acqua fresca montana, eppure straordinariamente profondo e delicato nell'affrontare temi difficili come la morte e l'amicizia.&lt;br /&gt;La quotidianità si affianca alla straordinarietà, dando origine a una miscela che confonde e che porta a chiedersi quale delle due realtà sia quella giusta, quella più vera.&lt;br /&gt;Di sicuro l'inventiva di Gaiman è incredibile, riuscendo a rievocare in una Londra banale e grigia un mondo fantastico, letale ma meraviglioso.&lt;br /&gt;La favola del protagonista è bella e condivisa, finché non giunge al termine. Ed ecco che lui chiede di poter tornare indietro, a quella Londra dove "la cosa più pericolosa a cui devi fare attenzione è un taxi che va di fretta".&lt;br /&gt;Ora, immagino che quel passaggio fosse stato messo apposta per far sentire il lettore come una sorta di grillo parlante, di quello che sa che in breve tempo la Londra di Sotto avrebbe fatto sentire la propria nostalgia incontrastabile.&lt;br /&gt;Invece, quando ho letto quella frase, la prima cosa che ho pensato è che sì, è tutto bello, tutto fantastico, ma quanto ci piace alla fine la nostra vita tranquilla, dove ti basta prendere un antibiotico se stai male o aprire un rubinetto per avere tutta l'acqua calda del mondo.&lt;br /&gt;A tutti piace fantasticare su una realtà diversa, ricca di stupore, capace di farci dimenticare la monotonia che a volte piomba inesorabile nelle nostre esistenze, ma quanto saremmo veramente disposti a sacrificare per vivere la favola? Quanto saremmo disposti a rischiare per il brivido del fantastico?&lt;br /&gt;Un libro leggero, carino, ma che ancora mi gira per la testa dopo giorni dalla lettura.&lt;br /&gt;Un ottimo esempio di come anche uno stile ironico e poco ricercato possa plasmare contenuti degni di essere ricordati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-5977788201402517058?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/5977788201402517058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=5977788201402517058' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5977788201402517058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/5977788201402517058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/03/neil-gaiman-nessun-dove.html' title='Neil Gaiman - Nessun dove'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1184955708848496339</id><published>2008-03-11T20:35:00.001+01:00</published><updated>2008-03-11T20:37:59.698+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Lacrime nella pioggia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.bellacci.biz/fotoblog/pioggia_vetro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.bellacci.biz/fotoblog/pioggia_vetro.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;La pioggia faceva avvertire la sua presenza con lievi ticchettii sul vetro, amplificati dalla stanza vuota e silenziosa, che li mutava in un suono ritmico, regolare. Il letto sembrava particolarmente freddo, notò Rose, e l'umidità filtrava attraverso il vecchio materasso come a volerne impregnare ogni più piccolo recesso. Era una pioggia senza fulmini né tuoni, priva della violenza dei temporali, ma anche della pace dei lenti scrosci autunnali. Sembrava piuttosto il lamento sommesso di un vecchio malato, senza più forza né dignità. O forse assomigliava di più al pianto di un bambino?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Rose ripensò al suo piccolo Steve, che se ne era andato così piccolo, così innocente, portato via dal fiume durante una piena, mentre passeggiava mano nella mano con lei e suo marito Dave. A pensarci bene, era proprio una giornata uggiosa come quella, in cui nessuno avrebbe immaginato uno straripamento del Tirly, così quieto e inoffensivo, ma anche con così poco spazio per contenere le acque impetuose di un temporale estivo. In quei due mesi Rose non aveva fatto altro che vedere il volto del suo bambino di sei anni livido e inespressivo, mentre nella sua testa continuava a sentire il suo lamento, la sua denuncia dell'abominevole ingiustizia che gli era toccata. In realtà il suo corpicino non era mai stato ritrovato e questo non faceva altro che alimentare l'incubo a occhi aperti di Rose.  &lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Le gocce iniziarono a picchiare più forte e la finestra rispose con vibrazioni irritate. Rose sistemò il cuscino, per poi raccogliere le coperte attorno al corpo infreddolito. Dave non era ancora venuto a letto e tutto quello spazio vuoto non tratteneva abbastanza calore per lei. All'improvviso, il libro che stava leggendo le risultò insoddisfacente. La storia le apparve estranea, non in armonia col suo attuale stato d'animo. Dopo aver letto e riletto le stesse righe per una decina di volte, si rese conto che non riusciva ad afferrare il senso delle parole. Sapeva che quando accadeva era il momento di chiudere il libro e, con un sospiro seccato, piegò l'angolo in alto a destra per tenere il segno. Appoggiò il libro sul comodino e spense la luce. Un gesto consueto, istintivo, ma che in quel momento fu fonte di un'angoscia inaspettata. Si rifugiò frettolosamente sotto le coperte di lana accatastate, mentre fuori vento e acqua intonavano il loro canto tragico.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Un colpo secco fece stridere i vetri, che rimasero integri per miracolo. Due mani livide, col palmo appoggiato al vetro, erano apparse alla finestra. Rose non urlò, la sua gola non glielo permise, chiusa in un'apnea paralizzante. Il cuore, dopo aver saltato un colpo, si lasciò andare alla più sfrenata tachicardia e sudore gelido filtrò dai pori della pelle. Le mani fuori dalla finestra si aggrapparono al bordo inferiore dell'intelaiatura, contraendosi nello sforzo di sollevare un peso. Rose non riusciva a scorgere il resto del corpo a cui appartenevano quegli arti, ma poteva vedere le piccole dita sottili che facevano forza sul legno scheggiato. Frammenti di vecchia vernice bianca si staccavano sotto la loro presa, mentre il dorso si inarcava per azione di inesistenti muscoli.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Non voglio vedere, non voglio, non voglio!”&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Rose affondò nelle coperte, testa compresa, raccogliendosi in posizione fetale e stringendo le mani sul capo. Il suono era debole, si udiva appena al di sopra degli scrosci, ma sapeva che quel lamento tetro era reale, non più un effetto della pioggia. Forse, non lo era neppure prima. Piangeva, piangeva e spingeva. Rose avvertì una convulsione di terrore lungo il corpo, mentre realizzava che quell'essere, qualunque cosa fosse, voleva entrare nella stanza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Un altro colpo sul vetro, più forte del precedente. “Mio Dio, sta veramente tentando di sfondarlo?”&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Da un angolo nascosto, la sua coscienza voleva rassicurarla, dicendole che non poteva farcela, che quella creatura non poteva avere la forza necessaria per infrangerlo. Eppure i palmi scarni continuavano a battere incessantemente, mentre vibrazioni distorte rimbalzavano nella stanza. Rose non poté fare altro che premere le mani sulle orecchie, per non udire quel pianto di fame e di terrore. Non riusciva più contrastare i brividi, mentre il panico la strangolava da dentro, afferrando con crudeltà il cuore ormai impazzito, ormai costretto ad arrendersi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il vetro, in uno schianto stridente, si frantumò. Rose trattenne il respiro, ma il battito del suo cuore le martellava in testa. Non sentì nulla per un tempo indefinito, poi il tonfo sul pavimento distrusse ogni sua speranza. Sentì frugare sul bordo del letto e tutta l'aria tenuta compressa nei polmoni esplose in un urlo talmente straziato che le fece male al petto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Daaaaave! Daaaaave! Ti pregooooo!”&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;La gelida mano bianca trovò uno spiraglio tra le coperte e la toccò. Una carezza leggera, sulla pelle lasciata nuda dalla maglia del pigiama troppo corta. Rose smise di urlare e ascoltò rapita il respiro lento e rantolante della creatura dietro di lei. L'essere, con lentezza sfinente, si sollevò sul letto, le si avvicinò, poggiando la testa dietro la sua spalla. Lei avvertì l'odore di foglie marcite dalla pioggia, odore di fango e di morte. Ma si quietò, perché conosceva quel respiro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Mamma”, sussurrò la creatura. La voce aveva perso il timbro limpido e squillante, era divenuta gorgogliante, melmosa. Ma non poteva non riconoscere lo stesso tono con cui il suo piccolo Steve la chiamava a ogni ora del giorno.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Piccolo mio.”&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Parlò senza rendersene conto e, altrettanto inconsciamente, si girò. Il suo viso, grigiastro e putrefatto, la riempì di orrore, ma Rose non urlò questa volta. “Hai fame, piccolino?”, gli chiese con la dolcezza che solo una madre può riservare al proprio bambino. La creatura osservò la mano che le veniva protesa davanti e, senza esitazione, strappò un brandello di carne dalla mano di Rose. Ancora una volta, lei non si lasciò sfuggire neanche un gemito. Il dolore non era nulla a confronto della gioia di nutrire la propria creatura.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Dei passi nel corridoio la fecero tornare alla realtà. Suo marito stava venendo a letto e sarebbe di certo rimasto inorridito, non avrebbe capito il miracolo a cui lei stessa stava assistendo. Guardò il suo piccolino che continuava a straziarle la carne, le ossa della mano ormai esposte, e decise che non avrebbe mai permesso a nessuno di portarle via ciò che le era appena stato restituito. Fece una carezza alla testa glabra, incurante della pelle grigia e untuosa, poi si alzò dal letto, consapevole dello sguardo affamato dell'essere.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Torno subito”, sussurrò con tenerezza.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Dave aprì la porta e si trovò davanti sua moglie, in piedi e... con la mano sinistra scarnificata e gocciolante sangue. “Rose, mio Dio Rose, che ti è successo?”, gridò con tutto l'orrore che il suo animo era stato in grado di evocare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Lei sorrise. Non disse nulla, ma sorrise placidamente e con una luce euforica negli occhi. Dave pensò che la depressione per il lutto avesse lasciato il posto alla follia e fece per abbracciare la moglie, tentando di riportarla alla ragione. Ma Rose alzò di scatto il braccio destro contro di lui, con la mano che reggeva un oggetto che Dave non ebbe il tempo di identificare. Non vide più nulla, sentiva solo il pavimento di marmo freddo sotto di lui e il dolore bruciante che si spandeva nella sua testa a ondate strazianti. Balbettò il nome della moglie e la sentì accovacciarsi di fianco a lui. Tentò di sollevare la testa, ottenendo in cambio soltanto una fitta ancor più lacerante. Solo in quel momento lo vide, piccolo, livido e con due occhi bianchi di morte. Avrebbe voluto gridare, ma il sangue dalla fronte gli colò in bocca, provocandogli conati di vomito.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Vide Rose porgere la mano straziata alla creatura, che si avventò su di essa, staccando muscoli e cartilagini. Sua moglie non stava urlando, anzi, sorrideva con gli occhi bagnati di lacrime di commozione. Poi la vide indicarlo, mentre diceva qualcosa come “Vai da papà, anche lui vuole darti la pappa. Devi avere così fame, piccolo mio”.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Dave avrebbe voluto svegliarsi da quell'incubo, ma il dolore al capo gli diceva che non c'era modo di sfuggire all'orrore. L'essere si avvicinò camminando in modo innaturale, come se non potesse coordinare il movimento di tutti i muscoli. I suoi passi incerti lo rendevano ancora più grottesco, ma il suo sguardo era la cosa più inquietante, così perso nel nulla, come se non fosse importante vedere, quando bastava seguire l'odore del sangue. Vide la bocca nerastra aprirsi mentre si abbassava sul suo viso, scoprendo denti giallastri e scheggiati. Dolore si aggiunse al dolore, quando sentì quelle piccole zanne affondargli nel viso. La creatura gli strappò con un singolo movimento l'intera guancia, lasciando scoperte le arcate dentarie. Questa volta Dave riuscì ad urlare, in un'esplosione di sofferenza e di paura. Forse qualcuno l'avrebbe sentito, forse i vicini sarebbero accorsi. Ma la mano di Rose scese di nuovo a colpirlo. E il dolore cessò.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Fuori aveva ormai smesso di piovere e grosse gocce si tuffavano a intervalli regolari dalle grondaie e dai tetti. Rose sorrise. Non c'erano più lamenti, non c'erano più lacrime nella pioggia.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Lacrime nella pioggia” - 29 novembre 2007&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;25° posto al concorso&lt;strong&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style=""&gt;BUONANOTTE E SOGNI D'HORROR&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman, serif;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=""&gt;", I edizione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt; 2007, organizzato da Sognihorror.com (www.sognihorror.com)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1184955708848496339?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1184955708848496339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1184955708848496339' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1184955708848496339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1184955708848496339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/03/lacrime-nella-pioggia.html' title='Lacrime nella pioggia'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-428113390513925198</id><published>2008-03-05T16:46:00.005+01:00</published><updated>2009-12-17T12:33:48.119+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antologie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>H.P. Lovecraft - Tutti i racconti 1923-1926</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.hyperreview.com/file/Romanzi/Lovecraft.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.hyperreview.com/file/Romanzi/Lovecraft.jpg" width="127" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La lettura di questo secondo volume è stata decisamente faticosa, non solo per la lentezza con sui si fa leggere Lovecraft, ma anche per la difficoltà nell'affrontare certi brani.&lt;br /&gt;Questa volta voglio fare una recensione come si deve, per cui lascerò un piccolo commento per ogni singolo racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I topi nel muro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L'ho trovato intrigante, anche se non così esaltante come l'introduzione aveva lasciato intendere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Innominabile&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Niente male. Fin dal primo libro, trovo che i racconti legati ai temi sepolcrali siano quelli più ispirati. Si respira un'atmosfera che mette i brividi, molto evocativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La ricorrenza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stupendo, anche se, come spesso accade per questo genere di racconti, preferisco la prima parte più intuitiva e misteriosa, rispetto ai finali pieni di elementi espliciti e privati del fascino del "non detto".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La Casa sfuggita&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L'ambientazione familiare dona ai racconti horror quel tocco in più che provoca un brivido quando si osserva coi proprio occhi il luogo della narrazione. E' un espediente che piace molto anche a me, anche se abusarne non va mai bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Orrore a Red Hook&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non mi ha esaltata particolarmente. Trovo che nei racconti lunghi Lovecraft si perda un po' dietro a troppi particolari, che decisamente ama troppo nel mio modesto parere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L'incontro notturno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Molto carino, una buona atmosfera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nella cripta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente fenomenale! L'ironia e la tragicità della situazione si sposano alla perfezione in un racconto che posso definire un piccolo capolavoro.&lt;br /&gt;Mi chiedo come mai Lovecraft abbia lasciato trasparire così poco spesso questa sua vena ironica, che quando invece si esprime è in grado di dar vita a brani incantevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La discesa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Difficile darne un giudizio, per il fatto che è incompleto. Si comincia però a intravedere la fitta rete che Lovecraft ha intessuto tra i vari elementi del suo mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Aria fredda&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Allucinante e imprevedibile, anche questo racconto mi è piaciuto decisamente. A volte mi immagino le facce dei protagonisti quando si trovano di fronte alle realtà contorte create dall'autore e in questo caso devo dire che ho riso più di una volta al pensiero del poveraccio che si è trovato in una situazione simile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il richiamo di Cthulhu&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Condizionata dalle aspettative, in questo racconto ho trovato niente di più niente di meno di ciò che mi immaginavo.&lt;br /&gt;E' stata più che altro una lettura istruttiva, che ha cominciato a darmi i primi veri elementi per comprendere i miti di Cthulhu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il modello di Pickman&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Niente male, decisamente ben pensato (forse perché sempre legato alle tematiche che scaturiscono più spontanee dalla penna di Lovecraft). Da leggere e da tenere bene in mente in vista del racconto più lungo al termine del libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La chiave d'argento&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Uno dei pochi racconti legati al mondo onirico che mi ha intrigata abbastanza. Nel primo libro ce n'erano stati diversi e quasi nessuno mi era piaciuto particolarmente. Ma questo approccia l'argomento da tutta un'altra prospettiva e difatti l'ho trovato molto più leggibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La casa misteriosa lassù nella nebbia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Anche questo mi è piaciuto parecchio. Tocca tematiche a me molto vicine, dall'alpinismo ai miti oceanici. E' finito troppo in fretta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Alla ricerca del misterioso Kadath&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Terminare questo racconto è stato un travaglio inenarrabile. Già i racconti di questo ciclo non mi prendono più di tanto, questo mi è sembrato veramente interminabile.&lt;br /&gt;Ho apprezzato molto i riferimenti a racconti precedenti e Pickman è diventato decisamente il mio mito personale, ma per il resto gli avrei dato fuoco.&lt;br /&gt;Sorpresa però nelle ultime due pagine, scritte con un ritmo decisamente diverso, che mimano veramente il risveglio confuso e frettoloso da un lungo sogno che sembrava non avere mai fine.&lt;br /&gt;Il dubbio che mi rimane è: avrà scritto apposta in maniera così pesante, per dare proprio l'impressione dei tempi dilatati e incalcolabili dei sogni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non commento i racconti posti in fondo al libro, ovvero le revisioni dei lavori di altri, ma vorrei lasciare una piccola nota per il saggio di Peter Cannon "Una cronologia al di là del tempo", un lavoro veramente curioso e che varrebbe la pena di riprendere in mano una volta terminata la lettura di tutti e quattro i libri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-428113390513925198?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/428113390513925198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=428113390513925198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/428113390513925198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/428113390513925198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/03/hp-lovecraft-tutti-i-racconti-1923-1926.html' title='H.P. Lovecraft - Tutti i racconti 1923-1926'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-6780821007640028471</id><published>2008-02-04T14:57:00.002+01:00</published><updated>2009-12-17T12:32:45.354+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantascienza'/><title type='text'>Valerio Evangelisti - Nicolas Eymerich, inquisitore</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.tommygun.it/wp-content/uploads/image/nowreading/9788804528821g.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://www.tommygun.it/wp-content/uploads/image/nowreading/9788804528821g.jpg" width="120" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Stupore, compiacimento e un pizzico di insofferenza.&lt;br /&gt;Ecco le sensazioni che mi ha lasciato questo libro, letto in due soli giorni, grazie alla sua fluidità e al ritmo sempre pressante della narrazione.&lt;br /&gt;Come sempre succede quando il protagonista non è il buono di turno, mi è rimasto un retrogusto amaro, che però si compensa con la figura tutt'altro che fantastica di questo inquisitore, per quanto il contesto poi si sposti dal fantasy alla fantascienza.&lt;br /&gt;Sicuramente il connubio tra generi differenti mi è piaciuto, perché, come sempre sostengo, un genere non deve mai risultare un'etichetta entro cui si è costretti a rimanere. I generi servono soltanto come punto di riferimenti, per capirsi insomma, ma non devono mai rappresentare dei limiti.&lt;br /&gt;Tornando al libro in sé, ho apprezzato sicuramente la rielaborazione delle teorie "scientifiche" (in realtà la teoria degli psitroni non è considerata una teoria scientifica, ma quanto meno esiste ed è reale, non un'invenzione dell'autore), mescolando fantasia e realtà in un quadro surreale ma non così improbabile.&lt;br /&gt;Molto interessante anche il legame creato fra i tre periodi temporali, è un qualcosa che mi ha sempre affascinata.&lt;br /&gt;Insomma, un bel libro, di cui ho apprezzato la velocità e le dimensioni ridotte. Anche se di solito amo le divagazioni, credo che in questo tipo di narrativa sia fondamentale sorvolare, per non rendere il tutto troppo pesante.&lt;br /&gt;Ora attendo di leggere i successivi, per vedere se alcune mie impressioni verranno confermate o meno. ;-)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-6780821007640028471?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/6780821007640028471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=6780821007640028471' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6780821007640028471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6780821007640028471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/02/valerio-evangelisti-nicolas-eymerich.html' title='Valerio Evangelisti - Nicolas Eymerich, inquisitore'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-8354212933381833118</id><published>2008-01-31T22:56:00.003+01:00</published><updated>2009-12-17T12:29:59.803+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antologie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>H.P. Lovecraft - Tutti i racconti 1897-1922</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_k0KGbSR2SO8/SyoVeZ0ZWEI/AAAAAAAAACY/9U4QmcBE_PE/s1600-h/05183.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_k0KGbSR2SO8/SyoVeZ0ZWEI/AAAAAAAAACY/9U4QmcBE_PE/s200/05183.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Una lettura lunga, diluita nelle settimane, quella del libro che raccoglie la prima serie di racconti di questo autore.&lt;br /&gt;Mi è stato chiesto più volte, durante la lettura, quale fosse la mia impressione su Lovecraft e penso di potermi ripetere.&lt;br /&gt;L'ho trovato un autore allo stesso tempo vicino e lontano al mio modo di scrivere. Non mi piace particolarmente il suo stile, tendente all'asettico e alla fredda logica scientifica, che toglie atmosfera a certe situazioni surreali. Che la cosa sia voluta, non lo metto in dubbio, ma a me non piace. Preferisco uno stile che accompagni l'atmosfera che cerca di descrivere, un'armonia tra forma e contenuto, che in diversi racconti di Lovecraft non ho trovato.&lt;br /&gt;Ho quindi letto brani che non mi hanno fatto alcun effetto, alcuni addirittura noiosi.&lt;br /&gt;Ma mi sono trovata di fronte anche a ritratti perfetti di una realtà estranea ma presente, fotografia di un qualcosa che non si vede ma c'è.&lt;br /&gt;L'impressione di base è che in questi racconti, i primi della sua vita da scrittore, rispecchino quella schizofrenia tipica di chi ancora sta cercando il suo stile, di chi deve ancora decidere quale impronta dare ai propri scritti, in pratica, la mia situazione. Di certo non posso mettere a confronto i miei racconti con i suoi, la sua immaginazione è quanto di più fervido abbia mai incontrato, mentre io spesso stento a trovare elementi originali e stupefacenti, ma comprendo appieno il processo che in questi racconti emerge, un'evoluzione che, sono convinta, abbia poi prodotto dei capolavori, che sono molto curiosa di leggere.&lt;br /&gt;Di certo, ora più che mai, posso apprezzare i complimenti di chi mi diceva che in qualche modo i miei racconti richiamino lo stile di Lovecraft. Non credo di meritarmi un tal paragone, ma i complimenti me li tengo lo stesso, che fanno bene allo spirito! ^^&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-8354212933381833118?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/8354212933381833118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=8354212933381833118' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8354212933381833118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/8354212933381833118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/hp-lovecraft-tutti-i-racconti-1897-1922.html' title='H.P. Lovecraft - Tutti i racconti 1897-1922'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_k0KGbSR2SO8/SyoVeZ0ZWEI/AAAAAAAAACY/9U4QmcBE_PE/s72-c/05183.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1901093600447677386</id><published>2008-01-31T14:27:00.000+01:00</published><updated>2008-01-31T14:39:50.438+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Bianco scarlatto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R6HNVBopQdI/AAAAAAAAAAo/vyGKr0ZnLso/s1600-h/Pan+al+riposo+2.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 296px; height: 224px;" src="http://bp0.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R6HNVBopQdI/AAAAAAAAAAo/vyGKr0ZnLso/s320/Pan+al+riposo+2.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5161632409043157458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Le campane della chiesa di S.Antonio suonavano a morto, riempiendo del suono lugubre l'afosa aria estiva, imprigionata dalle case di tufo rosso addossate alla viuzza. Era il terzo funerale che si celebrava in paese nelle ultime settimane. Una media non anomala, se non fosse che due dei defunti avevano meno di vent'anni. Le donne vestite di nero seguivano il feretro con gli occhi arrossati, salendo lungo la stradina lastricata e innalzando lamenti al santo patrono.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Tra i pianti e le invocazioni, tuttavia, i bisbigli dei presenti erano di ben altra natura. “E'  una brutta faccenda di sette sataniche, te lo dico io”, sussurravano alcune delle voci . Come spiegare d'altronde la morte di due ragazzi in soli dieci giorni, entrambi trovati con profonde ferite al collo e completamente dissanguati? La risposta che ciascuno non voleva prendere sul serio era la stessa che si era impressa nella mente di tutti i paesani. Nessuno ci credeva veramente, ma tutti continuavano a sussurrare quella parola: vampiri. E nonostante lo scetticismo, la morbosità dell'argomento non lasciava alcuna tregua al buon senso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Gli occhi di tutti erano puntati su alcuni giovani vestiti di nero, coi capelli lunghi e i volti pallidi. Qualche dito si alzò contro di loro. “Adoratori del demonio, ti dico”, dicevano alcuni, facendosi il segno della croce. “Girano solo di notte”, aggiungevano altri.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il corteo era ormai giunto sul sagrato della chiesa e tutti entrarono ritornando mesti e silenziosi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Mentre la funzione aveva inizio, una gatta dal pelo grigio sbadigliò indolente, sdraiata sulle calde pietre di tufo del muretto esterno del piazzale. Si stirò con lentezza, per poi sedersi sulle zampe posteriori. Osservò con interesse la piccola macchia rossastra che sporcava la chiazza di pelo bianco sul petto. Cominciò a leccarsi il manto con cura, muovendo la lingua veloce tra gli appuntiti canini.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Bianco scarlatto” - 30 ottobre 2007&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Settimo posto al concorso "300 PAROLE PER UN INCUBO" 2007, edizione 6°, organizzato da Scheletri.com (www.scheletri.com)&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;strong style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1901093600447677386?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1901093600447677386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1901093600447677386' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1901093600447677386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1901093600447677386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/bianco-scarlatto.html' title='Bianco scarlatto'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R6HNVBopQdI/AAAAAAAAAAo/vyGKr0ZnLso/s72-c/Pan+al+riposo+2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-6461071529264862079</id><published>2008-01-29T22:38:00.000+01:00</published><updated>2008-01-29T22:40:39.660+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Figli degli abissi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.friendsinlowplaces.co.uk/images/SM&amp;amp;W%20Sea%20Mon.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 319px; height: 230px;" src="http://www.friendsinlowplaces.co.uk/images/SM&amp;amp;W%20Sea%20Mon.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Tutto è cominciato quando arrivarono le prime seppie, quelle dannate bestiacce gelatinose. No, non mi si è rammollito il cervello, so ancora distinguere una seppia da una medusa, per la miseria. Ma queste seppie, se proprio vogliamo ostinarci a chiamare in questo modo quegli scherzi della natura, sono proprio delle schifezze gelatinose, viscide e trasparenti come le meduse. Ma molto più pericolose.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;La prima la pescò John lo sdentato. Mi ricordo che ebbe la faccia tosta di attraccare in porto quella sua carretta, la &lt;i&gt;Tempesta nera&lt;/i&gt;, gridando dal ponte che aveva trovato una cosa meravigliosa. Meravigliosa, capite? Ma un uomo così stupido da invocare le tempeste col nome della propria barca, lo è anche probabilmente per non capire che un abominio non è una meraviglia. Fatto sta che si precipitò sul molo, rischiando di scivolare rovinosamente a terra, e cominciò a sventolare il suo lurido secchio arrugginito di fronte al naso di tutti.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;L'espressione di stupore di coloro che riuscivano a intravedere il contenuto del secchio, nonostante i movimenti agitati di John, attirarono la curiosità di altri. La gente si ammassò per poter dare un'occhiata alla nuova meraviglia del secolo: una seppia!&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Oh certo, anch'io ero tra i presenti e anch'io rimasi stupito da quell'animaletto che, invece di assumere il colore grigio del secchio che gli faceva da sfondo, si mostrava quasi trasparente e con un'inaspettata luminescenza azzurra. Un fenomeno da baraccone, per farla breve. Ma mentre tutti saltavano per l'entusiasmo, io e pochi altri ci scambiammo qualche occhiata scettica. Una seppia che fa luce NON è una cosa bella e divertente, dicevano senza mezzi termini i nostri sguardi. Ma non ci sarebbe stato possibile smorzare l'euforia generale, per cui ognuno di noi tenne quel pensiero per sé. Ma la nostra preoccupazione si riaccese quando arrivò la seconda seppia fosforescente, appena una settimana dopo.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Questa volta fu la &lt;i&gt;Sally&lt;/i&gt; a riportare il prezioso bottino, ma Tony, il suo capitano, ci risparmiò i saltelli deliranti di John. Mostrò a tutti l'esemplare, decisamente più impressionante del primo, col suo mezzo metro di lunghezza. Nonostante questo, fotografi e giornalisti non si vedevano. Tutto di guadagnato, dal mio punto di vista, ma era comunque strano che quel fetente di John non avesse tentato di vendere la notizia, per spacciare la sensazionale scoperta come sua. Con molta probabilità, chiunque avesse ricevuto la telefonata, doveva aver pensato al solito scherzo idiota.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Per un mese non si parlò d'altro in paese, mentre il resto del mondo sembrava ignorare la scoperta. E l'indifferenza esterna continuò anche quando le seppie fosforescenti cominciarono ad essere pescate a decine. Ormai in ogni casa era presente una vasca riempita d'acqua di mare con la sua seppiolina azzurra che vi sguazzava dentro. Molte morivano dopo pochi giorni, ma i pescatori tornavano sempre con qualcuna di quelle bestie, per cui quelle morte venivano rimpiazzate in fretta. Alcune erano troppo grandi per le bocce da pesci rossi e qualcuno propose di allestire un acquario pubblico negli scantinati della scuola elementare. I bambini morivano di curiosità per quegli animali e si divertivano a osservarli a luci spente. Al buio, in effetti, erano affascinanti. La luce azzurrognola che emanavano si spandeva nell'acqua, creando effetti suggestivi sulle pareti e sul soffitto.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Insomma, le seppie avevano portato una ventata di vita in questo vecchio paese.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Ma portarono anche la morte.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;La prima barca a non tornare in porto una mattina fu proprio la &lt;i&gt;Tempesta nera&lt;/i&gt;. Avevamo sempre sostenuto che quel nome portasse sfortuna, ma John non se ne era mai curato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Al porto non avevano ricevuto nessuna richiesta di aiuto, ma si conosceva la zona di pesca battuta abitualmente dalla &lt;i&gt;Tempesta nera&lt;/i&gt;, per cui alcuni si rimisero in mare, in cerca della vecchia carretta e del suo svitato capitano.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Dei quattro pescherecci che partirono, soltanto la &lt;i&gt;Spuma delle onde&lt;/i&gt; tornò indietro la mattina seguente, cadente a pezzi. Phill, il capitano, era stato preso dal mare, così raccontarono i marinai superstiti, anzi era più corretto dire che era stato preso dalle seppie.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Tutto ciò che quei poveracci in preda al panico riuscirono a raccontare era riassumibile nella comparsa, durante la notte, di decine, centinaia di seppie fosforescenti. Avevano circondato le barche, finché una luminescenza più ampia li aveva avvolti. Sotto di loro il mare era un'immensa nube luminosa, ribollente di quelle creature, grandi e piccole. All'improvviso grandi tentacoli si erano abbattuti sulle imbarcazioni, frantumando, spezzando e portando ogni cosa con sé, sotto la superficie dell'acqua. La &lt;i&gt;Spuma delle onde&lt;/i&gt; si era tenuta in disparte rispetto agli altri ed era riuscita a sfuggire ai colpi più letali. Ma un ultimo, scattante tentacolo era giunto fino a lei, colpendo il capitano e parte dell'albero.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Il racconto dei pescatori era assurdo, ma tutti noi avevamo sotto agli occhi quelle nefaste creature ogni singolo giorno. La sentenza fu quindi la condanna a morte. Nessuno si rese conto che quella sentenza era stata pronunciata contro noi stessi.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Le seppie furono strappate alle loro prigioni e straziate da mille lame furiose. Ognuno riversò la propria rabbia su quegli abomini, finché di loro non rimase nient'altro che poltiglia, che venne riversata in mare.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Forse fu proprio l'odore della morte dei loro simili ad attirarle fino a noi. O forse ci stavano già braccando per aver strappato i loro figli dall'abbraccio del mare. Quando la notte si illuminò della luce azzurra che filtrava dalle onde, capii che stava per iniziare un'altra sanguinosa mattanza, la nostra.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Tentacoli luminescenti comparvero sul bordo del molo in ogni punto, trascinandosi dietro i tozzi corpi gelatinosi. Le creature si incamminarono e dilagarono a migliaia per le strade del paese, senza alcun impaccio, sicure della direzione da prendere. Si muovevano in silenzio e la mancanza di ogni rumore le rendeva ancora più terrificanti. Erano come fantasmi e le grida di dolore lasciavano intuire il loro passaggio all'interno della case. Dietro di sé lasciarono soltanto sangue. E silenzio.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;Ci gettarono quindi in mare sprezzanti, come noi stessi avevamo gettato i corpi straziati dei loro figli. E non ci concessero neanche il riposo eterno, ma ci trascinarono con loro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;E ora siamo qui, nascosti negli abissi più oscuri e profondi, fantasmi fluttuanti nelle fredde correnti, luminescenti d'azzurro nella tenebra che ci circonda, animati dall'odio per noi stessi. Ma hanno rubato i nostri figli e dobbiamo andare a riprenderli.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“Figli degli abissi” - 13 novembre 2007&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-6461071529264862079?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/6461071529264862079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=6461071529264862079' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6461071529264862079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/6461071529264862079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/figli-degli-abissi.html' title='Figli degli abissi'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1104778015070467803</id><published>2008-01-26T00:17:00.000+01:00</published><updated>2008-01-26T00:25:37.872+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Il pesce palla</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.aspeterpan.com/images/ppalla2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 291px; height: 213px;" src="http://www.aspeterpan.com/images/ppalla2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Pedro Aleandros uscì dal negozio di acquari e pesci esotici con uno sfavillante sorriso stampato su quel suo faccione tondo e sudato per l'afa estiva. Il pesce palla, racchiuso nel sacchetto di plastica trasparente, reagì al mondo esterno gonfiandosi e scatenando così nel suo nuovo proprietario una fragorosa risata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Pedro aveva una passione per gli acquari tropicali sin da bambino, quando era andato in gita con la scuola a visitare il nuovo mastodontico complesso di Lisbona, allestito in occasione dell'Expo del 1998. La sua attrazione principale era una vasca a cilindro alta tre piani, talmente larga da non permettere di scorgere con chiarezza la parete opposta. Durante il viaggio di ritorno a Badajoz, sul confine tra il Portogallo e la sua Spagna, non aveva degnato di una parola i suoi compagni di scuola, che tra l'altro lo evitavano quasi sempre, accorgendosi di lui solo quando si presentava l'occasione per prenderlo in giro, ovvero quando la sua gioviale faccia rotonda assumeva il colore della marmellata di fragole al solo rivolgergli la parola. I suoi pensieri erano rimasti davanti a quella grande vasca piena d'acqua e di meraviglie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Ora, sulla soglia dei diciannove anni, era finalmente riuscito a dare sfogo alla sua passione. Lavorava da sei mesi nella libreria di sua sorella Adele, a Sagrajas, e aveva preso in affitto un monolocale asfittico per ben trecentosettanta euro al mese. La cifra era nella media del mercato immobiliare, ma per il suo stipendio di poco più di mezzo migliaio di euro significava un salasso non indifferente. Nonostante questo, già alla prima busta paga aveva deciso di riservarne una parte per il suo progetto, riuscendo a racimolare, in quel breve periodo, i soldi sufficienti per allestire un piccolo acquario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Due settimane prima aveva acquistato la vasca con i relativi accessori. Si era dovuto accontentare di una capacità di sessanta litri, ma era quello che gli consentivano le sue finanze e le dimensioni dell'appartamento. Dentro al negozio era rimasto fortemente tentato anche dall'impianto a osmosi per il ricambio costante dell'acqua, ma la cifra a due zeri lo aveva dissuaso nel giro di pochi secondi. Era quindi uscito con il suo acquisto in braccio e una grande sporta dondolante dal gomito destro. Arrivato a casa, aveva saltato la cena e si era messo subito al lavoro. Aveva disposto  sul divano dalla fodera stracciata i libri che era riuscito a portare a casa dalla libreria, impietosendo la sorella e pagandoli quasi la metà. Aveva seguito le istruzioni con ogni scrupolo. Aveva pulito i vetri dentro e fuori con acqua tiepida, evitando accuratamente ogni tipo di detersivo. Aveva disposto sul fondo  uno spesso strato di ghiaia, che il venditore gli aveva assicurato, sbuffando per la sua insistenza, essere assolutamente priva di calcare. Aveva sistemato le sfere per il filtro biologico nel cassettino laterale, montato le luci, regolato al decimo di grado il termostato e, infine, versato l'acqua deionizzata su un piattino di ceramica, che aveva posato sulla ghiaia per evitare di smuoverla. Dopodiché aveva addizionato tutto l'addizionabile: sali marini, biocondizionatore e ogni  altro tipo prodotto “assolutamente indispensabile alla sana vita dei pesci e degli invertebrati marini”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Osservando il lavoro finito, aveva scambiato un cenno d'intesa con le sacre bibbie che stavano giudicando il suo operato in silenzio. Aveva quindi decretato che il lavoro era stato eseguito alla perfezione e che avrebbe resistito alla tentazione di buttarci dentro qualunque tipo di creatura marina prima del tempo stabilito sui libri, ovvero dalle due alle quattro settimane. Aveva quindi richiuso i libri con amorevole devozione, riponendoli nello scaffale inferiore del mobile porta-acquario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Allo scadere delle due settimane, aveva ritenuto che la sua straziante attesa meritasse la ricompensa tanto agognata. Le sue tasche gli dissero che non poteva permettersela. Aveva calcolato le spese considerando un mese tra l'allestimento della vasca e l'introduzione dei primi invertebrati, ma Pedro non poteva più attendere. Aveva quindi deciso che il compromesso migliore sarebbe stato l'acquisto di un singolo pesce, in modo da dare un po' di vita a quel vuoto contenitore. Soddisfatto dell'accordo raggiunto con sé stesso, aveva chiesto una mezza giornata di permesso ad Adele e si era presentato al negozio all'ora di pranzo, trovandolo, ovviamente, chiuso. Aveva atteso sotto il sole di luglio che il proprietario tornasse ad aprire il suo esercizio, per poi entrare nel fresco negozio al suo seguito. Il negoziante lo aveva guardato infastidito ma, ricordando la sua precedente spesa, si era poi profuso in gentilezze di ogni sorta. Pedro aveva dovuto combattere contro la tentazione di acquistare ogni più bizzarra creatura del mare. Frustrato dall'impossibilità di riuscire a decidere, aveva camminato avanti e indietro osservando febbrile tutte le vasche da esposizione più e più volte. Quando era ripassato per l'ennesima volta di fronte alla vasca coi pesci palla, uno di loro, spaventato dall'improvvisa comparsa di quella forma rotonda e immensa che era la sua faccia, si era gonfiato fino all'inverosimile. L'inatteso spettacolo aveva fatto ridere Pedro a crepapelle, portando il negoziante a voltarsi imbarazzato verso di lui, mentre altri due acquirenti stavano entrando proprio in quell'istante.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Pedro aveva deciso che quel pesce si era conquistato il premio simpatia dell'acquario e lo aveva scelto come primo inquilino della sua vasca.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Per tutto il percorso dal negozio a casa, davanti ai suoi occhi passarono immagini di giardini sottomarini lussureggianti, di pesci multicolori che si rincorrevano tra invertebrati evanescenti e fluttuanti. Giunto a casa, deciso a rispettare tutti i canoni sino in fondo, mise il sacchetto a galleggiare sulla superficie dell'acqua, per portare quella all'interno del sacchetto alla stessa temperatura. Osservava le lancette dell'orologio come nemici in trincea, decisi a sfiancarlo nell'attesa di un attacco annunciato. Allo scadere del quarto d'ora aveva già tagliato l'aria con le forbici una quarantina di volte. Si avventò sul sacchetto e, mentre il pesce ne usciva sospettoso, gli rivolse il suo benvenuto con emozione:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;-  Ecco, sei tu il padrone adesso. Sei libero di nuotare in ogni angolo  della tua nuova casa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Se il pesce palla avesse potuto parlare, probabilmente gli avrebbe detto che ci voleva del coraggio a chiamare quella scarna e piccola vasca &lt;i&gt;casa&lt;/i&gt;, ma d'altra parte anche il monolocale poteva solo che andare orgoglioso di essere chiamato in tal modo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il nuovo coinquilino decise che quello vecchio non gli stava molto simpatico e si gonfiò ancora una volta. Pedro interpretò quel gesto come una risposta di assenso alla sua affermazione e rise di nuovo con gusto. Il riflesso della sua faccia sul vetro della vasca faceva quasi pensare che di pesci palla nell'acquario ce ne fossero due.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il giorno seguente Pedro dimenticò di andare al lavoro. Sua sorella telefonò ben due volte per sapere che fine avesse fatto, ma lui rispose semplicemente che non poteva allontanarsi da casa. Abituata alle giornate strane del fratello, Adele decise di non insistere. Avrebbe scalato la giornata di lavoro perso dalla prossima busta paga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Anche quella giornata trascorse con il viso di Pedro a mezzo metro dall'acquario e il pesce palla che nuotava senza sosta nella sua piccola prigione di cristallo. Soltanto verso sera Pedro si rese conto di avere fame. Si preparò un panino e andò a mangiarselo nella sua postazione di osservazione. Senza alcun preavviso, il pesce si fermò al centro della vasca, sembrò guardare fisso Pedro e si gonfiò. Ma questa volta non ci fu nessuna risata, nessuna ilarità scomposta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Pedro ebbe la precisa sensazione che il pesce palla lo avesse fatto in segno di scherno. Il disagio si fece strada insieme al dubbio, mentre l'animale tornava alle sue dimensioni normali. Continuò a guardarlo ancora un po', indeciso su come interpretare il gesto del suo inquilino. Passarono così altre due ore e tre panini. Il pesce non degnò più di uno sguardo Pedro, neanche quando questi si avvicinò tentando di spaventarlo per l'ennesima volta. Pedro si sentì quasi offeso dalla mancanza di considerazione e decise che, per quel giorno, lo show era terminato. Andò a letto e non ci pensò più.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Si svegliò sorridente, come tutte la mattine. Scese impaziente dal letto e si piazzò a far colazione davanti al suo piccolo capolavoro. Il pesce nuotava tranquillo e non diede segno di irrequietudine quando Pedro si piazzò di nuovo col suo faccione di fronte alla vasca. All'ultimo cucchiaio di cereali imbevuti di latte tiepido, Pedro aveva appena terminato una lunga diatriba con se stesso, convincendosi infine che sarebbe stato il caso di presentarsi al lavoro, dopo l'assenza ingiustificata del giorno precedente. Ma proprio in quel momento, il pesce decise di attirare nuovamente su di sé l'attenzione. Si fermò a pochi centimetri dal vetro anteriore, per poi assumere la sua abnorme forma sferica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Pedro sussultò. Prima di gonfiarsi, il pesce l'aveva osservato con un'aria strana. Sì, ne era certo, era pura e semplice derisione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ul&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;-  Razza di bestia ingrata! - gridò con la sua voce troppo  stridula per un ragazzo della sua stazza. - Ti ho preparato una  vasca come Dio comanda, ti ho dato il migliore cibo in granuli sul  mercato, sono stato qui a guardarti tutto il giorno riempiendoti di  complimenti, e tu mi ripaghi così? Sarà meglio che ti  dia una regolata o ti butto al gatto della signora Alvarez qua di  fianco.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/ul&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il pesce palla, in tutta risposta, si gonfiò di nuovo. Pedro lo fissò negli occhi, per cercare di carpirne i pensieri. Dovevano essere di certo irridenti, di scherno, come quelli dei ragazzini che gli ridevano in faccia quando arrossiva fino all'attaccatura del collo. Il suo viso rotondo e paffuto virò dal rosso al porpora al viola e Pedro scagliò i cereali rimasti nel cucchiaio contro i vetri dell'acquario. Respinse l'istinto di ripulire subito le lastre trasparenti e decise che era ora di andare al lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Ma non ci andò.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Rimase tutto il giorno davanti all'acquario, il telefono staccato, in attesa di una mossa del suo avversario. Il pesce non lo degnò di uno sguardo, lasciando che il suo osservatore rimanesse a contemplarlo affamato e furente per l'intera giornata. Era di nuovo ora di cena, quando Pedro riaprì il frigo e trovò in esso una desolazione disarmante. Si disse che il giorno dopo sarebbe dovuto andare a fare spesa. Ignorò le proteste del suo stomaco e tornò al proprio posto di osservazione. Quel dannato pesce si sarebbe dovuto arrendere all'evidenza, prima o poi. Doveva capire che, se voleva sopravvivere a sufficienza per fare la conoscenza dei futuri inquilini, avrebbe dovuto sottostare alle sue condizioni. Ma il pesce ignorava evidentemente le regole della convivenza con Pedro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;La mattina dopo si alzò di cattivo umore e indugiò in bagno, davanti allo specchio, osservando i contorni del proprio viso e gonfiando le guance, in una satira feroce quanto mai divertente. Si concesse una risata e decise di offrire una seconda opportunità al suo compagno d'appartamento. Si avvicinò di soppiatto all'acquario, per poi piombare all'improvviso a pochi centimetri dal vetro anteriore, ma il pesce palla non diede nemmeno l'impressione di averlo notato. Pedro ringhiò di rabbia repressa, di un furore che gli ribolliva nell'animo dai tempi della scuola, e si scagliò verbalmente contro l'ignaro inquilino della vasca. Dopo essersi sfogato con innumerevoli e coloriti improperi, cercò di calmarsi. Il suo sguardo cadde sul filo del telefono ancora staccato dalla presa nel muro. La logica gli diceva che avrebbe dovuto riattaccarlo, telefonare ad Adele, scusarsi e poi presentarsi al posto di lavoro. Invece rimandò a letto la logica e riprese il suo posto. Il volto paffuto aveva assunto ormai un brutto colorito pallido, gli occhi erano arrossati e due vistose occhiaie completavano il quadro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il suo stomaco era sempre più impaziente di ricevere del nutrimento, ma Pedro lo ignorò con ostinazione. Ormai era in guerra e in una guerra non c'è tempo per le frivolezze. Il suo nemico era lì, di fronte a lui, e doveva trovare il modo di portarlo alla resa. O alla morte.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;La polizia bussò più volte, prima di decidersi a sfondare la porta. Quello che trovarono all'interno del piccolo monolocale fu un divano dalla fodera strappata, una vasca piena soltanto di ghiaia e d'acqua e Pedro Aleandros seduto a tavola a faccia in giù. Il suo rotondo e pallido viso era immerso tra i resti di una magra cena a base di sushi, almeno così parve ad una prima occhiata.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;I giornali locali non si lasciarono sfuggire l'occasione di una notizia di cronaca nera condita da una certa dose di umorismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; “&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Giovane uomo cerca di cucinarsi un sushi casalingo col suo pesce palla e muore intossicato”, recitavano quasi tutti. Uno più fantasioso riportava: “Pedro Aleandros tra i candidati dei Darwin Awards”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Melita Rosares ridacchiò leggendo i titoli dei giornali esposti e l'edicolante le regalò un commento sull'idiozia della gente, su cui Melita si ritrovò assolutamente d'accordo. Sistemò al meglio la sporta che le dondolava dal braccio destro, sincerandosi che il suo ospite non soffrisse per il trasporto. Quando la sua testa contornata di riccioli saltellanti fece capolino dall'alto, il pesce palla dentro al sacchetto del negozio di acquari reagì gonfiandosi a dismisura. Melita rise di gusto, pensando che non ci fosse nulla di più buffo al mondo e che bisognava proprio essere dei mostri per mangiarsi un campione di simpatia come quello.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; “&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il pesce palla” - 21 settembre 2007&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1104778015070467803?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1104778015070467803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1104778015070467803' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1104778015070467803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1104778015070467803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/il-pesce-palla.html' title='Il pesce palla'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-9065481227199711690</id><published>2008-01-15T13:20:00.000+01:00</published><updated>2008-01-25T23:51:40.722+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gotico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><title type='text'>Grigia pietra</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cofc.edu/%7Emavesweb/image/gargoyle1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 186px; height: 361px;" src="http://www.cofc.edu/%7Emavesweb/image/gargoyle1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Anche oggi il cielo si presenta plumbeo, grigio come la fredda città che sovrasta. L'antica pietra ha la stessa triste sfumatura cinerea dei nuovi palazzi, costruiti col ferro e con lo strano impasto che chiamano cemento. Le vetrate, infinite nel loro rispecchiarsi le une con le altre, riflettono l'assenza di colore, amplificandola e ottundendo i sensi ormai privati di stimoli vitali.&lt;/span&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Ma oggi, da questo cielo intessuto di un'unica, compatta massa di cupo vapore acqueo, cadono, come se le mani della loro nutrice non riuscissero più a contenerle, gocce di terso liquido cristallino.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;L'aria di questa tetra città sembra essersi elevata, agognante, fino a toccare la volta di un cielo sempre uguale, portando con sé la sua amante, la sfuggente acqua. E dal loro amplesso hanno generato queste piccole creature che corrono verso il suolo, in una discesa inarrestabile, rapite da un richiamo verso l'elemento che amano e odiano insieme, la terra. E mentre precipitano, intonano il loro coro di voci liquide, gementi e gioiose allo stesso istante, per poi andare a ricoprire, morendo, ogni superficie, donando al grigio una nuova vita, un rinnovato splendore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;La città vive. Vive mentre i piccoli esseri formicolanti si rintanano nelle loro dimore invase da fredda luce artificiale. Fuggono dall'acqua, fuggono dalla vita stessa, mentre essa piange, commossa, per ciò che è andato perduto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Perché prima che arrivassero loro, gli umani, i colori ancora si dipanavano come bambini giocosi tra queste mura. La pietra stessa era viva, permeata del respiro della madre terra. Tutto gioiva, prima che queste insulse creature senza pietà né compassione poggiassero i loro piedi sulle nostre vie, dentro le nostre case, soffocando e bruciando la purezza con la loro follia, privandoci del nostro spirito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;E non soddisfatti per l'aver distrutto ogni cosa che ci era cara, hanno anche gettato fango sulla nostra memoria, raccontando di noi gesta demoniache, connubi con quelle stesse forze corruttrici che la nostra madre terra tratteneva con forza dentro di sé, per evitare che ci corrodessero nel profondo. Invece loro hanno scavato, hanno mangiato, hanno disgregato ogni anfratto della nostra cara madre, l'hanno portata ad una lenta consunzione, facendola spegnere in una dolorosa agonia, ormai giunta alla sua conclusione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Ma su una cosa non hanno mentito: l'odio profondo che coviamo contro di loro, la rabbia che ci mantiene coscienti, anche se impotenti, immobili nella nostra paralisi infinita. E in questo magma di atavico risentimento, noi continuiamo a bruciare il desiderio di una vendetta, di una riconquista di ciò che ci apparteneva. E per questo noi preghiamo che la nostra cara madre resista, che il suo spirito fonte di vita possa tornare a percorrere ogni granello della nostra essenza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;E quel giorno, noi torneremo a volare e scenderemo in guerra contro gli umani, perché tutto dovrà tornare a noi, creature della terra e del cielo, a noi gargoyle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;“&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Grigia pietra” - 31 luglio 2007&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-9065481227199711690?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/9065481227199711690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=9065481227199711690' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/9065481227199711690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/9065481227199711690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/grigia-pietra.html' title='Grigia pietra'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1794044477442348493</id><published>2008-01-14T15:45:00.001+01:00</published><updated>2008-01-25T23:51:06.725+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='horror'/><title type='text'>Insonnia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://farm1.static.flickr.com/133/356019554_07d554272b_o.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 266px; height: 357px;" src="http://farm1.static.flickr.com/133/356019554_07d554272b_o.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Era forse un rumore? No, probabilmente non era nulla. Ma ormai gli occhi sono aperti.&lt;/span&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Fastidioso e pigro, il caldo vento notturno entra a fatica dalla finestra, si spinge come un serpente in agonia fino alla stanza di fianco, lasciando dietro di sé strascichi di un refrigerio soltanto illusorio. Le lenzuola sono come tralci di piante rampicanti avide di linfa, che si attorcigliano attorno alle gambe, il cuscino è un appoggio sempre troppo caldo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;I piedi poggiano sul pavimento, grati per l'improvvisa sensazione di fresco e tastano con cautela la superficie liscia, seguendo un percorso ormai noto. Le scale di marmo, il piccolo studio avvolto nell'oscurità, tutto urla silenzio, ogni cosa reclama riposo. Ma la quiete di questa notte è falsa, ingannevole. La sedia è più scomoda del solito, eppure fino a un'ora fa era un giaciglio quasi più accogliente del letto. Ora è soltanto un appoggio forzato per un corpo che non vorrebbe fermarsi, allentare il ritmo del metabolismo convulso di una serata disarmonica. Gli occhi non vogliono affrontare la luce, ma una luminosità evanescente irradia nella stanza e lo sguardo si tuffa in quel portale spalancato, un varco verso il nulla. Altro silenzio, altro contorcimento dell'anima.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Di nuovo quel rumore. Mani compongono parole spezzate, occhi seguono i caratteri, piccoli esseri senza vita costretti a fare bella mostra di sé. Niente privacy per loro, nessun quinto emendamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Di nuovo quel rumore. La musica comincia ad inondare l'aria satura di umidità e di stanchezza, la mente la percepisce lontana, ovattata, mentre un dolore sordo e insistente comincia a farsi strada, monito per ogni minuto di sonno perso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Di nuovo quel rumore. E un movimento. Le ombre della stanza danzano lente, vibrando alle note dolenti che cercano una via attraverso i pensieri. Sembrano diluirsi, per poi addensarsi di nuovo, in forme note solo all'inconscio. Piccoli tentacoli di tenebra che si insinuano sibilanti tra le dita, risalgono lungo le braccia, accarezzano le spalle, si intrecciano attorno al collo. Allora il rumore non era uno scherzo della mente sfiancata, non era un gemito della brezza calda e strisciante. Eri tu. Tu che sei rimasto ad osservare fino ad ora, nascosto nella tua stessa trama d'ombra. Eri inatteso, la tua venuta non era annunciata. I tuoi piccoli tentacoli approfittano della sorpresa, si contorcono in un un'orgia di oscurità densa come l'aria che non riesce più ad entrare nei polmoni. Abbracciano il collo in una morsa decisa, pronti a compiere ciò per cui si sono spinti sino al cospetto della luce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; &lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Ed ecco, la notte non trasuda più il suo umido secreto, il gelo si è sostituito al velo di sudore che ricopriva il corpo, pungendo la pelle, provocando tremuli brividi. Il corpo si contrae in una convulsione, ma quando infine l'amante oscuro lascia che il suo abbraccio asfissiante diventi una dolce carezza, le membra trovano finalmente, irrimediabilmente, riposo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt; “&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Insonnia” - 20 luglio 2007&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="left"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1794044477442348493?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1794044477442348493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1794044477442348493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1794044477442348493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1794044477442348493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/insonnia.html' title='Insonnia'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-2208244354826864042</id><published>2008-01-11T21:31:00.000+01:00</published><updated>2008-01-25T23:50:33.182+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>La lanterna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4fSzKBkiBI/AAAAAAAAAAQ/iolcGt8gkB0/s1600-h/Quercia+2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 264px; height: 198px;" src="http://bp1.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4fSzKBkiBI/AAAAAAAAAAQ/iolcGt8gkB0/s320/Quercia+2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5154320074854926354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;La strada saliva simile a un grande serpente di vecchio asfalto tra le colline coltivate a viti e peschi. Era una via secondaria, percorsa soltanto da poche auto, ed era frequente incontrare qualcuno a passeggio, soprattutto nella bella stagione.&lt;/span&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;La giovane coppia stava camminando a ritmo blando, godendosi il fresco della serata estiva e compiacendosi del paesaggio rurale reso incantevole dalle lucciole che danzavano lungo i fossi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;In fondo a quel tratto di strada, prima che questa svoltasse a sinistra, inerpicandosi tra case coloniche e villette immerse nel verde dei loro giardini, si stagliava maestosa un'antica quercia. Poteva avere cento, duecento o forse anche più anni, ma a loro non era dato saperlo. I suoi maestosi rami erano stati potati da pochi mesi, troncati a una lunghezza decisamente imbarazzante per l'imponenza del grande albero. Ma la quercia non aveva ceduto il passo e i tozzi monconi erano tornati a vivere, disseminati di quelle piccole foglie, quasi sproporzionate alle dimensioni dei rami.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Poco invogliati a proseguire il cammino sempre più in salita, si sedettero sull'erba che cresceva a ciuffi tra le radici della vecchia quercia. Un lanterna, vecchia ed arrugginita, penzolava da un perno infisso nel legno del tronco chissà quanto tempo prima. La piante era cresciuta, inglobando parte del metallo, abbracciandolo e chiudendolo dentro di sé.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Una piccola luce dentro la lanterna dai vetri opacati dal tempo illuminava debolmente attorno a sé, creando ombre intricate nel largo tronco della quercia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;La ragazza guardò in su, chiedendosi per l'ennesima volta chi fosse la misteriosa mano che ogni sera passava ad accendere la pallida luce. Il ragazzo l'abbracciò a sé e lei dimenticò in fretta quella domanda ricorrente che non trovava mai risposta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Una lieve brezza si alzò in una carezza che fece frusciare le giovani foglie sui rami antichi, come la mano amorevole di una madre arruffa gentilmente i capelli della propria bambina. Una lucciola girò attorno al perno di metallo che reggeva la lanterna, mandando bagliori intermittenti al suo passaggio, per poi posarsi sulla copertura arrugginita. Mosse le sue zampette rapide, scendendo lungo l'incrinatura di uno dei vetri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Una piccola mano si posò sul lato interno del vetro, facendo volare via la lucciola. Il piccolo gnomo dentro la lanterna osservò melanconico l'insetto allontanarsi, col suo insistente lampeggiare monotono e regolare. Si sedette sul minuscolo scranno nell'angolo e osservò la campagna circostante con lo sguardo velato dalla tristezza. I due giovani sotto di lui si stavano allontanando a loro volta, diretti verso casa o, forse, verso un altro luogo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Non lo sapeva, non l'avrebbe mai saputo. Ma il suo compito non era quello di conoscere le cose, lui doveva soltanto svegliarsi ogni tramonto e accendere la piccola lampada sferica che si trovava al centro della sua altrettanto piccola dimora. Un gesto delle sua mani, un lieve sfioramento sul vetro, e la luce, con un singhiozzo, cominciava ad emanare al di fuori dei vetri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;All'arrivo dell'alba, con un altro agonizzante singhiozzo, si spegneva, mentre il piccolo gnomo eterno chiudeva gli occhi in un sonno monotono, sempre uguale, come il ritmico lampeggiare di una lucciola.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;"La lanterna" - 11 luglio 2007&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-2208244354826864042?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/2208244354826864042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=2208244354826864042' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2208244354826864042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/2208244354826864042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/la-lanterna.html' title='La lanterna'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4fSzKBkiBI/AAAAAAAAAAQ/iolcGt8gkB0/s72-c/Quercia+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1741656692398656069</id><published>2008-01-10T13:03:00.000+01:00</published><updated>2008-01-25T23:49:43.603+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fantasy'/><title type='text'>Il sogno originario</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.zerodelta.net/immagini/calabria018.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 264px; height: 352px;" src="http://www.zerodelta.net/immagini/calabria018.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.zerodelta.net/immagini/calabria018.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il mercato era affollato, la bella giornata di sole invitava a uscire di casa e a bighellonare tra i banchi sovraccarichi di abiti multicolori. C’erano talmente tante cose da osservare, da percepire, che la mente poteva perdersi e confondersi, godendo dell’indefinitezza dei particolari, piacevoli quanto insignificanti. Le suonerie dei cellulari si facevano strada tra il vociare, come tentando di dare un ritmo al rumore assordante e continuo.&lt;/span&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Andrea borbottò stizzito contro tutta quella folla e contro la sua sbadataggine, per aver dimenticato che giorno fosse. La fiera era attesa da tutta la città con trepidazione, ma lui non amava la confusione, tanto meno doversi fare strada a forza in quel fiume di individui dal moto disordinato. Si chiedeva per quale strano scherzo della statistica si trovasse davanti sempre persone che si bloccavano all’improvviso, sbarrandogli la strada e costringendolo a deviare continuamente dal suo percorso.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Finalmente, dopo aver scartato un’anziana signora, deliziata dai centrini a uncinetto esposti nell’ultimo banchetto, tornò a respirare liberamente. L’aria era calda, ma comunque sempre più gradevole della scarsa ventilazione a cui era stato costretto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Cercò velocemente l’ombra di un vicolo, imprigionata dagli alti palazzi che lo delimitavano. Si alzò gli occhiali da sole sulla testa e sorrise soddisfatto. Era comunque una giornata da festeggiare, perché finalmente avrebbe ricevuto la ricompensa per tutti i suoi sforzi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il vicolo terminava in una via più larga, ma Andrea si fermò poco prima e sostò pensieroso di fronte a una piccola porta di legno. Bussò, prima titubante, poi con decisione. Improvvisamente fu assalito dal dubbio di essersi completamente sbagliato,  di aver inseguito un sogno talmente assurdo da non potersi realizzare in alcun modo. Eppure nelle parole del signor Ghizelli non c’era la possibilità di fraintendimento: era stato chiaro, preciso, senza nessun doppio senso. Ma sembrava ancora così impossibile...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Quando il signor Ghizelli gli aprì finalmente la porta, l’ansia lasciò il posto all’eccitazione. L’anziano uomo gli sorrise lievemente e gli occhi di Andrea brillarono di desiderio ed impazienza.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Allora? Che fai lì impalato sulla porta? Entra!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;I modo gentili e scherzosi di quell’uomo dal viso ricamato da sottili rughe riuscivano sempre a metterlo a suo agio. Entrò nell’anticamera, con gli occhi ancora adattati alla luce esterna. Gli ci vollero alcuni minuti per abituarsi alla semioscurità della casa. Intanto il signor Ghizelli lo aveva fatto accomodare in salotto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Lo so che sei impaziente, - esordì -ma sarebbe il caso di discutere in maniera più accurata di alcuni particolari, non credi?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Andrea annuì, assolutamente intontito dal battito frenetico del cuore e disponibile a concedere qualsiasi cosa, purché potesse infine avere ciò che desiderava. Non capì molto delle parole che uscirono a fiume dalla bocca del signor Ghizelli, sembravano più che altro raccomandazioni, ma non aveva alcuna importanza. La sua mente era già proiettata verso scenari futuri, per ora solo immaginabili, ma che si sarebbero presto concretizzati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Allora, mi hai seguito bene? Devo ripetere qualcosa?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- No, no, è tutto chiaro - rispose Andrea con voce tremolante, facendo intendere, col suo sussulto, di non aver ascoltato nulla.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il signor Ghizelli non si lasciò scoraggiare, aveva ben previsto questa evenienza, e gli mise fra le mani un quaderno. Andrea lo aprì incuriosito e vide che era scritto a mano, con una calligrafia minuta e regolare. Rivolse uno sguardo interrogativo al suo interlocutore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Diciamo che si tratta di cose che ti potranno essere utili - gli disse in risposta alla muta domanda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Si alzò dalla poltrona ed invitò il ragazzo a seguirlo. Scesero in cantina, una stanza grande, umida e stipata di ogni cosa. Si fecero strada in mezzo a scatoloni e pezzi di vecchie biciclette arrugginite e Andrea sorrise, pensando a come il raggiungimento del suo obiettivo lo costringesse a sgombrarsi la strada da ogni cosa, che fossero persone od oggetti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Arrivarono infine ad uno degli angoli della stanza, sgombro e pulito, dove giaceva uno zaino e, sopra di esso, una tunica nera ripiegata con cura. Andrea era esterrefatto. Sapeva cosa avrebbe trovato, ma ora, vedere quegli oggetti davanti ai propri occhi, lo lasciava senza fiato. Spostò con delicatezza la tunica ed aprì lo zaino con mani tremanti. Dentro c’era tutto, non mancava niente. Accarezzò il pesante libro con le lacrime agli occhi e lo aprì con tutta la reverenza di cui era capace. Non comprendeva il significato di quelle parole, ma sfiorò le pagine, emozionato dalle sottili increspature della pergamena.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Guardò risoluto il signor Ghizelli:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Lei mi deve insegnare tutto, tutto quanto!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;I giorni passarono convulsi. Era ormai la fine dell’estate, quando finalmente cominciarono ad apparire i primi risultati del lungo e faticoso lavoro. Il piccolo lampo di luce non era forse una magia di alto livello, ma era pur sempre un traguardo raggiunto con costanza e dedizione. Il signor Ghizelli era soddisfatto del suo allievo e quel giorno lo osservava mentre prendeva dimestichezza con il potere arcano conservato nella pagine del libro. Era pronto, ora avrebbe dovuto guidarlo per l’ultima volta.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Si avvicinò ad Andrea con la tunica in mano e lo invitò ad indossarla. Andrea accarezzò il morbido velluto, emozionato come quando aveva tenuto in mano il libro la prima volta. Sapeva che quella veste era appartenuta al suo maestro e si sentiva onorato di un tale lascito.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Prendi lo zaino, mettilo sulle spalle.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Quelle parole risuonarono come un tuono nella mente del ragazzo. Aveva desiderato quel momento per anni, ma ora che era così vicino al suo obiettivo aveva paura. Strinse forte le spalline dello zaino, facendosi forte delle poche conoscenze che aveva acquisito. Non poteva tornare indietro, rinunciare proprio ora.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Maestro, sono pronto a partire.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Moretram Erareron volse uno sguardo fiero al suo allievo, poi si avvicinò ad un tavolino, su cui era appoggiata una piccola sfera multicolore. Quando la afferrò, essa cominciò ad emanare un lieve bagliore. Il vecchio mago protese la sfera verso Andrea, pronunciando sottovoce parole che il giovane apprendista non poteva comprendere. La luce della sfera divenne sempre più intensa, finché avvolse ogni oggetto, facendo perdere ad Andrea il senso dell’orientamento. Sentì una parola in mezzo a quel mare di luce, una parola pronunciata con affetto: “Addio”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Dovette chiudere gli occhi per non rimanere accecato, ma li riaprì rapidamente quando sentì una fresca brezza sollevare il bordo della sua tunica. Era sulla sommità di una collina, all’ombra di una grande quercia. Non riconosceva quei luoghi, ma in qualche modo avevano qualcosa di familiare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Posso forse aiutarti in qualche modo?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Si girò di scatto verso la voce femminile che aveva udito alle sue spalle. Dovette trattenersi per non urlare dallo stupore. Non fu il bellissimo viso dalla pelle diafana, né tanto meno la veste dei colori del bosco, a fargli venir meno il fiato, ma le sottili e delicate orecchie a punta che si intravedevano tra i lunghi capelli neri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;Il suo sguardo percorse velocemente il paesaggio circostante, per poi tornare a fissare la creatura che aveva di fronte. Un sorriso di enorme soddisfazione si dipinse sul suo volto:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;- Sì, in effetti avrei bisogno di alcune informazioni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-indent: 0.6cm; margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman,serif;"&gt;"Il sogno originario" - 16 giugno 2006&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.zerodelta.net/immagini/calabria018.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1741656692398656069?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1741656692398656069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1741656692398656069' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1741656692398656069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1741656692398656069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/il-sogno-originario.html' title='Il sogno originario'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8043562177723811594.post-1599456253222954787</id><published>2008-01-09T20:05:00.000+01:00</published><updated>2008-01-10T14:20:52.245+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='presentazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>La Genesi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.centoiso.com/work/pic/031103/Cosmo-Genesis.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.centoiso.com/work/pic/031103/Cosmo-Genesis.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;E in principio... fu l'inchiostro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;E' spesso difficile, giunto a un certo punto di un percorso, capire da dove abbia preso inizio. Eppure, un punto di partenza deve esserci stato. Potrei ripensare ai primi tentativi di narrazione, emulando alla meno peggio i cartoni animati passati in tv (come dimenticare il racconto a due mani scritto in quinta elementare e ispirato a una puntata di Peter Pan? Un piccolo capolavoro!), oppure ai goffi diari pieni di lacrime e sofferenze adolescenziali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Ma questo non è stato il vero e proprio inizio, se così lo vogliamo chiamare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Ciò che ha dato il via a questa frenesia, ciò che ha risvegliato la smania di tradurre in parole scritte ogni singolo pensiero, è stata la riscoperta della lettura, dopo anni di oblio. In quel periodo, coincidente più o meno al liceo, si è venuta a creare una dicotomia assurda. Se da un lato ho imparato ad amare la letteratura e ho compreso che le ore di italiano non erano ore di scuola sprecate in chiacchiere, dall'altra l'imposizione di libri su libri, senza una reale comprensione del loro valore, mi ha portato ad abbandonare drasticamente un mondo che amavo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Mi sono chiesta più volte di come sia potuto accadere, ma tant'è.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Mi vergogno un po' ad ammetterlo, ma mi sono riavvicinata ai libri qualche mese prima dell'uscita del film "Il Signore degli Anelli". Avevo sentito nominare Tolkien tantissime volte, ma non avevo (giuro!) la più pallida idea di che cosa si trattasse. Ho ricominciato così, molto lentamente, ma subito con entusiasmo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;E' stato come aprire una porta, no, un portale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Insieme ai libri, sono arrivati i gdr e tutte le attività ad essi legati, poi, infine, molto timidamente, la penna ha ricominciato a scrivere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Ora, io non so quali racconti di quelli passati inserirò in questo blog. A dire il vero, e con non poca presunzione, mi solletica molto la prospettiva di ricreare in parte il percorso che mi ha portata fino a qui. Grazie al grande dono dell'informatica, ho ancora tutti i miei piccoli tentativi, e sarebbe interessante vedere come lo stile si è evoluto nel tempo, per capire com'è e come sarà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: times new roman;"&gt;Diamo quindi inizio alle Cronache dell'Evoluzione.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8043562177723811594-1599456253222954787?l=noemimancini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://noemimancini.blogspot.com/feeds/1599456253222954787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8043562177723811594&amp;postID=1599456253222954787' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1599456253222954787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8043562177723811594/posts/default/1599456253222954787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://noemimancini.blogspot.com/2008/01/la-genesi.html' title='La Genesi'/><author><name>Samirah</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08932640750848027012</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://bp3.blogger.com/_k0KGbSR2SO8/R4foUqBkiDI/AAAAAAAAAAc/lU_ELgWv_6Q/S220/Avatar_Samirah_Tribute.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry></feed>
